Microchip obbligatorio, stop agli incroci consanguinei e addio alle mutilazioni estetiche: l'Europa ha finalmente una legge per il benessere di cani e gatti
di Marzia Novelli | YouPet.it | Foto: Shutterstock | maggio 2026
Finalmente. Dopo decenni di normative frammentarie, Il 28 aprile 2026, il Parlamento Europeo ha approvato con 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni il primo regolamento europeo dedicato al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti. Non una direttiva, non un invito, non una raccomandazione non vincolante: un regolamento. Quello che si applica uguale in tutti gli Stati membri. Quello che, se non rispetti, hai un problema.
Cosa prevede il nuovo regolamento UE
Il testo copre tutta la filiera: allevamento, detenzione, commercio, importazione, tracciabilità. I destinatari principali sono allevatori, venditori e rifugi, ma alcune norme riguardano anche noi semplici proprietari seppur con tempi di adeguamento più lunghi. Ecco i punti principali.
Microchip e registrazione obbligatori per tutti
Ogni cane e gatto presente sul territorio UE dovrà essere identificato tramite microchip e registrato in una banca dati nazionale. Questo vale anche per gli animali già in famiglia ma con una finestra temporale di 10 anni per i cani e 15 anni per i gatti a partire dall'entrata in vigore. Non domani mattina, insomma. Ma l'obbligo c'è.
Stop all'allevamento consanguineo
Vietato accoppiare genitori con figli, fratelli con fratelli, e altri consanguinei. Sembra ovvio? Evidentemente non abbastanza da non doverlo scrivere in un regolamento europeo. Questa misura punta a ridurre le patologie ereditarie che affliggono alcune razze selezionate con troppa superficialità.
Basta selezione genetica estrema
Non si possono più allevare cani e gatti per conferire caratteristiche fisiche esagerate che comportino rischi significativi per la salute. Parliamo di musi schiacciati che rendono difficile respirare, teste enormi che rendono impossibile il parto naturale, occhi sporgenti esposti a traumi continui. La scienza ha detto da anni che certe razze soffrono strutturalmente. Adesso lo dice anche la legge.
Vietate le mutilazioni estetiche
Niente più tagli di orecchie o coda a scopo estetico per competizioni, mostre ed esposizioni. Una pratica che in molti Paesi europei era già illegale ma che continuava a esistere in zone grigie del mercato. Ora è esplicitamente fuori legge a livello comunitario.
No ai collari a strozzo e con punte senza sicurezza
Vietato l'uso di collari a strozzo o con punte privi di meccanismi di sicurezza integrati. Non vuol dire che tutti i collari di addestramento spariscano, ma quelli progettati per causare dolore senza limiti sono fuori.
Divieto di tenere gli animali legati
Eccetto in casi di stretta necessità come durante le cure mediche, tenere un cane o un gatto permanentemente legato sarà vietato.
Regole più severe per le importazioni extra-UE
Gli animali importati da Paesi terzi a scopo di vendita dovranno avere il microchip prima di entrare nell'UE. Chi viaggia con il proprio animale dovrà pre-registrarlo in una banca dati almeno cinque giorni lavorativi prima dell'arrivo — a meno che non sia già registrato in un database europeo.
Quando entra in vigore?
Il percorso non è ancora completato: serve la ratifica formale del Consiglio dell'UE e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea. Ma il via libera del Parlamento è arrivato. A quel punto, allevatori, venditori e rifugi avranno 4 anni per adeguarsi; mentre i proprietari privati che non vendono avranno 10 anni per i cani, 15 per i gatti
L'iter normativo era iniziato nel 2023. Ci sono voluti tre anni, una mediazione con il Consiglio e molta pressione da parte di organizzazioni come OIPA, ANMVI e decine di associazioni animaliste, per arrivare qui.
Cosa resta fuori (per ora)
Il regolamento approvato riguarda specificamente cani e gatti. Il grande capitolo ancora aperto è quello degli animali da allevamento: la riforma delle norme per galline ovaiole, suini, bovini e trasporto animale è attesa entro fine 2026, ma il percorso è accidentato. La Commissione europea ha già mostrato segni di cedimento alle pressioni dell'industria zootecnica, sostituendo in bozza le misure legislative con strategie non vincolanti.
Perché conta, anche per chi ha già un cane "in regola"
Perché le leggi modellano il mercato. Finché è possibile comprare un cucciolo da allevatori che praticano incroci consanguinei, che selezionano per l'aspetto senza curarsi della salute, che vendono animali senza documentazione il problema esiste. Una legislazione uniforme a livello europeo alza il piano di gioco per tutti.
Non risolverà di certo tutti i problemi di questo complicato capitolo che riguarda il benessere di cani e gatti ma, rappresenta di certo, un punto di partenza solido e il primo, in 50 anni di politiche veterinarie europee, che mette cani e gatti al centro di un regolamento scritto esplicitamente per loro.
Fonti
Parlamento Europeo, testo approvato 28 aprile 2026
ANMVI
OIPA
EFSA
Commissione UE










