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Saldi, Lav: "ricordiamoci della sofferenza degli animali da pelliccia"

Con l'avvio ufficiale dei saldi invernali, la LAV ha lanciato un appello ai consumatori affinché orientino i propri acquisti verso prodotti in saldo che siano fur-free.
Dal sito www.nonlosapevo.com parte la contestazione delle aziende che ancora commercializzano prodotti con pelliccia animale. Entro i prossimi 60 giorni (tutta la durata del periodo dei saldi) chiediamo la

partecipazione dei consumatori per fare diventare fur-free alcune aziende individuate dalla LAV. I consumatori devono semplicemente astenersi dall'acquisto di prodotti in saldo che abbiano anche solamente un piccolo inserto in pelliccia, dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV campagne Pellicce.
La LAV ha identificato alcune aziende verso le quali indirizzare la contestazione, rappresentative di diverse fasce del mercato dell'abbigliamento (dalla grande distribuzione alle aziende moda), per dimostrare loro che la maggior parte dei consumatori non vuole più acquistare prodotti contenenti pelliccia animale. Mentre a marchi che già si dichiarano fur-free, come Diesel, Benetton, Fiorucci, OVS Industry, Bennet, la LAV rivolge un diverso appello: quello di ufficializzare la loro importante e responsabile scelta con la gratuita adesione allo Standard Internazionale Fur-Free, promosso in Italia dalla LAV.
Considerando che l'83% degli italiani è dichiaratamente contrario all'uccisione degli animali per la loro pelliccia, come conferma il Rapporto Italia 2011 dell'Eurispes, se i consumatori avessero una maggiore possibilità di scelta si orienterebbero verso acquisti fur-free. Per promuovere e sostenere una moda senza pellicce, quindi, basta un click sul sito www.nonlosapevo.com, dove è anche possibile conoscere quali sono i brand disponibili in Italia e all'estero che già hanno adottato una politica fur-free. "Questa pacifica forma di pressione, in cui i consumatori hanno la possibilità di essere protagonisti di un mercato più responsabile e sostenibile, si aggiunge alla nostra richiesta di IVA doppia (46%) per tutti i prodotti contenenti anche una minima parte di pelliccia animale", conclude Pavesi.