I risultati della ricerca "The impact of urbanisation on social behaviour: a comprehensive review” a cura di Avery L. Maune, Barbara A. Caspers, Isabel Damas-Moreira sono stati pubblicati nella rivista Biological Reviews e si possono trarre interessanti spunti per la convivenza fra uomo e animale nelle nostre città.
A cura della redazione Youpet.it - Foto Shutterstock
«Le città interferiscono profondamente con le relazioni sociali degli animali», afferma Avery Maune, ecologa comportamentale e prima autrice dello studio. «Il comportamento sociale regola aspetti cruciali della vita di un animale, come la capacità di trovare cibo, sfuggire ai predatori, riprodursi. Se qualcosa cambia nel comportamento sociale, le conseguenze per i diretti interessati possono essere molto pesanti».
Tutti gli animali, infatti, sono capaci di modulare i loro comportamenti in base all’ambiente in cui vivono e agli stimoli che ricevono. Spesso questa plasticità offre dei vantaggi, perché consente di mettere in atto le strategie migliori nell’una o nell’altra situazione.
Proprio come noi, gli animali hanno una vita sociale ricca e variegata che dipende non solo dai tratti tipici della specie, ma anche dalle esperienze fatte e dal contesto in cui ogni individuo si trova a interagire. Ed è una cosa che riguarda non solo i mammiferi a noi più affini o gli altri vertebrati, ma persino gli insetti e gli invertebrati più semplici.
La ricercatrice Maune ha analizzato molti tipi di animali presenti in habitat urbani
Il 62% degli studi riguarda uccelli, ma ci sono anche mammiferi e anfibi, pesci e rettili, persino un buon numero di insetti e altri artropodi. E i risultati parlano chiaro: nel 92% dei casi, la vita in città influenza in modo significativo il comportamento sociale. L’ambiente cittadino espone gli animali ai cosiddetti “stressor urbani”; ovvero quei fattori di disturbo come il rumore del traffico, l’illuminazione notturna, la presenza di edifici, strade e infrastrutture non congeniali ai movimenti o al riparo, le interazioni dirette con gli esseri umani, la disponibilità di cibo antropogenico, l’inquinamento da sostanze chimiche. E se gli impatti del rumore sono i più studiati perché interferiscono in modo evidente con i segnali sonori (85% degli studi), anche gli altri fattori hanno effetti importanti sulle relazioni e i sistemi sociali.
La struttura urbana di quel paesaggio rumoroso intricato di strade, piazze, muri e palazzi non è quello naturale; di conseguenza gli "animali selvatici” che si ritrovano a vivere in città sono influenzati dai ritmi di questo habitat urbano. Uno studio su una lucertola australiana ha mostrato come tali animali in ambienti cittadini si incontrino più spesso e abbiano maggiori interazioni rispetto alle lucertole campagnole.
Anche luce e rumore hanno una certa importanza
Rumore e confusione rappresentano importanti fonti di stress per gli animali, non solo per gli effetti sull’organismo ma anche perché i suoni forti coprono i richiami che mantengono la coesione sociale, consentono di trovare un partner o di coordinare i movimenti collettivi, mediano i conflitti.
Molti uccelli canori tendono a modulare il canto per lanciare i loro trilli e gorgheggi oltre il muro di rumore, con un maggiore dispendio di energie e una minore efficacia nella comunicazione.
Le luci artificiali disturbano gli animali. Il classico caso è quello delle lucciole che stanno quasi scomparendo per le interferenze delle luci notturne coni loro segnali luminosi emessi per attirare potenziali compagni.
La ricerca introduce a un pianificazione urbana a misura di animale
«Tali risultati mettono in luce aspetti interessanti del comportamento animale, ma sono anche fondamentali ai fini della conservazione, ci mostrano infatti la via per una pianificazione urbana più sostenibile», sostiene Isabel Damas-Moreira, coautrice dello studio.
Fonte
The impact of urbanisation on social behaviour: a comprehensive review - Maune, Caspers & Damas-Moreira (2026). Biological Reviews










