Martedì, 11 Marzo 2014 11:44

I primi animali hanno ossigenato gli oceani

Si era finora ipotizzato che la nascita degli animali fosse stata una conseguenza dell'aumento dell'ossigeno, ossia di 'energia' disponibile per gli esseri viventi. Il dibattito nel mondo scientifico ha riaperto il dibattito e spinto a rivedere questo 'dogma'.

Alcune ricerche sostengono che sia stata la comparsa dei primi animali semplici a dare il via a una complessa 'reazione' a catena che ha portato alla 'liberazione' di grandi quantità di ossigeno. L'idea e' che l'evoluzione dei microrganismi più complessi, come le amebe, abbia portato al deposito sui fondali oceanici dei 'gusci' ricchi di carbonio. Questo decadimento ha rivoluzionato gli ecosistemi esistenti fino a quel momento, trasformando la catena alimentare e permettendo una maggiore distribuzione e aumento dell'ossigeno.

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Un orso sale a bordo di un carretto trainato da un cavallo, costretto in una museruola, che porta in groppa anche una tigre al guinzaglio. Non è un sogno né una filastrocca, ma il culmine di uno spettacolo circense. Accade in Sardegna, in provincia di Carbonia Iglesias, e potrebbe bastare già questo a evidenziare la detenzione assolutamente innaturale e il presunto maltrattamento degli animali, alcuni appartenenti a specie considerate pericolose per la salute e l’incolumità pubblica.

Il personale del Servizio CITES centrale di Roma del Corpo forestale dello Stato, coadiuvato dalla Polizia di Stato (Commissariato di Iglesias) e dalle unità del CFS in servizio nella regione sarda, ha effettuato ispezioni e, sotto sequestro sono finiti un orso, un elefante africano (meno docile e addomesticabile rispetto alla specie asiatica) una tigre e un ippopotamo. Ma nella struttura erano presenti anche una leonessa e altri animali. Gli esemplari, erano detenuti senza alcun rispetto delle esigenze etologiche, biologiche, psichiche, non attenendosi, inoltre, ai criteri di mantenimento degli animali nei circhi che la normativa vigente stabilisce. Particolarmente eclatanti i presunti casi di maltrattamenti quali l’utilizzo per tempi prolungati di museruola e legacci per l’orso e la tigre.
Quattro sono i gestori del circo denunciati dalla Forestale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.
Gli esemplari sequestrati, sono stati temporaneamente affidati alla custodia dei proprietari con l’obbligo di mantenerli in determinate condizioni atte a garantirne il loro benessere e la sicurezza pubblica, in vista di un futuro trasferimento ad opera del Corpo forestale presso strutture idonee.

E’ una notizia che ci riempie di soddisfazionecommenta la LAVdal 2009 seguiamo gli spostamenti del Circo Martin, oggetto di numerose investigazioni, ad opera dei nostri volontari, e denunce. Le immagini girate durante la recente tournée in Sardegna sono drammatiche ed eloquenti, e testimoniano le molteplici violazioni delle Linee Guida Cites, relative ai requisiti minimi di detenzione degli animali”.

Le ultime immagini girate dai volontari LAV di Cagliari mostrano anche le condizioni di detenzione degli animali nello zoo del Circo: gabbie minuscole e prive di qualsiasi arricchimento ambientale, all’interno delle quali gli animali sono comunque legati con una catena, e l’orso ha addirittura una museruola. Preoccupante, infine, per la sicurezza pubblica, l’assenza di protezioni idonee ad impedire il contatto tra i visitatori e gli animali.
 

 

Le immagini del sequestro 

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Gli animali costano agli italiani da 30 euro al mese (spesi, in media, dalla metà dei proprietari di animali domestici per cibo, igiene e salute) fino ai 300 euro sborsati da una minoranza che non ha problemi di spesa. A fare i conti è la Fnovi la Federazione nazionale veterinari che ha fornito  all’Eurispes i dati di un sondaggio tra i propri associati, i medici veterinari, dati che compaiono nel  Rapporto Italia 2014.
Per quanto riguarda i costi, il 52% degli italiani che ha un animale spende in media meno di 30 euro al mese, il 32,8% fino a 50 euro mensili, mentre la percentuale rimanente spende tra i 100 e i 300 euro. Considerando il veterinario, invece, la maggior parte degli italiani (il 69,1%) spende per visite ed eventuali medicine una cifra contenuta entro i 100 euro l’anno. Circa un quinto (18,8%) spende dai 101 ai 200 euro, mentre si assottiglia la quota di quanti mettono mano al portafogli in maniera più consistente: il 6,7% spende dai 201 ai 300 euro e il 2,6% oltre 300 euro l'anno. L'82,8% dei veterinari riscontra spesso una cura adeguata degli animali. Ma la crisi colpisce anche questo settore: la larga maggioranza del campione riferisce che i proprietari di animali hanno ridotto le spese veterinarie, per il 52,1% abbastanza, per il 34,7% addirittura molto. Solo il 12,9% parla di una lieve riduzione.
Secondo i veterinari, inoltre, a subire più tagli sono state le cure e gli interventi chirurgici costosi (49,3%) e i controlli medici periodici (48%); solo il 2,7% parla dei medicinali. Un’altra conferma della difficoltà della situazione del Paese arriva dal fatto che per quasi la metà dei veterinari (48,2%) sono aumentati negli ultimi anni i clienti che chiedono il loro aiuto per affidare ad altri i propri animali, non riuscendo a sostenere le spese per mantenerli. Un veterinario su 4 (25,7%) ha notato un aumento degli abbandoni rispetto a qualche anno fa.
Alla maggioranza dei veterinari (1,4% spesso, 22,5% qualche volta e 51,7% raramente) è capitato di curare animali maltrattati. I medici veterinari confermano la scarsa adesione degli italiani alla registrazione degli animali all’anagrafe canina ed  il 40,1% di loro  afferma che nel corso dell’ultimo anno sono aumentate le richieste di eutanasia a seguito di diagnosi di malattia cronica/non curabile.

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La stragrande maggioranza degli italiani é contraria alla vivisezione (oltre l'80%), alla caccia (il 74,3%), all'uso di animali nei circhi (il 65% dice no), all'uccisione di altri esseri viventi per ricavarne pellicce (85,5%). E quanto emerge dal Rapporto Italia 2014 presentato questa mattina dall'Eurispes, a Roma. «Sono dati importanti e significativi – commenta l'Enpa - che confermano quanto gli italiani siano attenti e sensibili alla protezione degli animali e che ci auguriamo spingano i decisori pubblici a rispettare la volontà dei nostri connazionali adottando finalmente provvedimenti concreti in tal senso. Provvedimenti che noi chiediamo da tempo.»

Ma c'è anche un altro aspetto, decisamente meno positivo, che emerge dall'analisi dell'Eurispes. «Il Rapporto Italia 2014 evidenzia come la crisi economica si stia facendo sentire anche sui proprietari di animali d'affezione. Diventa urgente abbassare l'Iva sulle prestazioni veterinarie e sul cibo per i pet, ma anche e soprattutto di dare la possibilità ai veterinari di prescrivere farmaci generici per gli animali; una misura, questa, che consentirebbe di abbassare in misura significativa il costo delle cure per “cani, gatti &Co.”

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