Il gufo reale torna nelle città, Ma non è il solo

Alcuni esemplari di Gufo Reale sono stati avvistati tra i ruderi delle Terme di Caracalla, A Roma. Negli scorsi giorni, poi, una capra è stata sorpresa a passeggiare, aspettando la metro, in una stazione della Linea A, E per restare a Roma ci sono le foto dei maiali che ripuliscono i cassonetti della spazzatura, in zona Boccea.
Ma non accade solo a Roma, già famosa per la presenza massiccia di pappagalli nelle sue ville più famose. Roma a parte, non mancano città che attraggono sempre di più esemplari del mondo animale: da Milano a Palermo, i centri urbani fanno i conti con vere e proprie invasioni di specie finora sconosciute ai cittadini.
A spingere questo flusso migratorio, concorrono tanti fattori. Il clima, che favorisce il cambio residenza. Ma soprattutto la possibilità di trovare il cibo, e questo spiega l'arrivo in città di di gabbiani reali, per esempio, che rinunciano alla pesca in mare e si tuffano in picchiata sui cassonetti dei rifiuti, o al massimo nei fiumi come l'Arno e il Tevere. E poi ancora l'acqua, sempre disponibile presso fontane e fontanelle. E la mancanza di pesticidi e trappole, che di certo non sono presenti nelle vie cittadine.
I cinghiali sono molto presenti in Abruzzo e non solo nei parchi. Gli ungulati sono di casa nei sobborghi delle città con avvistamenti anche sulle piste ciclabili e perfino in spiaggia. Più rara che ci si imbatta in cinghiali che si abbeverano nella piscina di un hotel, come avvenuto vicino Chieti.
Ma non solo a Chieti,  anche in Liguria. Un po' dappertutto gli animali stanno entrando nelle città. In alcuni casi è lo stesso uomo che li porta. Come quando ci si inizia a prendersi cura di un animale di una specie esotica, che poi -divenuto adulto e ingestibile- viene abbandonato nelle ville, o nelle fontane delle città. In questo caso, arriviamo a incontrare -speriamo di no- pitoni e altre bestie che nella carta d'identità hanno luoghi di nascita distanti migliaia di km. E anche qui assistiamo al fenomeno di specie che si moltiplicano nel nuovo habitat come la tartaruga-alligatore, rinvenuta negli scorsi mesi sulle sponde dell’Arno. Lei è originaria degli USA centro-meridionali ed è potenzialmente pericolosa per l'uomo per via dei suoi morsi che possono danneggiare le dita della mano.