Farmaci veterinari troppo costosi. Enpa, "mancano i generici"

In Italia mancano farmaci generici per animali, e le famiglie che accolgono in casa un pet sono costrette a pagare cifre esorbitanti per l e cure. Se pensiamo che non curare un animale è una azione assimilabile al maltrattamento e punibile per legge, è chiaro che siamo nel pieno di una situazione insostenibile che lede gravemente il diritto alla salute degli animali e riduce le possibilità cura degli animali delle famiglie meno abbienti. Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali), non ha dubbi.
“Ad esempio, per patologie comuni come insufficienza renale del gatto o del cane in Italia il generico costa cinque euro mentre il farmaco arriva a costare anche cinque volte tanto, a parità di principio attivo. Parliamo di medicinali che esistono come generici sia per l'uomo sia per gli animali.”
  Una situazione senza vie di uscita se pensiamo che in Italia  i veterinari hanno l'obbligo di prescrivere il farmaco non generico. Perché?  "Per l'insufficienza renale, afferma la Ferri il Cibacen costa 5 euro, il Fortekor che contiene lo stesso principio attivo arriva a  costare fino a tre, quattro, cinque volte in più.
Una situazione insostenibile di cui qualcuno dovrebbe rispondere perché chi accoglie un animale in casa non deve essere messo nelle condizioni di maltrattarlo per questioni economiche.  
Le spese in eccesso per avere un cane o un gatto in casa passano anche per l'Iva. "Il veterinario paga l'Iva al 22 per cento, motivo per cui siamo vicini ai medici che lottano contro le prestazioni che diventano sempre più di lusso - spiega ancora Ferri - anche il pet food e i prodotti per animali subiscono la stessa imposta.
Non trattandosi di caviale e champagne non ci spieghiamo questo sovraccarico".