Non è più solo un problema del Sud. La mappa della leishmaniosi in Italia si è riscritta negli ultimi anni e oggi riguarda tutto il territorio nazionale. Quello che i proprietari devono sapere e fare
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it
Per molti anni la leishmaniosi canina è stata percepita come una malattia del Meridione: Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria. Un problema reale ma geograficamente delimitato, che riguardava i cani che vivevano o viaggiavano in quelle zone. Questa percezione è oggi superata dai dati. Il progressivo innalzamento delle temperature medie ha ampliato verso nord l'habitat naturale del flebotomo, il piccolo insetto vettore responsabile della trasmissione della patologia, e la leishmaniosi è ormai endemica o in espansione attiva anche in Lazio, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Ignorare questa patologia perché si vive al Nord è oggi un errore che può costare caro, in termini di salute del cane.
La buona notizia è che dal 2011 esiste un vaccino autorizzato in Europa per la leishmaniosi canina, e che la strategia preventiva complessiva: vaccino, repellenti, protezione ambientale, è oggi molto più efficace di quanto fosse anche solo dieci anni fa. La cattiva notizia è che questa strategia funziona solo se viene applicata correttamente e in modo continuativo, e che molti proprietari ancora non la conoscono o la seguono in modo incompleto.
La leishmaniosi è causata da un protozoo parassita del genere Leishmania, in Europa prevalentemente Leishmania infantum, che viene trasmesso al cane attraverso la puntura di flebotomi infetti, piccoli insetti dell'ordine dei ditteri appartenenti ai generi Phlebotomus e Lutzomyia. Il flebotomo è attivo nelle ore crepuscolari e notturne, dalla tarda primavera all'autunno inoltrato, con un picco di attività tra maggio e ottobre. Predilige ambienti umidi, con vegetazione densa, muretti a secco, fessure nei muri e terreno ricco di materiale organico.
Il cane non trasmette la leishmaniosi direttamente all'uomo attraverso il contatto: la trasmissione avviene esclusivamente attraverso la puntura del flebotomo infetto. Tuttavia il cane è il principale serbatoio di Leishmania infantum per il vettore, il che significa che un cane malato non trattato contribuisce attivamente alla circolazione del parassita nell'ambiente. Questo aspetto rende la salute del cane rilevante anche dal punto di vista della sanità pubblica.
La leishmaniosi è una malattia subdola per una ragione precisa: il periodo di incubazione è molto lungo e variabile, da pochi mesi a diversi anni. Un cane infettato nell'estate di un anno può sviluppare i primi sintomi clinici uno, due o anche tre anni dopo. In questo intervallo il cane è apparentemente sano, ma il parassita si sta moltiplicando negli organi interni: milza, fegato, midollo osseo, linfonodi, senza produrre segnali evidenti.
Quando i sintomi compaiono, possono essere molto diversi tra loro e facilmente confondibili con altre patologie: perdita di peso progressiva nonostante l'appetito conservato, pelo opaco e facilmente epilabile, lesioni cutanee caratteristiche come squame intorno al muso e alle orecchie, unghie che crescono in modo anomalo, gonfiore dei linfonodi, anemia, insufficienza renale nei casi avanzati. Non esiste un quadro clinico uniforme: ogni cane può presentare un sottoinsieme diverso di questi segni. Per questo la diagnosi richiede esami specifici e non può basarsi solo sull'osservazione clinica.
Un cane che torna da una vacanza estiva in una zona endemica, o che ci vive, dovrebbe essere sottoposto a un test sierologico per la leishmaniosi almeno una volta all'anno, indipendentemente dall'assenza di sintomi. La diagnosi precoce, nella fase di infezione pre-clinica, permette di avviare il monitoraggio e, se necessario, la terapia in una fase in cui il danno d'organo è ancora limitato e la risposta al trattamento è migliore.
Il vaccino contro la leishmaniosi canina autorizzato in Europa è disponibile in Italia dal 2016 e rappresenta uno strumento importante ma che richiede alcune precisazioni per essere compreso correttamente. Non è un vaccino sterilizzante, cioè non impedisce al cane vaccinato di essere infettato dal parassita: il suo meccanismo d'azione è quello di stimolare una risposta immunitaria cellulo-mediata che riduce significativamente la probabilità che l'infezione progredisca verso la malattia clinica.
In termini pratici: un cane vaccinato che viene punto da un flebotomo infetto può infettarsi, ma ha una probabilità molto più bassa di sviluppare la leishmaniosi rispetto a un cane non vaccinato. Gli studi hanno dimostrato un'efficacia protettiva superiore al 70% nei confronti della malattia clinica, con una riduzione significativa della carica parassitaria. Il vaccino è indicato per cani sieronegativi ossia che non hanno cioè già anticorpi contro Leishmania e richiede un test sierologico prima della prima somministrazione. Il ciclo primario prevede due iniezioni a distanza di tre settimane, seguite da un richiamo annuale.
Un dato che fa riflettere
Secondo il report del Ministero della Salute sulla sorveglianza delle zoonosi in Italia aggiornato al 2025, il numero di focolai di leishmaniosi canina segnalati in regioni storicamente non endemiche come Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, è aumentato del 34% nell'ultimo quinquennio. L'espansione è direttamente correlata all'innalzamento delle temperature invernali, che ha ridotto la mortalità stagionale del flebotomo e ampliato il periodo annuale di attività del vettore.
Uno degli errori più comuni è pensare che il vaccino da solo sia sufficiente. Non lo è, e non perché sia poco efficace, ma perché la sua azione è complementare, non sostitutiva, della protezione fisica contro le punture del vettore. Un cane che non viene mai punto dal flebotomo non può infettarsi, indipendentemente dal fatto che sia vaccinato o meno. Ridurre al massimo l'esposizione alle punture resta il pilastro fondamentale della prevenzione.
I repellenti specifici per flebotomi comprendono collari e spot-on a base di deltametrina o permetrina efficaci per i cani, ma ricordiamo che le permetrine sono tossiche per i gatti e non vanno mai usate in case dove vivono felini. La protezione va mantenuta attiva durante tutto il periodo di attività del vettore, da aprile a ottobre, senza interruzioni. Nelle zone ad alta endemia o nei periodi di picco, alcune linee guida raccomandano di evitare le uscite nelle ore crepuscolari e notturne, quando il flebotomo è più attivo, o di utilizzare tende repellenti nelle aree dove il cane dorme all'aperto.
Il vaccino e i repellenti non si escludono: si sommano. La strategia raccomandata dalle linee guida LeishVet 2022, il documento di riferimento internazionale per la gestione della leishmaniosi canina, prevede l'impiego simultaneo di entrambi gli strumenti per i cani che vivono o frequentano zone endemiche. Il medico veterinario è la figura giusta per definire il protocollo più adatto in base alla zona geografica, allo stile di vita del cane e all'esito del test sierologico preliminare.
La leishmaniosi canina non guarisce nel senso tradizionale del termine: le terapie disponibili riducono la carica parassitaria, controllano i sintomi e migliorano significativamente la qualità di vita del cane, ma non eliminano completamente il parassita dall'organismo. Il cane trattato deve essere monitorato nel tempo con controlli periodici, e in molti casi la terapia di mantenimento con viene proseguita a lungo termine per prevenire le recidive.
La prognosi dipende in modo determinante dallo stadio della malattia al momento della diagnosi: i cani diagnosticati precocemente, prima che si instaurino lesioni renali significative, rispondono meglio al trattamento e hanno un'aspettativa di vita normale. Nei casi avanzati con insufficienza renale conclamata, la gestione è più complessa e la prognosi riservata. Questo è il motivo per cui il monitoraggio sierologico annuale nei cani a rischio anche in assenza di sintomi, non è un eccesso di precauzione: è prevenzione attiva applicata.
Fonti e riferimenti
Ministero della Salute — Sorveglianza delle zoonosi in Italia, report 2025 — salute.gov.it
LeishVet Group — Guidelines for the practical management of canine leishmaniosis, Parasites & Vectors, 2022 — leishvet.org
Oliva G. et al. — Canine leishmaniosis: recommendations for treatment and follow-up, Veterinary Parasitology, 2023
ESCCAP — Guideline 05: Control of Vector-Borne Diseases in Dogs and Cats, aggiornamento 2024 — esccap.org
EMA — Assessment report Letifend, European Medicines Agency, aggiornamento 2024 — ema.europa.eu










