Il 26 agosto, in tutto il mondo si festeggia il cane , quest'anno con una cassa di risonanza che raramente capita a una ricorrenza che riguarda gli animali perchè, Christopher Nolan uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo ha appena raccontato al grande pubblico che l'Odissea, in fondo, è sempre stata una storia su un cane. Ma un'occasione come questa vale qualcosa solo se, oltre a celebrare il legame, si guarda con altrettanta onestà a cosa in Italia, oggi, quel legame ancora non rispetta.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock
Quando Christopher Nolan ha presentato la sua trasposizione dell'Odissea di Omero, uscita nelle sale italiane il 16 luglio 2026 con un cast che va da Matt Damon a Tom Holland, ha scelto per definirla una frase che ha spiazzato molti: “la storia definitiva sui cani”. Non la guerra di Troia, nel libro poema riconosce il padrone dopo vent'anni di assenza e muore subito dopo averlo rivisto. In un'intervista al "Late Show with Stephen Colbert," il regista ha raccontato un dettaglio personale che aiuta a capire da dove nasca questa lettura: non aveva mai avuto un cane da bambino, e ne ha preso uno soltanto in anni recenti. È stato questo rapporto tardivo, a sua detta, a fargli rileggere Omero con occhi diversi, al punto da introdurre nel film una variazione rispetto al testo originale proprio sul modo in cui viene raccontato l'incontro tra i due dopo due decenni di lontananza.
Che un kolossal da 250 milioni di dollari scelga di ancorare il proprio nucleo emotivo non alle imprese eroiche ma alla fedeltà di un cane dice qualcosa su quanto questo legame sia radicato nell'immaginario umano da prima ancora che esistesse una parola per definirlo. Il rapporto tra la nostra specie e il cane risale a decine di migliaia di anni fa, ben prima della scrittura, ben prima di Omero: Argo non è un'invenzione poetica isolata, è la prima testimonianza letteraria occidentale di qualcosa che l'essere umano viveva già da millenni prima di scriverlo.
Proprio perché il legame è così antico e così universalmente riconosciuto, la Giornata Mondiale del Cane di quest'anno merita di essere l'occasione per guardare a cosa, in Italia, quel legame ancora non riesce a garantire fino in fondo: un possesso davvero responsabile, un'origine etica per ogni cucciolo che nasce, e razze selezionate pensando al benessere dell'animale e non solo per il suo aspetto.
Nell'estate 2026 sono arrivate in parlamento almeno due proposte di legge nazionali per l'introduzione di un patentino obbligatorio per chi possiede un cane, una firmata dal consigliere regionale marchigiano Luca Marconi (Udc), l'altra promossa dalla consigliera friulana Maddalena Spagnolo (Lega), a cui si aggiunge un disegno di legge già assegnato in Senato, il numero 1527, intitolato “Norme specifiche per alcune tipologie di cani a tutela del loro benessere e della pubblica incolumità”. Queste proposte, al di là delle differenze di dettaglio, da un punto di vista concettuale prima ancora che normativo, spostano l'attenzione dalla razza del cane alla preparazione di chi lo possiede. “Non esistono cani pericolosi per definizione”, ha dichiarato Marconi presentando il proprio testo, “esistono situazioni che possono diventare pericolose quando manca la conoscenza del comportamento animale”. Le proposte prevedono un percorso formativo obbligatorio, teorico e pratico insieme al proprio cane, una valutazione comportamentale standardizzata con il coinvolgimento di veterinari esperti in comportamento animale, l'obbligo di una polizza di responsabilità civile verso terzi, e un rafforzamento della tracciabilità attraverso l'anagrafe canina e un sistema informativo nazionale ancora oggi frammentato in registri regionali che non comunicano tra loro.
È un cambio di paradigma che merita attenzione perché supera un'impostazione, ancora diffusa nel dibattito pubblico, basata sulla pericolosità presunta di certe razze: la letteratura comportamentale è chiara nel dire che il fattore predittivo più affidabile di un'aggressione non è la razza del cane, ma la gestione quotidiana che ne fa chi lo possiede. Vale la pena ricordare, in questo senso, che un sondaggio Senato ha già rilevato che l'81,6% degli italiani riconosce negli animali da compagnia degli esseri senzienti, e che quasi un italiano su due sostiene proposte per l'inserimento dei pet nello stato di famiglia: la sensibilità pubblica, su questo fronte, sembra oggi più avanti della cornice normativa complessiva. Tuttavia tutte le proposte attualmente in esame riguardano di fatto soltanto determinate razze definite "impegnative" per la detenzione delel quali i futuri proprietai dovranno sottoporsi ad un percorso formativo. Rimane completaemnte scoperto il tema del possesso responbile che riguarda le migliaia di cani che sono inseriti nelle famiglie che molto spesso ignorano completamente i bispgni anche piùelementari di chi hanno deciso di prendere in famiglia.Molto spesso non si tratta di mancanza di amore ma di pura e semplice mancata conoscenza che un patentino di idonetià destinato a tutti i futuri proprietari colmerebbe rendendo megliore la vita di tutto il nucleo famigliare. Il patentino di idoneità risolverebbe a monte anche tutti i problemi legati agli abbandoni e al randagismo.
Sfruttamento riproduttivo contro allevamento etico
Il rovescio più duro della medaglia riguarda da dove arrivano, materialmente, i cuccioli che finiscono nelle case italiane. Il Rapporto Zoomafia 2026, promosso da Lav, fotografa un fenomeno tutt'altro che marginale: nel solo 2025 sono stati sequestrati almeno 120 cani importati illegalmente, con 14 persone denunciate e 7 arresti. Dal 2010, anno di entrata in vigore della legge contro la tratta dei cuccioli, al 2025 i sequestri complessivi ammontano a 7.681 cani e 93 gatti, per un valore stimato di oltre 6,1 milioni di euro, con 471 persone denunciate in totale. Le operazioni delle forze dell'ordine degli ultimi mesi, tra Veneto, Toscana e Campania, hanno portato alla luce quelli che la cronaca continua a chiamare “canili lager”: cuccioli ammassati in gabbie per polli, privi di microchip e vaccinazioni, spesso venduti online come esemplari di razza rara a prezzi elevatissimi, quando in realtà provengono da condizioni igienico-sanitarie che li espongono a malattie gravi e, in molti casi, alla morte prima ancora di arrivare a destinazione.
Un passo importante sul piano normativo è arrivato dall'Unione Europea, che nell'aprile 2026 ha approvato un nuovo regolamento su cani e gatti che introduce l'obbligo di microchip e registrazione per tutti gli animali, il divieto di pratiche di allevamento dannose per la salute, e lo stop alle mutilazioni e all'uso di strumenti coercitivi. “Finalmente l'Europa riconosce in modo concreto che cani e gatti non sono merci, ma esseri senzienti da proteggere”, ha commentato la vicepresidente nazionale Enpa Giusy D'Angelo, sottolineando come l'obbligo di tracciabilità sia uno strumento chiave contro traffici, abbandoni e allevamenti abusivi. È esattamente la distinzione che separa lo sfruttamento riproduttivo dall'allevamento etico: un allevatore responsabile seleziona un numero limitato di cucciolate, effettua test genetici e sanitari sui riproduttori, garantisce socializzazione e tracciabilità completa, e risponde con trasparenza a chi acquista un cucciolo. Un allevamento lager fa esattamente il contrario di ognuno di questi punti, e lo fa per la stessa ragione per cui esiste qualunque mercato illegale: perché conviene economicamente, finché chi acquista non sa distinguere l'uno dall'altro.
Il maltrattamento genetico delle razze
C'è infine un terzo fronte, meno visibile perché non riguarda un crimine da denunciare ma una consuetudine da correggere: la selezione di caratteristiche estetiche che compromettono direttamente la salute dell'animale. Le razze brachicefale, con musi sempre più corti e vie respiratorie ridotte al minimo per standard di razza, convivono strutturalmente con un rischio più alto di difficoltà respiratorie, intolleranza al caldo e problemi cardiocircolatori, Razze condrodistrofiche selezionate per zampe molto corte convivono con un rischio aumentato di patologie del disco intervertebrale. Linee di sangue chiuse, mantenute tali per preservare una presunta purezza genealogica, riducono nel tempo la variabilità genetica complessiva della razza, aumentando la prevalenza di malattie ereditarie che una popolazione più diversificata diluirebbe naturalmente. La comunità veterinaria internazionale discute da anni la necessità di rivedere alcuni standard di razza proprio per questo motivo, spostando il criterio di selezione dalla conformità estetica al benessere funzionale dell'animale: un cambiamento culturale che riguarda tanto i club di razza quanto i singoli acquirenti, spesso ignari che l'aspetto “tipico” tanto ricercato in alcune razze coincide, dal punto di vista clinico, con una condizione patologica cronica.
L'augurio, oltre la celebrazione
Il cane che oggi dorme ai piedi del letto discende, in linea diretta, dallo stesso legame che Omero ha raccontato tremila anni fa e che Christopher Nolan ha appena riportato sugli schermi di tutto il mondo. È un legame che ha attraversato la storia dell'umanità intatto nella sua sostanza affettiva, capace di reggere il confronto con il mito. Quello che invece resta ancora da costruire, in Italia come altrove, è una cornice all'altezza di quel legame: leggi sul possesso responsabile che valutino le persone, non le razze; un mercato dei cuccioli finalmente ripulito dai canili lager e dal commercio illegale che lo alimenta ancora oggi con migliaia di sequestri l'anno; una cultura dell'allevamento che metta la salute prima dell'estetica. Il giorno in cui queste tre cose smetteranno di essere eccezioni da conquistare e diventeranno la norma, la storia tra la nostra specie e il cane, quella iniziata migliaia di anni prima di Argo, avrà finalmente la cornice che merita.
Fonti e riferimenti
Interviste di Christopher Nolan al Late Show with Stephen Colbert e dichiarazioni promozionali per The Odyssey, 2026
Omero — Odissea, Libro XVII (episodio di Argo)
Luca Marconi (Udc) — Proposta di legge alle Camere sul patentino obbligatorio per i proprietari di cani, agosto 2026
Maddalena Spagnolo (Lega) — Proposta di legge nazionale depositata in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia
Senato della Repubblica — DDL n. 1527, “Norme specifiche per alcune tipologie di cani a tutela del loro benessere e della pubblica incolumità”
LAV, con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto — Rapporto Zoomafia 2026
Unione Europea — Regolamento su benessere, tracciabilità e commercio di cani e gatti, aprile 2026










