I parassiti del cane e del gatto: come difenderci da pulci e zecche

L’arrivo della primavera rende tutti più allegri: le giornate si allungano, l’aria tiepida ci fa uscire più volentieri e nei momenti liberi approfittiamo per fare delle lunghe passeggiate in campagna con il nostro amato amico a quattro zampe. Anche i gatti scrollandosi dalla pigrizia invernale, quando possono, iniziano le scorribande in giardino o sui tetti. Ma purtroppo con le belle giornate e con l’innalzamento della temperatura aumenta il pericolo degli ectoparassiti.

Gli ectoparassiti, comunemente chiamati “parassiti esterni”, come pulci e zecche, vivono e si nutrono sulla superficie corporea degli animali, provocando non solo prurito e irritazione più o meno intensi ma anche malattie sistemiche talora molto gravi.

Le infestazioni massive determinano, soprattutto nei cuccioli e negli animali defedati, sottrazione di sostanze nutritive e, in alcuni soggetti, sensibilizzazione del sistema immunitario con conseguenti reazioni allergiche. Inoltre pulci e zecche, così come flebotomi e zanzare, possono veicolare sia malattie infettive proprie della specie che alcune zoonosi, cioè patologie infettive o infestive (parassitosi) trasmissibili dall’animale all’uomo.

Le pulci (Ctenocephalidescanis, felis)

Sono insetti privi di ali, con corpo schiacciato latero-lateralmente e arti posteriori ben sviluppati; da adulte le pulci sono ematofaghe, cioè si nutrono del sangue di mammiferi e di uccelli.

Questi parassiti non sono facili da individuare perché sono molto piccoli, estremamente veloci e si nascondono facilmente nel pelo dell’animale. Tuttavia quando il nostro cane o il nostro gatto si gratta con insistenza, se alla base del pelo troviamo dei puntini nerastri simili a granelli di terra che se bagnati si sciolgono e assumono un colore rossastro scuro, possiamo essere quasi certi della loro presenza: infatti si tratta degli escrementi delle pulci.

Le pulci depongono le uova sul corpo degli animali (nell’arco dei suoi 100 giorni di vita la femmina produce circa 2000 uova) e dopo pochi giorni, in tempi variabili da 1 a 10 giorni a seconda delle condizioni di temperatura e umidità, schiudono le larve cieche che si nutrono delle feci degli adulti. Le uova, di forma ovalare e colore madreperlaceo, misurano circa 0,5 millimetri di lunghezza e insieme alle larve vengono disseminate nell’ambiente concentrandosi soprattutto nelle zone della casa o del giardino dove il nostro quattro zampe dorme e in cui trascorre la maggior parte del suo tempo.

Gli animali contraggono la parassitosi frequentando un ambiente infestato e, pur vivendo nello stesso luogo, ogni soggetto presenta un grado d’infestazione diverso che dipende sia da fattori individuali non ancora chiariti sia, in particolare nel gatto, dall’attività di toelettatura dell’ospite. Cuccioli, animali obesi o malati a causa di una scarsa attività di autopulizia tendono infatti ad essere maggiormente infestati.

Per raggiungere l’animale da parassitare le pulci adulte, appena emerse dal bozzolo, riescono a saltare sino a 30 cm di altezza, se però non incontrano il proprio ospite primario si muovono il meno possibile per non consumare le riserve di energia; in tal modo, qualora vi siano condizioni di elevata umidità, riescono a sopravvivere sino a due mesi. In mancanza di un carnivoro domestico, quando sono affamate, le pulci possono anche infestare l’uomo o altre specie animali (roditori).

Le piccole e comunissime pulci, che quindi si annidano anche nelle nostre case su divani e tappeti e al calduccio dell’ambiente domestico si riproducono durante tutto l’anno, succhiando il sangue dei nostri animali domestici inoculano sostanze anticoagulanti che possono provocare fastidiosissime dermatiti allergiche.

Il sintomo più frequente delle infestazioni da pulci è il prurito che nel cane si manifesta con mordicchiamento, leccamento e grattamento nella regione pelvica, alla base della coda, sulla faccia laterale delle cosce e nella regione inguinale; nei casi cronici può venire coinvolta tutta la regione dorso-lombare dove compaiono aree alopeciche e lesioni cutanee.

Le lesioni cutanee indotte dall’auto traumatismo possono poi essere complicate da superinfezioni batteriche (piodermiti).

La pulce però è vettore anche di altri parassiti come ad es. il Dipylidiumcaninum,la tenia del cane e del gatto, le cui forme immature, i cisticercoidi, si incistano nei muscoli della pulce stessa. Se il cane o il gatto mordicchiandosi ingerisce la pulce infestata i cisticercoidi si liberano nel suo intestino e vi si annidano creando ulteriori problemi all’animale.

Tramite il morso o l’ingestione della pulce possono essere trasmessi all’ospite molti agenti patogeni responsabili di malattie infettive, come ad esempio l’emobartonellosi nel gatto. Si tratta di una malattia ematica causata da un microrganismo (Mycoplasma) che entra nel sangue del nostro gatto attraverso la pulce che funge da vettore. L’emobartonellosi può venire trasmessa all’uomo, soprattutto in soggetti immunodepressi (malattia da graffio del gatto da Bartonellahenselae).

Le zecche (Riphicephalussanguineus, Dermacentor spp., Ixodes spp.)

Le zecche sono artropodi, didimensioni di qualche millimetro,ematofagi temporanei che parassitano sia l’uomo che gli animali. In Italia sono presenti due famiglie di zecche: quella delle Ixodidae (zecche dure) e quella delle Argasidae (zecche molli).

Il ciclo del parassita è caratterizzato da diverse mute (larva-ninfa-adulto) che si compiono in prossimità del terreno e sull’ospite; necessitano di pasti di sangue per completare il loro sviluppo e il ciclo riproduttivo ma possono resistere per lunghi periodi di tempo a digiuno assoluto. La loro attività è massima, nei Paesi a clima temperato, nel periodo maggio-ottobre. Il pasto di sangue, durante il quale la zecca rimane costantemente attaccata all’ospite, si compie nell’arco di ore per le zecche molli, di giorni o settimane per le dure.

L’habitat preferito è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con microclima preferibilmente fresco e umido, ma le zecche possono trovarsi anche in zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada. La loro presenza dipende essenzialmente dalla presenza di ospiti da parassitare, per questo luoghi come stalle, cucce di animali e pascoli sono tra i loro habitat preferiti.Con l’inizio della bella stagione le zecche abbandonano lo stato di letargo invernale e si avviano alla ricerca di un ospite da parassitare.

I cani e i gatti contraggono la parassitosi passando nei campi e nei giardini infestati; la zecca a differenza della pulce non salta, sale sull’ospite sfruttando i fili d’erba e poi si ancora con l’apparato buccale ai tessuti cutanei e comincia a nutrirsi di sangue.

Le malattie provocate dalla zecca vanno dalla semplice irritazione cutanea sino, quando la parassitosi è massiva, a gravi forme di anemia anche mortali; tuttavia l’infestazione è particolarmente temuta a causa delle numerose malattie infettive trasmesse dalle zecche quali Erlichiosi, Borreliosi, Rickettiosi, Anaplasmosi, Babesiosi ecc.,pericolose non solo per gli animali ma anche per l’uomo.

Terapia e prevenzione

Quando le zecche sono poche possono essere anche rimosse manualmente avendo l’accortezza di non strappare l’apparato buccale, ad esempio utilizzando prima un batuffolo imbevuto di olio sulla zecca per farla staccare o spruzzando sulla stessa un prodotto antiparassitario, in quanto il rostro infisso nella cute potrebbe provocare reazioni cutanee e infezioni.

È sempre buona norma controllare l’animale dopo averlo portato a fare la passeggiata, soprattutto negli spazi interdigitali, l’inguine e la zona ascellare, dove le zecche possono più facilmente nascondersi.

Oggi per eliminare e soprattutto prevenire le infestazioni da ectoparassiti esistono in commercio numerosi prodotti antiparassitari, efficaci sia contro gli adulti che le forme immature. Vi sono spray (utilizzabili anche nell’ambiente), fialette cutanee, compresse, collari; prodotti chimici di nuova generazione e prodotti naturali. È sempre bene però farsi consigliare dal medico veterinario per capire qual è il prodotto e la formulazione più adatta al nostro amico. Trattamenti regolari sia sull’animale che dell’ambiente e il controllo del mantello del quattro zampe consentiranno a tutti di godere con maggiore tranquillità la vita all’aria aperta nella prossima bella stagione.

di Rosalba Matassa
   Medico Veterinario

Se vuoi approfondire guarda i seguenti video

Pulci e zecche addio

 

 

Come fare se il cane ha una zecca