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Pellicce, LAV: più trasparenza con l’etichetta obbligatoria

Maggiore  “trasparenza” sulle pellicce, per distinguere quelle realizzare con pelliccia animale e quelle con pelliccia finta: presto finalmente i consumatori italiani ed europei avranno a loro disposizione questa importante informazione. Infatti sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea è stato pubblicato il Regolamento UE 1007/2011 che, all’articolo 12, dispone: “La presenza di parti non tessili di origine animale nei prodotti tessili è indicata con la frase “Contiene parti non tessili di origine animale” sull’etichetta o sul contrassegno di tali

prodotti al momento della loro messa a disposizione sul mercato”.
E inoltre: “L’etichettatura o il contrassegno non sono fuorvianti e sono presentati in modo che il consumatore possa facilmente comprenderli”.
L’etichettatura obbligatoria si applicherà ai nuovi prodotti immessi sul mercato a partire dall’8 maggio 2012, quindi a tutti i prodotti delle nuove collezioni di abbigliamento (accessori compresi) che contengano pelliccia, piume o pelle, mentre i prodotti immessi sul mercato prima dell’8 maggio 2012 potranno essere commercializzati senza etichettatura sino al 9 novembre 2014.

 

Grazie al nuovo provvedimento comunitario, in Italia e in Europa i consumatori potranno essere consapevoli di cosa stanno acquistando e orientarsi senza errore verso prodotti fur-free, evitando così di contribuire alla sofferenza e all’uccisione di tanti animali . Si tratta di un traguardo cui ha contribuito la LAV, con le altre associazioni animaliste componenti della coalizione internazionale Fur Free Alliance, proponendo e dando sostegno a specifici emendamenti quando il nuovo Regolamento era ancora in discussione presso la Commissione UE per il Mercato Interno e la Tutela del Consumatore”.