Il tuo cane è felice?

25 agosto 2026
Scritto da Marzia Novelli
Il tuo cane è felice?

Un cane può avere le vaccinazioni in regola, il peso forma perfetto, le analisi del sangue nella norma, ed essere comunque un cane infelice. Non è un paradosso: è quello che la scienza del benessere animale ripete da trent'anni, da quando ha smesso di considerare “sano” sinonimo di “sta bene”.

di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Belletti-Franzo by Excaliburphoto.eu

Per molto tempo il benessere animale è stato valutato in negativo: un animale stava bene se non aveva fame, non aveva sete, non soffriva, non aveva paura. Le “Cinque Libertà”, formulate nel Regno Unito negli anni Sessanta, hanno rappresentato per decenni lo standard di riferimento, ma restavano appunto libertà da qualcosa di negativo, non indicazioni su cosa significasse davvero una vita di qualità e che garatisse un buon livello di benessere emotivo. Nel 1994 gli studiosi neozelandesi David Mellor e Cam Reid hanno proposto un modello diverso, il Five Domains Model, aggiornato più volte fino alla versione attuale del 2020, che rappresenta oggi il riferimento più adottato al mondo da medici veterinari, ricercatori e organizzazioni che promuovono e studiamo il benessere animale. Il punto di partenza è semplice quanto radicale: assenza di malattia non equivale a buona qualità della vita. Un animale può essere clinicamente sano e, allo stesso tempo, vivere in uno stato mentale di noia, frustrazione o disagio cronico.

Il modello attuale organizza il concetto di benessere e il suo conseguente raggiungimento in cinque aree. La nutrizione non riguarda solo la quantità di cibo, ma la sua adeguatezza, l'accesso costante ad acqua pulita, il piacere stesso di mangiare. L'ambiente comprende lo spazio disponibile, la temperatura, i rumori, gli odori, la sicurezza percepita, non solo il fatto di avere un giardino o una cuccia. La salute riguarda l'assenza di malattie, dolore e limitazioni funzionali, l'area più familiare perché è quella su cui la medicina veterinaria tradizionale si è sempre concentrata. Il quarto dominio, le interazioni comportamentali, è probabilmente il più sottovalutato dai proprietari: comprende la possibilità di esprimere comportamenti tipici della specie, annusare, scavare, masticare, socializzare con altri cani, e dal 2020 il modello include esplicitamente anche la qualità dell'interazione con le persone come fattore di benessere a sé stante, non solo come contorno.

Questi quattro domini confluiscono in un quinto, lo stato mentale, che è il vero cuore del modello: è la sintesi di come l'animale si sente, in termini di comfort, curiosità, sicurezza da un lato, o dolore, paura, noia dall'altro. Un elemento importante, spesso frainteso, è che il modello non si limita a misurare l'assenza di stati negativi: valuta esplicitamente anche la presenza di stati positivi, perché la scienza del benessere animale contemporanea considera un obiettivo legittimo non solo evitare la sofferenza, ma costruire attivamente esperienze di piacere e soddisfazione.
Applicato alla vita quotidiana del cane, questo modello smonta un'equazione che diamo per scontata. Un cane alimentato bene, vaccinato, senza patologie, ma confinato per gran parte della giornata in un appartamento piccolo, senza possibilità di annusare durante le passeggiate, senza contatti regolari con altri cani, con interazioni umane ridotte a pochi minuti al giorno, risulta perfettamente “sano” in qualunque controllo veterinario di routine, ma può avere una grave compromissione della sfera comportamentale con ricadute dirette sul suo stato mentale. Non è un'ipotesi teorica: è lo scenario che descrive, nella pratica clinica comportamentale, una parte consistente dei cani con problemi di frustrazione cronica, noia, o comportamenti ossessivo-compulsivi, animali che i proprietari descrivono come “sani” perché nessuno ha mai controllato la parte del quadro che non riguarda la salute in senso stretto.
Vale anche il contrario, ed è altrettanto importante da riconoscere: un cane con una patologia cronica gestita bene, che riceve comunque stimoli comportamentali adeguati, interazioni sociali positive, un ambiente confortevole, può avere una qualità della vita complessivamente buona nonostante la malattia. Il quinto dominio, lo stato mentale, non è la somma meccanica degli altri quattro: è il modo in cui quell'animale specifico li elabora tutti insieme.

Nel 2024 un gruppo di ricerca ha tradotto il modello in un'applicazione pensata per chi vive con un animale, non solo per gli specialisti: diciotto attestazioni su nutrizione, ambiente, salute e comportamento, a cui rispondere con un livello di accordo su una scala a cinque punti, per costruire un quadro strutturato della vita quotidiana del proprio animale invece di affidarsi a un'impressione generica. Gli stessi autori sono onesti su un limite non da poco: uno strumento di autovalutazione resta soggetto alla soggettività di chi lo compila, e non sostituisce una valutazione professionale nei casi dubbi. Resta comunque utile come esercizio: obbliga a guardare oltre la convinzione “il mio cane sta bene perché gli assicuro cibo , cure veterinarie e un posto sicuro dove dormire ” e a porsi quella più scomoda, “il mio cane, oggi, è felice? sta vivendo più momenti di comfort e curiosità o più momenti di restrizione e noia?”.
Il messaggio di fondo del modello dei cinque domini, applicato a un cane di casa, è che la qualità della vita si costruisce nell'intersezione tra corpo curato e mente stimolata, non nell'uno o nell'altra presi separatamente. Le analisi del sangue in ordine restano necessarie, ma non bastano a rispondere alla domanda più importante: se quel cane, nella sua giornata concreta, stia vivendo un'esistenza che gli permette di essere, il più possibile, un cane.

Fonti e riferimenti
Mellor D.J., Reid C.S.W. — Concepts of animal well-being and predicting the impact of procedures on experimental animals, 1994
Mellor D.J. — Operational details of the Five Domains Model and its key applications to the assessment and management of animal welfare, Animals, 2017
Mellor D.J., Beausoleil N.J., Littlewood K.E. et al. — The 2020 Five Domains Model: Including Human-Animal Interactions in Assessments of Animal Welfare, Animals, 2020
Wilkins C.L., McGreevy P.D., Cosh S.M. et al. — Introducing the Mellorater: The Five Domains Model in a Welfare Monitoring App for Animal Guardians, Animals, 2024

Marzia Novelli
Marzia Novelli

Figura centrale nel mondo del pet care e dell’ambiente, Marzia Novelli è direttrice responsabile e fondatrice della testata giornalistica on line Youpet TV.
Giornalista e autrice di programmi dedicati agli animali, coordina tutte le produzioni video di Youpet e conduce “Bestia...che giovedì!”. Con una community affezionata e migliaia di follower, condivide storie, reel e consigli che amplificano il messaggio di sostenibilità e amore per gli animali e i messaggi degli sponsor. I contenuti di Marzia Novelli e del programma garantiscono una visibilità autentica, continuativa e capillare.

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