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Stop alla vivisezione e agli allevamenti lager

E' stato approvato un emendamento alla legge comunitaria 2011 che vieta in Italia l`allevamento di animali per la vivisezione. Non appena il provvedimento sarò approvato in via definitiva, allevamenti di animali a scopo vivisezione, come la multinazionale Green Hill di Montichiari, nel bresciano, che alleva beagles destinati alla vivisezione, dovranno chiudere, riconvertirsi o, almeno, non effettuare più la loro attività sul territorio italiano.

Lo ha annunciato il ministro del Turismo, Maria Vittoria Brambilla, in una conferenza alla Camera dopo l'approvazione in commissione Affari sociali dell'emendamento.
In pratica, in Italia grazie a questo emendamento "non sarà possibile allevare cani, gatti, primati nel territorio nazionale che siano destinati alla vivisezione o alla sperimentazione animale", ha spiegato Brambilla sottolineando che, oltre alla vivisezione, verranno anche vietati gli esperimenti su animali che non prevedono anestesia o analgesia. "Assicureremo - ha aggiunto - un sistema ispettivo e si definiranno anche le sanzioni appropriate per dissuadere chi non rispetta il quadro legislativo". "Oggi - ha chiosato Brambilla - è avvenuta una rivoluzione culturale".
Per quanto riguarda la pratica della vivisezione, c’è ancora molta strada da fare ma  da ora in poi sarà condotta in modo più etico, limitando al minimo la sofferenza degli animali. Sarà, infatti  obbligatorio il ricorso ad anestesia o analgesia per evitare esperimenti crudeli e saranno vietati gli allevamenti stile 'Green Hill' di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione. L’emendamento permetterà di ridurre drasticamente il ricorso a cani, gatti e scimmie negli esperimenti e consentirà i controlli per garantire il benessere degli animali da laboratorio. Oggi è stato compiuto un grande passo in avanti nel cammino di civiltà ha concluso il ministro Brambilla.