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Giù le mani dai nostri animali

Durante un talk show politico sono stati invitati degli Ufficiali Giudiziari per chiarire i poteri di Equitalia, alla domanda sulla possibilità di pignoramento per gli animali,  ed è emerso che, non solo quelli da reddito, ma anche «cani, gatti e canarini», compresi quelli d'affezione, sono potenzialmente e legalmente pignorabili. Perché questo può accadere? Semplicemente perché gli animali, da reddito o d'affezione, sono considerati un «bene» e non gli è concessa alcuna tutela in quanto esseri dotati di sentimenti. Si pensi solo che in caso di maltrattamento, il reato che viene individuato dalla legge è quello in funzione del «sentimento per gli animali» e non «degli animali stessi». In altri termini, l'oggetto da tutelare è il sentimento dell'uomo che può essere scosso da un eventuale maltrattamento nei confronti del proprio animale. Del dolore psichico e fisico provato dall'animale stesso la legge non tiene conto. In realtà va detto che il pignoramento degli animali d'affezione risulta poco applicabile e del tutto eccezionale, anche se possibile. La battaglia per rendere anche questi «beni» non pignorabili è portata avanti in nome di una nuova sensibilità collettiva. Gli animali domestici sono considerati alla stregua di veri e propri componenti della famiglia. Le loro esigenze vanno rispettate. Purtroppo, però, gli  animali domestici potrebbero essere pignorati e messi all'asta e finire nelle mani di chiunque, esattamente come succede per auto e mobili o per qualunque altro oggetto.

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