Il caso di Kj2 l'orsa uccisa per aver fatto l'orsa

L'orsa Kj2 è stata abbattuta colpevole di aver fatto l'orso. Molte le polemiche sollevate dal caso di una soppressione che certamente poteva essere evitata. Considerando che l'uccisione è l'extrema ratio per quegli esemplari del mondo animale , che si rendono pericolosi ed ingestibili.   
Facciamo un passo indietro. Gli orsi nell'arco alpino negli anni 90 erano praticamente estinti. I pochi esemplari rimasti incapaci di riprodursi. Da qui il via nel 1999 del progetto "Life Urus", promosso dal Parco Adamello _Brenta con la Provincia Autonoma di Trento e l'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, usufruendo di un finanziamento dell'Unione Europea, per ricostituire un nucleo vitale di orsi nelle Alpi Centrali tramite il rilascio di alcuni individui provenienti dalla Slovenia.

Un bel progetto. Anche riuscito a quanto pare. Perché gli orsi immessi, si sono ben ambientati ed hanno cominciato a riprodursi ed a ripopolare l'arco alpino.
Si tratti di animali selvatici di grandi dimensioni che normalmente rifuggono il contatto con l'uomo. Tranne in rari casi come quello di difendere i propri cuccioli.

L'impressione che si ha di tutta questa faccenda,  è che questi plantigradi, voluti e reintrodotti in natura dall'uomo, debbano comportarsi secondo quanto stabiliscono gli uomini e non il loro codice comportamentale.

Gli orsi fanno gli orsi semplicemente. E questo non sembra piacere. Tanto che si è deciso di seguire la via più drastica. Quella dell'abbattimento. Avvenuto sul Monte Bondone ed eseguito dagli agenti del corpo forestale della provincia autonoma di Trento.

Il commento quasi unanime all'abbattimento dell'animale è stato quello di una morte non necessaria e molte le critiche mosse alla decisione presa dal presidente trentino Ugo Rossi. 

Le posizioni delle associazioni

“Invocheremo chiarezza in tutte le sedi, politiche e giudiziarie, e non cesseremo di farlo finché non sapremo tutto quello che c’è da sapere”, commenta Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista. “Non è bastato, nel 2014, il caso dell’orsa Daniza, uccisa dall’anestesia mentre tentavano di catturarla. Nonostante gli appelli, gli avvertimenti, i ricorsi, l’amministrazione provinciale di Trento ancora una volta ha dato prova di prepotenza e crudeltà, prosegue Brambilla.

Anche Enpa ha preso posizione  con un comunicato stampa in cui ha dichairato“Nessun tavolo istituzionale, nessun esponente di rilievo del mondo scientifico, veterinario  e delle associazioni portatrici di pubblico interesse è stato ascoltato. La provincia – e il suo presidente, con la complicità del peggiore Ministro dell’Ambiente nella storia del Governo Italiano – ha semplicemente voluto ignorare le voci di tutti i cittadini – persino della vittima! – autorizzando l’uccisione dell’orsa per accaparrarsi consensi e voti di quell’ormai misero gruppetto di elettori che forse lo voteranno. Complice di quanto avvenuto è infatti una politica di bassissimo livello, di stampo allarmistico e di pura disinformazione, che fa presa su cittadini impreparati, unito ovviamente alla totale incapacità di gestire la situazione da parte degli enti.“Chiediamo a tutti i cittadini di mobilitarsi – nella pagina Facebook dell’ ENPA (https://www.facebook.com/enpaonlus/)  troveranno tutte le modalità per farlo – e a non recarsi mai più in questa terra bagnata dal sangue di vittime innocenti – dagli orsi alle marmotte, stambecchi e tanti altri animali. Gli orsi sono animali particolarmente protetti e soprattutto non sono un bene privato della provincia “autonoma” del trentino, ma sono beni indisponibili dello Stato e quindi della collettività. Evidentemente, però, al Trentino non basta, e con un atto di forza – alle spese di KJ2 -  ha voluto sottolineare come intende “gestire” la fauna sul territorio: pochi giorni fa ha presentato al Governo una proposta di legge, avvallata dalla Commissione dei 12, per avere il “via libera” alla gestione degli orsi e dei Lupi, in maniera da sparare e ammazzarli a loro piacimento. Per questo chiediamo a Gentiloni e al Governo di non cedere a questa richiesta, tra l’altro del tutto incostituzionale”.

Decisa  anche la reazione del Wwf: “Se le autorità competenti non lavorano per eliminare le cause che portano ad episodi spiacevoli, a farne le spese saranno sempre gli orsi, e questo non è accettabile. Valuteremo come procedere sul piano legale”.

Anche l'associazione Gaia animali e ambiente onlus ha preso posizione sul fatto. Ecco le dichiarazioni del presidente Edgar Meyer

“Valutiamo l’opportunità di perseguire la Provincia Autonoma penalmente, fino ai massimi gradi di giudizio, per maltrattamento e uccisione ingiustificata di animale selvatico particolarmente protetto”.   Questo è l’unico commento che si può fare per l’uccisione di mamma KJ2. 

Nei giorni scorsi erano stati depositati due ricorsi al Tar di Trento contro l'ordinanza di cattura e uccisione dell'orsa KJ2 . I ricorsi sono stati presentati da GAIA Animali & Ambiente Onlus con OIPA, LAC, LIDA, Salviamo gli orsi della luna e Animal Amnesty e uno autonomamente da Lega del Cane. 7 associazioni unite per provare a salvare Kj2.

Il provvedimento impugnato “appare illegittimo e come tale va integralmente annullato”, è la tesi delle associazioni ricorrenti.  E dunque è illegittimo l’amaro finale.

“E’ mancata un’accurata istruttoria dell’accadimento dei fatti”, sostengono le associazioni. Per predisporre l’ordinanza si è tenuto conto solo della versione del malcapitato escursionista locale. Da successive indagini, più accurate, è emerso che l’orsa ha ricevuto una bastonata in capo e secondo il coordinatore del Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento dott. Claudio Groff  “un’orsa che aggredisce un uomo per difendere i propri cuccioli non ha un comportamento aberrante o contro natura”. 

Le norme europee e nazionali di tutela dell’orso prevedono che la captivazione e l’abbattimento di esemplari di orso bruno può avvenire solo in specifici limiti e comprovato pericolo per la sanità e la sicurezza pubblica. “Ma il comportamento tenuto dall’orsa non poteva essere definito di per sé aggressivo perché occorreva verificare tutti i dati fattuali ai fini di una corretta istruttoria per ricostruire la dinamica dell’episodio”, sostiene il presidente di Gaia, Edgar Meyer.  “L’orsa non ha attaccato senza essere provocata. L’ordinanza di abbattimento si è basata su una ricostruzione dei fatti errata e superficiale”.

Cosa sta combinando la Provincia di Trento? “Nelle operazioni di cattura dell’orsa Daniza si verificò il decesso dell’animale per una dose di narcotico non adeguata”, ricorda Meyer. “Ma ricordiamo anche la cucciola di orsa deceduta per annegamento a seguito della somministrazione del narcotico per posizionare il radiocollare e l’orso Dino che fu abbattuto poiché l’apposizione del radiocollare gli provocò una ferita e un dolore tale da modificarne il comportamento. Oggi abbiamo la morte di KJ2. Tutta l’Italia guarda con preoccupazione a quanto sta combinando la Provincia di Trento. In pochi giorni 65 mila le firme raccolte su Change.org a per la non uccisione dell’orsa.  Vogliamo evitare a tutta la popolazione trentina, che non la merita, nuove figuracce di fronte all’Europa. Anche per questo proseguiamo a chiedere l’annullamento dell’ordinanza, per evitare future altre esecuzioni”, conclude Meyer.

In molti invocano un boicottaggio del trentino e dei suoi prodotti. 

 

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