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Pet Therapy: una grande opportunità per chi vuole lavorare nel sociale e con gli animali

Le attività di pet therapy stanno conoscendo una stagione di accresciuto interesse non solo dai media ma dalle stesse strutture socio-assistenziali con nuove possibilità di impiego per coloro che vogliono investire in questo settore occupazionale. Lavorare nell'ambito delle attività e terapie assistite dagli

animali è una grande opportunità per quanti desiderino sposare il loro interesse per il mondo animale con l'opportunità di occupazione nei segmenti dell'assistenza, riabilitazione e co-terapia.

Alcune cautele tuttavia sono d’obbligo se non si vuole perdere questa importante opportunità. Troppe fandonie circolano su giornali e periodici, spesso ripetute pedissequamente da improvvisati relatori nei convegni, i quali ritengono che in fondo la pet therapy sia frutto di un effetto placebo che pertanto non richieda alcuna indicazione di corretta prescrizione. Si sente perciò affermare che gli animali fanno bene perché emanano energie positive o assorbono la negatività o che la sola vicinanza di un animale determinerebbe effetti fisiologici benefici nella persona.

Tale banalizzazione può portare una famiglia ad adottare un cane per il figlio autistico o a inserire degli animali all’interno di centri di salute mentale, con risultati ovviamente disastrosi. Le attività coterapeutiche assistite dagli animali sono servizi che rientrano nella sfera sanitaria rivolti a fruitori che presentano specifiche vulnerabilità e che pertanto richiedono un’alta competenza e un’onestà di fondo, basata sul sapere che servizio si offre e quali sono le leve per differenziarlo a seconda dei bisogni dell’utenza.

Con il cane si possono fare diverse tipologie di attività – ludiche, collaborative, di cura, di esplorazione, di sollecitazione sensoriale, di apertura a nuove prospettive identitarie, solo per fare qualche esempio - e ciascuna di queste attività offre contributi di cambiamento, stimolazione, promozione e riabilitazione differenti, indicati per alcune tipologie di pazienti e controindicati per altri. Una seduta basata sulla stimolazione ludica può essere beneficiale per un anziano e controindicata per un ragazzo con un profilo iperattivo, così come un'attività di cura migliora i comportamenti interattivi di un ragazzo con disturbi della condotta e può essere problematica per un anziano ansioso. In altre parole un'attività relazionale indicata per un utente può essere controindicata per un altro e chi lavora in questo campo deve conoscere le caratteristiche delle varie tipologie di attività.

Se è vero che il medico curante deve indicare gli obiettivi per il suo paziente, è altrettanto vero che compito del team di progetto individuare quali attività di relazione con il pet favoriscono il raggiungimento di detti obiettivi. Pertanto la prescrizione si basa sulla scelta del tipo di attività da promuovere e viceversa da contenere, e non semplicemente nel portare un animale in seduta. Le diverse attività che si possono fare con gli animali - giocare, prendersi cura, esplorare, collaborare - rendono disponibili contributi di beneficialità differenti perché danno vita a condizioni di scambio e di espressione (dimensioni di relazione) molto specifiche. Chi fa attività di pet therapy deve pertanto non solo saper gestire la seduta in termini di correttezza - come s'introduce l'animale, come si gestisce la relazione, come si prevengono gli incidenti, quali attenzioni sanitarie, quale preparazione deve avere la coppia - ma altresì conoscere i contributi delle diverse dimensioni di relazione per poter avere delle linee guida di prescrizione, ossia quali attività promuovere durante la seduta e quali evitare perché dannose.

Come si è detto, per l'approccio zooantropologico il contributo beneficiale deriva dalla relazione, dallo scambio che si realizza nell'incontro, e non in modo diretto dall'animale, come nelle produzioni zootecniche. Per differenziare un certo contributo - per esempio promuovere meccanismi di autoefficacia in un ragazzo insicuro piuttosto che la diminuzioni della condizione ansiogena in un anziano con l'Alzheimer - è necessario pertanto non scegliere l'animale giusto ma le attività di relazione adeguate, vale a dire quelle che ci permettono di raggiungere quegli obiettivi e di evitare di entrare in rotta di collisione con le vulnerabilità di quel paziente. In tal senso la zooantropologia differenza i benefici della pet-ownership - per esempio il vivere con il cane o con il gatto - derivanti in modo generico dalla convivenza (il buonumore, la compagnia, la stimolazione, la gratificazione, etc) dalla pet therapy ovvero da un progetto che attraverso specifiche attività di relazione con l'animale si propone di raggiungere specifici obiettivi beneficiali e parimenti di proteggere il paziente a seconda delle sue particolari vulnerabilità.

L'operatore di pet therapy pertanto dev'essere preparato sia per quanto concerne i parametri di correttezza - come si realizza la seduta rispettando il benessere dell'animale, i parametri igienico-sanitari, le norme di prevenzione, le coordinate di relazione con il paziente - sia per quanto concerne i parametri di adeguatezza - quali dimensioni di relazione implementare perché utili e quali dimensioni evitare perché dannose. Oltre a questo deve aver maturato con il proprio animale una relazione di forte complicità e intesa in modo tale da realizzare in modo spontaneo e non forzato tutte le attività di relazione. Per questo una buona formazione, sia teorica che pratica, è la base di partenza per poter entrare in questa attività con le carte in regola per poter lavorare.

di Roberto Marchesini

 

SIUA ha in programma un corso altamente professionalizzante per Operatori di Pet Therapy  in  partenza il 6-7 aprile a  Bologna. Il corso prepara professionisti in grado di lavorare su tutta la filiera del servizio di Pet-therapy. Non è necessaria una preparazione di base o titoli specifici per l’iscrizione.

Per informazioni:

  • consulta il sito: www.siua.it
  • chiama la segreteria didattica allo 051 817421 o 340 2513890
  • scrivi a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.