Il cane aiuta gli adolescenti con ansia sociale

24 agosto 2026
Scritto da Marzia Novelli
Il cane aiuta gli adolescenti con ansia sociale

Uno studio americano collega la relazione con il cane a una gestione più sana dell'ansia sociale negli adolescenti. È tutto vero, ma la parte più interessante della ricerca è dove questo effetto smette di funzionare, e perché un cane non vale l'altro quando si parla di aiutare un ragazzo in difficoltà.

di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Shutterstock

Lo studio, pubblicato sul Journal of Adolescence a metà agosto 2026: “Adolescent-Dog Relationship Quality and Coping With Peer Stress”, nasce dal Teen & Dog Study, un progetto di ricerca della Cummings School of Veterinary Medicine della Tufts University, coordinato dalla professoressa Megan Mueller. Il campione è composto da 514 adolescenti statunitensi tra i 13 e i 17 anni, tutti conviventi con un cane, insieme a un genitore per ciascuno di loro. Non si tratta di uno studio isolato, ma è parte di un protocollo di ricerca più ampio, pensato per seguire nel tempo ragazzi con livelli elevati di ansia sociale, un disturbo che colpisce circa l'8,3% della popolazione adolescente mondiale caratterizzato da una paura intensa e persistente, di essere osservati e giudicati dagli altri, con un impatto che spesso si prolunga nell'età adulta sotto forma di depressione o dipendenze.
I ricercatori hanno analizzato sei aspetti relazionali tra ragazzo e cane, affetto, compagnia, cura dell'animale, supporto emotivo, conflitto, e la tendenza a considerare il cane un sostituto delle persone, per capire quali fossero collegati a strategie di coping più sane di fronte allo stress delle relazioni con i coetanei. Sia la compagnia sia la cura quotidiana del cane, dargli da mangiare, portarlo fuori, occuparsene attivamente, sono risultate associate a una maggiore capacità dei ragazzi di affrontare lo stress attraverso risoluzione dei problemi, pensiero positivo, regolazione emotiva ed espressione delle emozioni. Un dato che i ricercatori stessi descrivono come inatteso riguarda il supporto emotivo: contrariamente a quanto ipotizzato, non risulta particolarmente legato al pensiero positivo, ma piuttosto a una minore tendenza a rimuginare in modo persistente su pensieri negativi, un meccanismo diverso da quello che ci si aspetterebbe, ma comunque protettivo.
È proprio questo il dato che offre l'indicazione più utile dello studio: considerare il cane un sostituto delle persone, per esempio riferire che l'animale è un amico più importante di qualunque coetaneo, è risultato collegato a strategie di coping meno sane, non più sane. I ricercatori suggeriscono che quando il cane diventa la principale, se non unica, fonte di supporto sociale di un adolescente, questo possa riflettere piuttosto un'assenza di supporto sociale umano adeguato, non un beneficio aggiuntivo. Megan Mueller ha sintetizzato il ruolo giusto del cane con un'immagine efficace: un ponte tra la famiglia e i coetanei, non un sostituto di nessuno dei due, una presenza che fa parte del nucleo familiare e può offrire conforto, ma che funziona meglio accanto alle relazioni umane, non al loro posto.
C'è un apetto che rende questo studio ancora più interessante se letto insieme a una ricerca precedente della stessa squadra di Tufts. Nel 2021 Mueller e colleghi avevano pubblicato sulla rivista Anxiety, Stress & Coping uno studio in cui 75 adolescenti con diversi livelli di ansia sociale venivano sottoposti a uno stress test sociale in laboratorio, in presenza di un cane da terapia sconosciuto, con o senza possibilità di toccarlo, oppure in presenza di un cane di peluche come controllo. Il risultato, definito dagli stessi autori un “effetto nullo”, non ha mostrato alcuna riduzione dell'ansia autoriferita né della reattività fisiologica nei ragazzi esposti al cane vero rispetto a quelli esposti al peluche, indipendentemente dal livello di ansia sociale di partenza. Messi insieme, i due studi disegnano un quadro coerente: non è la semplice presenza fisica di un cane, per quanto affettuoso, a produrre un beneficio misurabile nella gestione dello stress sociale. È la qualità di una relazione costruita nel tempo, fatta di cura quotidiana e affetto reciproco, con un animale specifico e conosciuto, a fare la differenza.
Per chi vive con un adolescente colpito da ansia sociale, l'indicazione che emerge da questa ricerca non è “prendere un cane” come soluzione, ma piuttosto favorire, se un cane è già parte della famiglia, un coinvolgimento reale del ragazzo nella sua cura quotidiana, non solo nella compagnia passiva. Allo stesso tempo, resta importante osservare con attenzione se il legame con l'animale tenda a sostituire, invece che affiancare, le relazioni con i coetanei: è proprio in questo passaggio, che il potenziale beneficio rischia di trasformarsi nel suo contrario.


Fonti e riferimenti
Mason N. et al. — Adolescent-Dog Relationship Quality and Coping With Peer Stress, Journal of Adolescence, 2026
Mueller M.K. et al. — Longitudinal idiographic assessment of adolescent-dog relationships and adaptive coping for youth with social anxiety: The Teen & Dog Study protocol, PLOS ONE, 2025
Mueller M.K., Anderson E.C., King E.K., Urry H.L. — Null effects of therapy dog interaction on adolescent anxiety during a laboratory-based social evaluative stressor, Anxiety, Stress & Coping, 2021

Marzia Novelli
Marzia Novelli

Figura centrale nel mondo del pet care e dell’ambiente, Marzia Novelli è direttrice responsabile e fondatrice della testata giornalistica on line Youpet TV.
Giornalista e autrice di programmi dedicati agli animali, coordina tutte le produzioni video di Youpet e conduce “Bestia...che giovedì!”. Con una community affezionata e migliaia di follower, condivide storie, reel e consigli che amplificano il messaggio di sostenibilità e amore per gli animali e i messaggi degli sponsor. I contenuti di Marzia Novelli e del programma garantiscono una visibilità autentica, continuativa e capillare.

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