Aggressione tra cani a Casoria: le richieste di EARTH ODV

13 luglio 2026
Scritto da YouPet TV
Aggressione tra cani a Casoria: le richieste di EARTH ODV

Giovedì 9 luglio, intorno alle 18:30, nell'area cani di via Mauro Calvanese a Casoria (Napoli), una donna di 25 anni è stata morsa al volto mentre cercava di proteggere il proprio bassotto dall'attacco di un pitbull, sfuggito al controllo della proprietaria dopo essersi liberato dal guinzaglio. La giovane si è gettata a terra per fare scudo con il proprio corpo al cane, riportando ferite a sopracciglio, naso e zigomo, con una prognosi di tre giorni. È stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale, diretta dal Comandante Pasquale Pugliese, insieme all'Asl Veterinaria, che ha accertato la regolarità del microchip del pitbull. Sono in corso accertamenti per l'eventuale omessa custodia dell'animale.

A cura della redazione di Youpet.it - Illustrazione: Shutterstock

Sull'episodio interviene Valentina Coppola, Etologa e Presidente di EARTH ODV
«La quasi totalità delle aggressioni da cani avvengono per la cattiva gestione dei cani da parte dei proprietari. I pitbull hanno una spiccata aggressività intraspecifica, ovvero rivolta alla propria specie, mentre sono molto docili con gli esseri umani. Nel caso specifico infatti è chiaro che l'obiettivo non era la ragazza ma il suo cane.
La proprietaria del pitbull avrebbe dovuto lavorare sulla socializzazione del proprio cane fin dai primi mesi di vita e successivamente sull'efficacia del richiamo. Ma anche la proprietaria del bassotto, alla quale vanno i miei auguri di pronta guarigione, con il suo comportamento scomposto dimostra di non avere basi conoscitive di corretta gestione di un cane. Nel caso specifico interporsi decisamente tra i cani avrebbe avuto maggiore efficacia e non le avrebbe procurato il morso.
È proprio per questi motivi che EARTH ODV da anni richiede di inserire un corso obbligatorio per chiunque voglia detenere un cane, di qualsiasi razza, così come avviene in altri paesi europei. Una prevenzione efficace passa per la corretta conoscenza e gestione dei cani»

L'episodio di Casoria si inserisce in un quadro che, secondo EARTH ODV, conferma da anni la necessità di un intervento normativo strutturale. L'associazione chiede l'introduzione di un patentino obbligatorio per il possesso di cani di qualsiasi razza, sul modello già adottato in altri Paesi europei, e non — come previsto dalla normativa italiana vigente — limitato alle sole razze incluse nelle cosiddette "liste di razze pericolose", classificazioni che EARTH ODV giudica prive di fondamento scientifico e che, di fatto, contribuiscono a stigmatizzare intere razze canine senza incidere sulle reali cause degli incidenti, quasi sempre riconducibili a carenze nella gestione e nell'addestramento da parte dei proprietari.

Le liste di razze non funzionano, la formazione sì
L'esperienza internazionale conferma la posizione di EARTH ODV. Diversi paesi europei hanno già superato il modello delle "save list" a favore della formazione obbligatoria dei proprietari:
• Germania — in Bassa Sassonia, dal 2013, chi vuole possedere un cane deve ottenere un certificato di competenza con prova teorica e pratica.
• Spagna — dal 2023 una legge nazionale impone un corso di formazione, un test finale e un'assicurazione obbligatoria per tutta la vita dell'animale, indipendentemente dalla razza.
• Austria (Vienna), Norvegia, Francia, Portogallo — prevedono forme di patentino obbligatorio per i proprietari di cani.
• Al contrario, Regno Unito e Svizzera hanno abolito il patentino rispettivamente nel 1987 e nel 2017, tornando in parte a un approccio basato sulle liste di razze — un modello che le evidenze scientifiche più recenti indicano come inefficace.
Sul piano scientifico, i dati vanno nella stessa direzione:
• Una revisione di 43 studi internazionali ha concluso che non esiste evidenza che il divieto di razze specifiche riduca il tasso o la gravità dei morsi in una comunità: le politiche più efficaci sono quelle "razza-neutrali" — controllo del guinzaglio, gestione dei cani randagi, attenzione ai soggetti con una storia di comportamento aggressivo, indipendentemente dalla razza.
• A Odense, in Danimarca, uno studio condotto con metodi statistici avanzati su dati ospedalieri ha mostrato che il divieto di alcune razze ha avuto un effetto molto limitato sul numero complessivo di morsi curati in ospedale, così come l'obbligo di museruola e guinzaglio per le razze coinvolte.
• Nel Missouri (USA), il confronto tra municipalità con e senza legislazione basata sulla razza non ha rilevato alcuna differenza negli accessi in pronto soccorso per morsi di cane.
• Nel Regno Unito, già a due anni dall'entrata in vigore del Dangerous Dogs Act (1991), i primi studi avevano rilevato un impatto minimo sugli accessi ospedalieri per morsi.
• Spagna, Italia, Regno Unito e Paesi Bassi hanno tutti riportato che le rispettive normative sulle razze specifiche non hanno prodotto una riduzione dei morsi; in alcuni casi (Winnipeg, Canada) il bando di una singola razza ha semplicemente spostato i morsi verso altre razze, senza ridurre il totale.
• Ricerche genetiche del Broad Institute (MIT-Harvard) hanno trovato una connessione minima tra razza e comportamento del cane.
• L'AVMA (American Veterinary Medical Association) si oppone formalmente alla legislazione basata sulla razza, definendola uno strumento inaffidabile e inefficace per la prevenzione dei morsi.
La conclusione che ne trae EARTH ODV è coerente con questi dati: non serve colpire le razze, serve formare chi le possiede. È esattamente la richiesta che l'associazione porta avanti da anni: un patentino di idoneità obbligatorio per tutti i proprietari di cani, di qualsiasi razza.

YouPet TV

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