Brigitte Bardot. Gli animali le hanno salvato la vita. La confessione choc di Brigitte: "Senza animali mi sarei uccisa"

In una intervista apparsa su "Le Monde" Brigitte Bardot si racconta e rivela l'origine delle sue battaglie a tutela degli animali: "Odiavo la vita da attrice, loro mi hanno dato un senso".

Brigitte Bardot oggi ottantreenne  si è lasciata alle spalle l'immagine di attrice iconica degli anni 60 ancora giovanissima. Quando, ancora con tante opportunità di carriera,  ha deciso di ritirarsi dalle scene e di dedicarsi agli animali.    «Mi veniva l'ansia solo a leggere un copione, un herpes a ogni presentazione». A mancarle è un senso di appartenenza. Fin da bambina. «So che per anni sono stata il simbolo della frivolezza». Ma la realtà è ben diversa. «I dubbi e le questioni senza fine mi affollavano la mente fin da piccola. Una mattina, avevo dieci anni e chiesi a mio padre: Perchè vivo? Per darmi felicità. Una risposta che non mi ha appagato. Chi sono? Qual è il senso della mia vita?». Sono domande che le rimangono sempre davanti agli occhi. «Ma sono gli animali che mi hanno salvata». Loro che danno un senso, anzi di più. «Senza di loro mi sarei uccisa. La mia vita non mi piaceva. La mondanità mi sembrava grottesca. Inutile». Senza senso la vita diventa insopportabile. Peggio: «ingiusta e crudele».
La seconda vita, appagante e felice della Bardot, è iniziata con una capra, durante le riprese di «Colinot l'alzasottane». È il 1973.   Si sbrighi a girare la sua scena, perché domenica è la comunione di mio nipote e dobbiamo farla allo spiedo. Ero orripilata dalle parole di quella donna. Ho preso la capra, l'ho comprata e me la sono portata nel mio hotel a 4 stelle. È stato il momento in cui ho detto addio al cinema».
«Ho usato la mia notorietà, e ho pagato un prezzo. A 42 anni ho dovuto fare un testamento per le minacce di morte che ricevevo. Mi hanno ridicolizzata, derisa, insultata. Ma ne è valsa la pena, ho salvato 350mila vite all'anno. Non male no?».

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