Caccia: gli italiani hanno già scelto. Ora tocca alla politica

30 settembre 2026
Scritto da YouPet TV
Caccia: gli italiani hanno già scelto. Ora tocca alla politica

Gli italiani sembrano avere già fatto un passo avanti rispetto al dibattito politico sulla caccia. La tutela dell'ambiente e della biodiversità è considerata una priorità dal 74% della popolazione, con un'importanza media di 8,3 su 10. E quando si parla di caccia, il dato è ancora più netto: tre italiani su quattro (75%) chiedono che venga abolita, fortemente ridotta fino a sparire o limitata a pochi casi di emergenza. Parliamo del 91% quando includiamo anche coloro che, al limite, vogliono mantenerla così com’è. Solo il 3% vorrebbe invece che fosse incentivata.  

 

A cura della redazione Youpet.it - Foto:  courtesy by Fondazione Cappellino

 

È quanto emerge dalla nuova ricerca Ipsos Doxa per Fondazione Capellino, realizzata su un campione di 7.002 cittadini italiani maggiorenni tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026*. Ma il dato forse più significativo è un altro: questa sensibilità non coincide con un'appartenenza politica. La tutela della biodiversità attraversa gli schieramenti e definisce un sistema di valori che va oltre le tradizionali classificazioni elettorali. È proprio per questo che la ricerca ha individuato segmenti di cittadini accomunati da atteggiamenti e valori sulla caccia e sulla tutela della natura anche quando appartengono a forze politiche differenti. 

 

La società chiede più natura  

La distanza emerge anche quando agli italiani viene chiesto quale futuro immaginino per le aree rurali del Paese. Il 53% indica nel turismo naturalistico lento una delle attività capaci di generare nei prossimi vent'anni benessere, salute e nuovo lavoro; il 50% indica nuove professioni nate da una visione dell'economia rispettosa della natura. La caccia si ferma al 3%.  Allo stesso tempo, il 61% considera molto elevato l'impatto ambientale della caccia, mentre solo il 23% lo considera minimo. E l'82% degli italiani considera l'attività venatoria non del tutto sicura o per niente sicura, anche per le persone che possono incontrare i cacciatori durante le proprie attività nei boschi e sui sentieri. 

 

La domanda alla politica

Per Fondazione Capellino, i dati fotografano qualcosa che va oltre il tema della caccia: un cambiamento culturale che chiede di tradursi in scelte concrete. Il 50% degli italiani ritiene infatti che il Governo si stia impegnando troppo poco sui temi ambientali e sulla protezione della biodiversità.  

«Questa ricerca non ci dice semplicemente quanti italiani sono favorevoli o contrari alla caccia. Ci dice che nel Paese è maturato un modo diverso di guardare alla natura, alla fauna selvatica e al futuro dei territori. È un cambiamento che attraversa le appartenenze politiche e che la politica non può più considerare marginale», dichiara Pier Giovanni Capellino, Fondatore e Presidente di Fondazione Capellino. «Noi non pensiamo che il cambiamento debba arrivare soltanto dall'alto. Pensiamo che debba essere la società a esercitare una pressione democratica sulla politica, rendendo evidente che esiste un'altra idea di futuro. Per questo Fondazione Capellino sceglie di stare fuori dai partiti e dentro il cambiamento: vogliamo contribuire a costruire un movimento di pensiero e di azione capace di trasformare una sensibilità diffusa in scelte concrete». 

 

Fonte:  Dalla protesta all'esempio. 

*Sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per Fondazione Capellino presso un campione proporzionale della popolazione italiana maggiorenne per quote di genere, età, livello di scolarità, condizione occupazionale, area geografica di residenza e dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 7002 interviste (su 28.542 contatti), condotte online con metodo CAWI tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026. 

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