Gli animali del Parco delle Cornelle possono restare

Gli animali del Parco delle Cornelle, vicino Bergamo resteranno dove sono perché non sono stati importati illegalmente e la confisca che era stata decretata va quindi revocata. A deciderlo il giudice Donatella Nava, in un’ordinanza nella quale si specifica, però, che per 34 esemplari su 57, mancano ancora le autorizzazioni a scopo commerciale, ovvero per l’esposizione in un luogo, come il parco delle Cornelle, dove il pubblico paga per entrare. La decisione arriva dopo una complessa  battaglia tra i proprietari del Parco e  la procura della Repubblica di Bergamo, al termine di una vicenda giudiziaria  che era iniziata nel 2009 quando  percirca una settantina di animali, si pensò che mancassero le autorizzazioni Cites, cioè i documenti che certificano la provenienza regolare e gli scopi della detenzione degli esemplari, nel rispetto di una convenzione internazionale sulla protezione delle specie.

La legge italiana prevede che senza quei documenti scatti quasi automaticamente l’accusa di traffico illecito.

Dopo il ricorso contro la decisione del giudice, una prima verifica ha portato il conteggio degli animali sottoposti a sequestro (per il procedimento a carico di Angelo Benedetti) a 57 esemplari di cui 23 fenicotteri, si legge nell’ordinanza, sequestrati per errore dalla procura, e la confisca può essere quindi revocata in via definitiva.

Per i restanti 34, sostiene il giudice, è stato accertato che la documentazione Cites manca per aspetti di carattere commerciale, ovvero per quanto riguarda l’autorizzazione ad esporli al parco. Ma non ci sono dubbi, invece, sulla «lecita provenienza»: si tratta anche di tigri, coccodrilli e un elefante. A meno di sorprese il futuro degli animali del Parco delle Cornelle è meno incerto.