COME RENDERE AUTONOMO IL CANE

Alcuni soggetti, indipendentemente dal carattere, possono soffrire di ansia da separazione. Restare soli in casa o anche soltanto l’essere separati temporaneamente dal padrone è una fonte di disagio che rende la loro esistenza molto meno serena di quanto potrebbe essere. Una delle condizioni base per affrontare questa vera e propria patologia è l’autonomia del cane, intesa come la capacità di condurre una vita quotidiana normale senza necessariamente dipendere dal padrone.Per raggiungere lo scopo è necessario evitare gli errori più comuni e adottare quei comportamenti atti a rendere il nostro cane un po’ meno mammone e capace di cavarsela da solo.

ERRORI da evitare:

  • Occupare le sue giornate con la nostra presenza coinvolgendolo senza valida ragione.
  • Coccolarlo o premiarlo a dismisura.
  • Rispondere troppo spesso in modo positivo alle sue richieste, alimentari o di attenzioni.
  • Renderci troppo disponibili al gioco su sua richiesta.Diventare il suo giullare.
  • Farci seguire in continuazione, specialmente in bagno.
  • Riposare durante il giorno stando a stretto contatto.
  • Nel caso di cani di piccola taglia, tenerlo troppo spesso in braccio.

 ATTEGGIAMENTI da tenere durante la convivenza:

  • Mantenere costanti gli orari dei pasti quotidiani evitando qualsiasi supplemento fuori pasto.
  • Cercare di mantenere il più possibile costanti le abitudini (settimanali) anche durante i fine settimana o le festività.
  • Se si muove distrattamente per casa, lasciamolo fare, ignoriamolo, fingiamo di non badare a ciò che sta facendo, non deve sentirsi osservato. Non deve avere approvazioni o disapprovazioni.
  • Se è nel suo giaciglio non guardiamolo e non parliamoci, fingiamo di non vederlo. (Probabilmente ci seguirà con lo sguardo nella speranza di essere coinvolto.
  • Se ci segue per casa, chiudiamo le porte alle nostre spalle lasciandolo fuori dalla stanza, in particolare se tenta di entrare in bagno con noi.
  • Se ci anticipa, facciamo l’esatto opposto, chiudiamo la porta lasciandolo dentro la stanza (probabilmente lo farà solo inizialmente, in seguito lo eviterà da solo).
  • Una volta separati occupiamoci delle nostre faccende normalmente. Non rimaniamo in attesa nei pressi della porta chiusa.
  • Se abbaia o raspa non cerchiamo di zittirlo attraverso la porta.
  • In uno di quei momenti in cui si mette in ascolto o comunque non si agita, usciamo (o entriamo) senza guardarlo e senza parlargli, gli passiamo accanto ignorandolo e, se viene a trovarsi sul nostro percorso, lo scostiamo con le gambe e NON con le mani.
  • I tempi di isolamento, inizialmente di due o tre minuti, potranno gradualmente aumentare fino ad arrivare anche a 10-15 minuti, ricordiamoci che il cane non ha la percezione del tempo.
  • Quando invece ci segue con insistenza, ci fermiamo e lo allontaniamo infastiditi; se è un soggetto sottomesso con un tono tipo “non mi seguire più, vedi di arrangiarti”, se invece è un dominante tipo” te ne vuoi andare, fatti i fatti tuoi”, se insiste dobbiamo essere più convincenti.
  • Se cerca il contatto scostiamoci quanto basta per essere separati.
  • Durante le fasi in cui dobbiamo ignorarlo, è necessario essere convinti di ciò che stiamo facendo perciò facciamo molta attenzione a non guardarlo negli occhi, potremmo tradire il nostro stato d’animo compromettendo la validità del sistema. Ricordiamo che il cane non ha nulla a cui pensare se non la proprio personale benessere perciò è molto attento a ciò che lo circonda nella convinzione che il mondo ruoti intorno a lui.

Naturalmente la condizione descritta è da considerarsi una fase temporanea di correzione o se si preferisce una stabilizzazione dello stile di vita perciò, man mano che si raggiungono dei risultati positivi, è possibile tornare gradualmente ad una convivenza più serena e naturale. Attenti alle ricadute

Nergio

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