Più irrequieto, più vocale, meno affettuoso oppure insolitamente appiccicoso. Con l'arrivo della primavera molti gatti diventano quasi irriconoscibili. Non è capriccio: è biologia. E capirla cambia tutto
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it
Chi convive con un gatto sa che è un animale di abitudini, di ritmi e di luoghi. Ogni cambiamento nella sua routine viene percepito, registrato, spesso comunicato con un certo fastidio. E la primavera è, tra tutti i cambiamenti stagionali, quello che incide di più sul comportamento felino. Non perché il gatto sia particolarmente sensibile al clima ma perché la primavera attiva meccanismi biologici profondi che hanno a che fare con la riproduzione, il territorio, l'orizzonte istintivo della specie.
I proprietari descrivono i sintomi in modo molto simile: il gatto vocalizza di più, specialmente di notte, sfrega il corpo contro le pareti, i mobili, le gambe delle persone. È più agitato, meno propenso alle coccole, o al contrario è insolitamente richiedente di attenzione. In alcuni casi sembra quasi non riconoscere la propria casa. Quello che sta accadendo, nella maggior parte dei casi, non è un problema di salute: è la risposta a un programma scritto nel DNA.
Il comportamento del gatto in primavera dipende in prima battuta non dalla temperatura ma dalla luce. Il cervello felino risponde all'allungamento delle giornate attraverso la ghiandola pineale, che regola la produzione di melatonina. Con più ore di luce, la melatonina diminuisce e si attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che regola la produzione di ormoni sessuali. È questo meccanismo, e non il caldo, non i fiori, non i profumi, a innescare i cambiamenti comportamentali che i proprietari osservano tra febbraio e maggio.
Nei gatti non sterilizzati, l'effetto è immediato e intenso. Nelle femmine, l'entrata in calore si manifesta con vocalizzazioni acute e continue, rotolamenti sul pavimento, postura lordotica (la schiena inarcata con il posteriore sollevato), marcatura con la coda e una ricerca insistente di uscire. Nei maschi interi, l'aumento del testosterone provoca un incremento del marcamento urinario, comportamenti territoriali più aggressivi nei confronti di altri maschi e un'irrequietezza generale che può portare a tentare fughe o a reagire in modo insolito verso il proprietario.
Nei gatti sterilizzati precocemente questi effetti sono molto attenuati, ma non sempre assenti. Alcuni soggetti sterilizzati mostrano comunque un lieve aumento dell'irrequietezza primaverile, una maggiore vocalizzazione notturna o una variazione nelle abitudini di sonno. In questi casi la componente ormonale è residuale: entrano in gioco altri fattori, come le variazioni di luce, i suoni provenienti dall'esterno e la presenza di altri gatti nel vicinato in calore.
Una gatta non sterilizzata può entrare in calore più volte tra febbraio e ottobre, con cicli che, in assenza di accoppiamento, si ripetono ogni due-tre settimane. Il periodo primaverile è il più intenso. Le vocalizzazioni sono potenti, prolungate, spesso notturne, e vengono scambiate dai proprietari inesperti per dolore o malattia.
Oltre alle vocalizzazioni, la gatta in estro tende a strofinarsi su ogni superficie, a fare le fusa in modo continuo, a perdere interesse per il cibo e ad assumere la postura lordotica al minimo tocco sulla schiena. Il ciclo si interrompe solo con l'accoppiamento oppure con il passare dei giorni, per ricominciare quasi subito. Una gatta non sterilizzata che non viene fatta accoppiare rischia nel tempo una condizione chiamata iperplasia endometriale cistica, che può evolvere in piometra: un'infezione uterina potenzialmente letale se non trattata chirurgicamente.
Un dato che fa riflettere
Secondo i dati dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), la piometra è responsabile di circa il 25% degli interventi chirurgici d'urgenza nelle gatte adulte non sterilizzate in Italia. La sterilizzazione è ancora oggi il mezzo più efficace per prevenirla, oltre a ridurre significativamente il rischio di tumori mammari.
In primavera, anche gatti che non hanno mai spruzzato urina dentro casa possono iniziare a farlo. Il marcamento urinario è il modo in cui il gatto comunica la propria presenza agli altri gatti e in questa stagione, con i maschi interi in circolazione, la spinta a marcare il territorio è molto più intensa del solito. Anche le femmine possono marcare, sebbene meno frequentemente. Non si tratta di un problema di educazione né di una ritorsione verso il proprietario: è una risposta istintiva a stimoli percepiti nell'ambiente.
Nei gatti che vivono in appartamento, i segnali arrivano dall'esterno: il canto di un gatto in calore nel cortile, l'odore di urina di un maschio su uno dei balconi condominiali, la vista di altri gatti dalla finestra. Il gatto domestico risponde a questi stimoli come farebbe un suo antenato selvatico: marcando il proprio spazio per affermare la propria presenza.
Se un gatto sterilizzato da tempo inizia improvvisamente a marcare in primavera, vale la pena escludere cause mediche prima di attribuire il comportamento a fattori ambientali. Infezioni urinarie, calcolosi o cistite idiopatica felina possono presentarsi con minzioni fuori dalla lettiera che vengono scambiate per marcamento. Una visita veterinaria con analisi delle urine è il primo passo corretto.
La maggior parte dei cambiamenti comportamentali primaverili nel gatto rientra nella normalità fisiologica della specie e non richiede intervento medico. Richiede comprensione, qualche aggiustamento nella routine domestica e, nel caso di gatti interi, una riflessione seria sulla sterilizzazione, che a lungo termine resta la scelta più tutelante per la salute e il benessere dell'animale.
I segnali che invece devono portare dal veterinario senza esitazione sono: vocalizzazioni accompagnate da posture di dolore o incapacità di trovare una posizione comoda; perdita di appetito protratta; presenza di sangue nelle urine o minzioni frequentissime e in piccole quantità; gonfiore addominale; cambiamenti comportamentali bruschi in un gatto anziano, che possono indicare ipertiroidismo o ipertensione, due patologie che peggiorano proprio con l'aumento della luce e del calore. Il gatto non ha voce per dire che qualcosa non va: ha solo il comportamento.
Fonti e riferimenti
Beaver B.V. — Feline Behavior: A Guide for Veterinarians, 3a edizione, Elsevier, 2023
ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) — Dati piometra e sterilizzazione, report 2025 — anmvi.it
Greco D.S., Davidson A.P. — Blackwell's Five-Minute Veterinary Consult: Canine and Feline, 7a edizione, Wiley, 2024
Landsberg G., Hunthausen W., Ackerman L. — Handbook of Behavior Problems of the Dog and Cat, Elsevier, 2023
Stella J.L., Croney C.C. — Environmental aspects of domestic cat care and management, Journal of Applied Animal Welfare Science, 2024










