Corridoi biologici “umanitari” per salvare gli animali

Con la firma che i 50 comuni della provincia di Varese hanno apposto sul “contratto di rete” per la salvaguardia della biodiversità varesina il progetto dei corridoi biologici è stato ufficialmente blindato e tutelato anche per gli anni a venire.
Con un grande lavoro progettuale per la costruzione dei passaggi ecologici per gli animali e una grossa opera di convincimento per far inserire le aree tutelate all’interno dei Piani di governo del territorio dei singoli comuni, ora il progetto si può dire concluso.
I due grossi corridoi ecologici naturali che costeggiano il lago di Varese e attraversano la provincia di nord a sud hanno messo in collegamento il Parco dei Fiori al Parco del Ticino proteggendo le connessioni ecologiche di flora e fauna del territorio. Un risultato importantissimo per un’area come quella della provincia di Varese fortemente urbanizzata e ricca in ogni suo angolo di case, fabbriche e strade, tutti elementi che costituiscono un ostacolo per la mobilità degli animali e, dunque, per la loro preservazione. Il risultato raggiunto, invece, ha permesso di costruire un’area a libera mobilità con una superficie di 190 chilometri quadrati e 59 chilometri di lunghezza, entro la quale si muovono 11 specie di anfibi, 11 rettili, 125 specie di uccelli autoctoni e 250 di passaggio e 90 mammiferi. Senza contare insetti e flora di ogni tipo.
Non si tratta di cosa da pochi e non a caso il progetto varesino costituisce un’avanguardia in tutta Europa. Per la sua realizzazione hanno profuso il loro impegno la Provincia di Varese, la Regione Lombardia, la Fondazione Cariplo, il parco dei Fiori, il Parco del Ticino, i comuni ma soprattutto la Lipu. Quello che si è creato permette ora di presentare la provincia varesina come un anello di congiunzione tra le Alpi e gli Appennini e di conseguenza tra il nord Europa e il Mediterraneo