Non servono test di personalità né interpretazioni improvvisate: la scienza del comportamento animale ha individuato segnali precisi e misurabili, che distinguono un legame affettivo reale da una semplice convivenza. Due delle scoperte più solide su questo tema portano la firma di ricercatori italiani.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Lemar by Excaliburphoto.eu
Nel 2007 un gruppo di ricerca composto da Angelo Quaranta e Marcello Siniscalchi, veterinari dell'Università di Bari, insieme al neuroscienziato Giorgio Vallortigara, allora all'Università di Trieste, ha pubblicato sulla rivista Current Biology uno studio che ha cambiato il modo di leggere la coda del cane. I ricercatori hanno filmato trenta cani mentre venivano esposti, uno alla volta, a quattro stimoli diversi: il proprio proprietario, uno sconosciuto, un gatto e un cane dominante di grossa taglia. Il risultato ha mostrato un'asimmetria netta: davanti al proprietario, i cani scodinzolavano con un'ampiezza maggiore verso il lato destro del corpo, un'attivazione collegata all'emisfero cerebrale sinistro, quello associato alle emozioni di avvicinamento e alla sfera affettiva positiva. Di fronte a un cane percepito come minaccioso, invece, il movimento si spostava verso sinistra, segno di un'attivazione dell'emisfero destro, legato a emozioni di allontanamento e disagio. Il proprietario, in questo esperimento, ha prodotto la risposta più marcatamente positiva tra tutti gli stimoli testati, più forte persino di quella riservata a uno sconosciuto neutro.
Nel 2003 la psicologa Emanuela Prato-Previde, dell'Università di Milano, insieme a colleghi internazionali, ha pubblicato sulla rivista Behaviour uno studio che ha adattato al cane la Strange Situation, il test messo a punto dalla psicologa dello sviluppo Mary Ainsworth per misurare l'attaccamento tra un bambino piccolo e la propria figura di riferimento. Nell'esperimento, cani e proprietari venivano introdotti in una stanza sconosciuta, alternando momenti di presenza e di breve assenza del proprietario, a volte con un estraneo presente. I risultati hanno mostrato che i cani esplorano l'ambiente e giocano molto di più quando il proprietario è presente, riducono drasticamente queste attività durante la sua assenza, anche se in compagnia di un estraneo, e intensificano la ricerca di contatto al suo ritorno. È esattamente il pattern comportamentale che la psicologia dello sviluppo chiama “effetto base sicura”: il proprietario funziona, per il cane, come un punto di riferimento che rende il mondo esplorabile, proprio come accade nella relazione tra un bambino piccolo e un genitore.
Il terzo segnale arriva da uno studio giapponese pubblicato nel 2015 sulla rivista Science dal gruppo di Takefumi Kikusui e Miho Nagasawa, che ha misurato i livelli di ossitocina, l'ormone legato al legame affettivo e al comportamento di accudimento, in cani e proprietari prima e dopo un periodo di interazione libera. I ricercatori hanno scoperto che le coppie cane-proprietario che si scambiavano sguardi reciproci più lunghi mostravano un aumento di ossitocina non solo nel proprietario, un risultato già atteso, ma anche nel cane stesso, con un incremento proporzionale alla durata dello sguardo ricevuto dal proprietario. Gli autori hanno descritto il fenomeno come un “ciclo positivo sguardo-ossitocina”, lo stesso meccanismo ormonale alla base del legame tra un genitore e un neonato, reso possibile nel cane da migliaia di anni di domesticazione accanto all'essere umano.
Messi insieme, questi tre studi disegnano un quadro coerente: il legame tra un cane e il suo proprietario non è una proiezione sentimentale, ma un fenomeno misurabile su più livelli, dal movimento involontario della coda alla chimica ormonale, fino ai pattern comportamentali tipici delle relazioni di attaccamento nell'infanzia umana. Non serve andare a cercare gesti eclatanti per trovare la prova di questo legame: uno scodinzolio che pende leggermente più a destra quando si varca la porta di casa, un'esplorazione più tranquilla quando si è nella stessa stanza, uno sguardo che si prolunga qualche secondo in più del previsto, sono già, secondo la scienza, segnali sufficienti.
Parole chiave: segnali attaccamento cane, scodinzolio destra, ossitocina cane, base sicura cane
Fonti e riferimenti
Quaranta A., Siniscalchi M., Vallortigara G. — Asymmetric tail-wagging responses by dogs to different emotive stimuli, Current Biology, 2007
Prato-Previde E., Custance D.M., Spiezio C., Sabatini F. — Is the dog-human relationship an attachment bond? An observational study using Ainsworth's Strange Situation, Behaviour, 2003
Nagasawa M., Mitsui S., En S. et al. — Oxytocin-gaze positive loop and the coevolution of human-dog bonds, Science, 2015










