Blitz antivisezione in Brasile: animali liberati

Anche il Brasile non accetta più i test sugli animali. Oltre 200 animali, cani di razza beagle, conigli e ratti, sono stati liberati dai laboratori del Royal Institute a São Roque, a sessanta chilometri da San Paolo. Protagonisti del blitz gli attivisti del Fronte Antivisezionista, che il giorno seguente  hanno messo in atto davanti ai cancelli della struttura una manifestazione violentemente repressa dalle forze dell’ordine.

La sera precedente i manifestanti erano entrati nella struttura ed  avevano agito a volto scoperto, riferendo poi di aver trovato numerosi animali già morti, mutilati, privati degli occhi, congelati nell’azoto. Di qui, dopo aver portato via tanti esemplari di diverse specie, la decisione di denunciare maltrattamenti e abusi presso la questura locale, senza tuttavia ottenere alcuna ispezione nello stabulario. L’azione non ha comportato, a quanto pare, alcuna devastazione della struttura, cosicché i volontari sarebbero al momento accusati solamente di furto.
Alla mente torna subito anche a distanza di due anni, l’azione contro Green Hill, l’allevamento di cani a Montichiari chiuso dopo anni di opposizioni animaliste, i presidi per richiedere la liberazione di beagle già avviati ai test davanti alla Menarini di Pomezia e alla Aptuit di Verona (ancora in atto) oltre alle manifestazioni in tutto il mondo, a dimostrare quanto il sentimento antivisezionista sia radicato e motivato ogni giorno di più.
Nessun commento, finora, da parte dell’azienda titolare del laboratorio. A preoccupare evidentemente è l’estensione ad una fascia sempre più ampia di opinione pubblica di questo sentimento antivivisezionista che ormai ha contagiato una larga parte della comunità scientifica che chiede a gran voce lo sviluppo di metodi alternativi, rispettosi di ogni forma di vita e, alla luce delle nuove scoperte, più sicuri, economici, al passo con i tempi.

Guarda il video dei cani di green hill