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Arlecchino uccide Ladybird La Guerra delle coccinelle

NON TUTTE le coccinelle portano fortuna, soprattutto alle consimili. Delle 5000 specie catalogate, molte lottano quotidianamente tra loro per il dominio del territorio, arrivando a conquistarlo anche a colpi di cannibalismo. Gli entomologi la chiamano la "guerra delle coccinelle", un fenomeno che negli ultimi anni ha attirato l'attenzione perché ad essere in pericolo è una specie cara all'immaginario collettivo, la Coccinella rossa con i sette puntini neri sul dorso. A scalzarla è una specie asiatica, la "coccinella arlecchino", più feroce e resistente e

soprattutto rapida a riprodursi che nelle steppe dell'Asia centrale occupa incontrastata un territorio che va dal Kazakhstan al Giappone.
Gli europei a metà degli anni '90 hanno commesso il grave errore di introdurla in Francia, Belgio e Olanda come strumento - efficacissimo, va detto - di lotta biologica. Oggi la "coccinella arlecchino", è la coccinella che si riproduce più velocemente al mondo e sta via via eliminando le rivali in famiglia.
La coccinella arlecchino è un predatore, non è un erbivoro, ed è stata importata proprio per combattere i parassiti delle piante coltivate. Oggi sta facendo troppo bene il suo lavoro, incidendo in modo significativo su tutta una serie di insetti che vanno ben oltre gli afidi e affini e "spazzolando" via anche le uova di farfalla. La specie in pratica sembra in grado di mangiare tutto ciò che è più piccolo di lei, incluse le altre coccinelle, alcune delle quali oggi sono in drastico declino o relegate a nicchie ecologiche più ristrette. E' anche munita di ottime difese chimiche, tanto più efficienti quanto più l'animale è in salute, cosa segnalata dalla tinta rossa dell'adulto che diventa dominate quanto più l'individuo è velenoso.