Sperimentazione animale. Enpa: confermare le norme a tutela degli animali

"Respingiamo con forza qualsiasi tentativo di snaturare l'articolo 13 della legge di delegazione europea 2013 che, pur non abolendo la pratica dei test sugli animali, introduceva comunque alcuni limiti all'attività dei “vivisettori”, tra cui il divieto di sperimentazioni didattiche o di xenotrapianti, l'obbligo di anestesia, l'incentivazione dei metodi sostitutivi." Questa la posizione espressa dall'Ente Nazionale Protezione Animali in occasione del presidio “anti-vivisezionista” davanti al Ministero della Salute, a Roma, per protestare contro lo schema di decreto legislativo proposto dal ministro Lorenzin.

Lo schema proposto dal Ministro della Salute infatti stravolge l'articolo 13 cancellando con un colpo di spugna tutte le misure finalizzate a garantire una qualche forma di tutela agli animali impiegati per i test. «Ciò significa che sarebbe nuovamente possibile condurre esperimenti senza anestesia o analgesia, che si potrebbe aggirare lo stop alle esercitazioni “didattiche” con animali, che il divieto di prove per xenotrapianti, alcool, tabacco e droghe slitterebbe nel tempo – spiega la Protezione Animali -. E sarebbe a rischio anche il fondo per incentivare la ricerca senza animali.»

«Tutto questo è inaccettabile – ribadisce l'Enpa –. Chiediamo con forza che si rispetti lo spirito delle norme approvate dal Parlamento: la sperimentazione sugli animali è un metodo mai validato scientificamente che, oltre a chiedere in tributo la vita di milioni di esseri viventi, risulta dannoso per la stessa salute umana. Come dimostrano i numerosi casi di farmaci ritenuti sicuri proprio perché testati sugli animali, ma poi ritirati dal commercio per i loro effetti nocivi sull'uomo.»