Anmvi:”In crescita gli abbandoni di animali in clinica e richieste eutanasia”

Il fenomeno degli abbandono di animali acquista spessore.  Oltre chi il cane o il gatto li lascia per strada e se ne va, c’è un altro “abbandonatore”,quello che il cane o il gatto li lascia in clinica veterinaria. In una clinica veterinaria di Roma sono “ospitati” 6 animali abbandonati dai loro proprietari perché le cure erano troppo costose o perché non sopportavano l’idea che la  guarigione fosse parziale. Alcuni proprietari chiedono direttamente l’eutanasia. Gli animali lasciati nella struttura veterinaria sembrano pochi ma si tratta di una sola clinica a Roma. Il fenomeno esiste ed è davvero una piaga come testimonia la ricerca dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) sull’abbandono animale negli studi veterinari, cui hanno partecipato oltre 1.000 strutture.

Non sono solo le motivazioni economiche a dettare il comportamento dei proprietari che abbandonano il loro animale dal veterinario, perseguibili, fra l’altro, per maltrattamento.  Molti chiedono la certezza che guarirà, che correrà come prima, altrimenti preferiscono farlo “addormentare”. Sì, chiedono l’eutanasia senza una motivazione reale.

Secondo le normative l’eutanasia animale deve essere fatta esclusivamente a discrezione del veterinario, che non è illimitata; è infatti consentita solo laddove non sia possibile curare o alleviare le sofferenze del paziente. La legge considera l’animale un essere senziente e quindi omissione di terapia equivale a maltrattamento.

I medici veterinari lamentano, giustamente, una mancanza di attenzione rispetto a questo problema che non è solo economico ma soprattutto culturale. La società deve crescere su questi temi che non sono solo etici: chi cura gli animali abbandonati e chi tutela cliniche ed ambulatori? Una questione aperta dall’ANMVI che preoccupa ben oltre i numeri denunciati.