Un nuovo protocollo per l’omeopatia nella sanità veterinaria

Sanità e benessere animale, la medicina integrata nelle cure e nella prevenzione veterinaria i temi del protocollo d’intesa tra l’istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana e la Scuola internazionale di omeopatia veterinaria Rita Zanchi, presentato questa mattina in conferenza stampa nella sala dei Grandi della Provincia di Arezzo. Per la regione Toscana è intervenuta la dr.ssa Balocchini che ha ribadito l’importanza della prevenzione come azione coordinata e propositiva che necessita di professionalità e di attività integrate a tutela della salute della persona, dell’ambiente e del territorio. Ampio spazio al contenuto del protocollo illustrato con soddisfazione dal presidente della scuola di Cortona Renzo Brizioli e dal direttore generale dell’Istituto zooprofilattico, Remo Rosati.

L’Istituto e la Scuola, si dice nel documento, affermano il proprio interesse a integrare i rapporti di collaborazione nello svolgimento di attività didattico formativa, da effettuare in ambito nazionale, comunitario ed internazionale. Collaborazione scientifica e di ricerca, in particolare per la sperimentazione sul campo di modelli sanitari alternativi e complementari che consentano il miglioramento della gestione degli allevamenti con performance produttive di qualità, assenza o drastica riduzione di molecole residuali farmacologiche e conformità ai principi e norme per la tutela del benessere animale.

Ha spiegato Remo Rosati, “l’omeopatia funziona bene sugli animali,  curare gli animali con l’omeopatia, anche integrata alla medicina classica, è un metodo sempre più diffuso negli Stati Uniti e in Europa,  anche in Italia la pratica si è cominciata a diffondere. Questo accordo con la scuola di Cortona  – consoliderà la sinergia già avviata negli anni passati e promuoverà   la MI attraverso l’organizzazione di incontri, seminari e convegni per l’aggiornamento pratico dei medici veterinari e i tecnici del settore che vogliono conoscere l’applicazione di nuovi protocolli terapeutici in sanità animale.”

Grazie al protocollo la scuola di Cortona si trasferirà nella sede di Arezzo dove è pronto il progetto di ristrutturazione per la nascita di un centro interdisciplinare polivalente che ospiterà scambi formativi internazionali aperti ai professionisti del settore, agli studenti, alle scuole, ai tecnici.
Partirà infatti a dicembre la prima sessione del corso triennale aperto ai laureati in veterinaria che alla fine del terzo anno sosterranno esami esami scritti ed orali.

Il corso abilita all’iscrizione in elenchi dei professionisti esercenti le CAM (Complementary and Alternative Medicine) presso gli Ordini Professionali Provinciali, con un Diploma ufficiale a valenza Nazionale.
In chiusura di mattinata, Dario Deni, responsabile della Sezione di Arezzo ha illustrato l’attività del Centro di Medicina Integrata attivo dal 2007 nella sezione diArezzo dello zooprofilattico.

I numerosi progetti di ricerca e le prove cliniche di efficacia svolte nelle principali specie zootecniche, hanno permesso di confermare la validità terapeutica delle CAM (Complementary and Integrative Medicine). In particolare, i risultati positivi ottenuti nel settore apistico, nell’allevamento cunicolo, ovi-caprino, bovino e suino, hanno confermato che il corretto utilizzo della Medicina Integrata, consente di ridurre i trattamenti farmacologici (antibiotici, antinfiammatori, antiparassitari), con un notevole miglioramento della salubrità degli alimenti ed il rispetto dell’ambiente.

Le medicine non convenzionali hanno sempre suscitato curiosità e riflessione, generando sia interesse scientifico sia diffidenza o incredulità. È un fatto comunque che la loro diffusione negli ultimi anni sia cresciuta in maniera rilevante in tutto il mondo. Secondo alcune stime (fonte ISTAT) i pazienti italiani che preferiscono per le proprie cure le medicine alternative alla tradizionale, sono circa 11 milioni e questa tendenza si sta allargando anche agli animali domestici, con un sempre maggiore numero di proprietari che preferiscono far curare i propri pet con terapie alternative.