Ogni autunno milioni di uccelli attraversano l'Italia, e i dati raccolti dai cittadini aiutano i ricercatori a capire dove stanno meglio e dove no.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock
È ottobre, di mattina presto. Da qualche parte sopra i tetti arriva un suono che non somiglia a nessun altro: un richiamo roco, ripetuto, che scende da una formazione a V. Sono gru, e non si fermeranno qui. Nello stesso momento, in un giardino di città, un pettirosso appena comparso potrebbe aver percorso centinaia di chilometri dal Nord Europa. Chi alza lo sguardo in queste settimane sta assistendo a una delle grandi migrazioni del pianeta, e può fare qualcosa di più che guardare: può trasformare quello che ha visto in un dato che serve davvero.
L'Italia è un ponte naturale nel cuore del Mediterraneo, lungo una delle principali rotte che collegano Eurasia e Africa: ogni anno milioni di uccelli attraversano i nostri mari, le montagne e le zone umide. Secondo ISPRA, sono molte le minacce che gravano su di loro: perdita di habitat, cambiamenti climatici, bracconaggio, inquinamento da plastica, collisioni con le infrastrutture e inquinamento luminoso.
Le segnalazioni dei cittadini, raccolte su piattaforme dedicate, servono a tre cose concrete: individuare presto le minacce e il calo delle popolazioni, proteggere le zone di sosta e gestire in modo sostenibile le zone umide, e tradurre i dati in decisioni di tutela. Un singolo avvistamento è un puntino. Migliaia, messi insieme, diventano mappe.
Un esempio italiano lo offre la gru. Uno studio del CNR (Massetti, 2013) ha mostrato che dagli anni Novanta le gru in migrazione autunnale sull'Italia sono aumentate sia nel numero sia nella dimensione degli stormi, e a partire da 486 segnalazioni raccolte fra il 2001 e il 2007 ha descritto una rotta settentrionale lungo la Pianura Padana mai documentata prima. Oggi la gru non nidifica più in Italia da molto tempo: il periodo della migrazione è l'unica occasione per vederla.
Cosa rende “utile” un avvistamento
Un buon dato è un'informazione che un ricercatore può usare. Bastano cinque elementi.
Dato Cosa annotare
Cosa La specie, ma solo se sei sicuro. Se hai un dubbio, indicalo: un “non identificato” con una foto è molto
più utile di una specie sbagliata.
Dove Il punto esatto, con la mappa della piattaforma o le coordinate dello smartphone. Su Ornitho.it si può associare
l'osservazione al quadrato di 1 km di lato in cui ti trovi.
Quando Data e ora. Se fai una lista, l'orario di inizio e di fine dell'uscita.
Quanti Il numero, o una stima onesta (circa 30).
Come Cosa stava facendo: in volo (e in che direzione), in sosta, in alimentazione.
Le piattaforme come eBird chiedono di registrare l'elenco completo degli uccelli visti e sentiti durante un'uscita, non solo quelli più spettacolari: è il metodo che rende confrontabili tra loro le osservazioni di migliaia di persone. La foto, quando c'è, aiuta la verifica, ma non è obbligatoria.
Dove inviarlo: le piattaforme riconosciute
ISPRA cita tre strumenti per inviare le osservazioni sul campo. Sono quelli che consigliamo, e gli unici che questa guida invita a usare.
• eBird è il progetto di citizen science sulla biodiversità più grande al mondo, gestito dal Cornell Lab of Ornithology. Funziona con checklist, e i dati sono controllati da una rete di revisori regionali.
• Ornitho.it è il portale ornitologico italiano, attivo dal 2009, gratuito e senza scopo di lucro. I dati restano di proprietà di chi li inserisce. Secondo i documenti del portale è sostenuto da associazioni ornitologiche tra cui CISO, LIPU ed EBN Italia.
• iNaturalist è una piattaforma generalista, utile se vuoi allegare una foto da far verificare alla comunità di osservatori.
COME RICONOSCERE UNA PIATTAFORMA SERIA
• chi la gestisce: istituzioni di ricerca o associazioni ornitologiche note, non profili anonimi;
• come controlla i dati: revisori o comunità di verifica, non un semplice album di foto;
• come tratta le specie sensibili: le piattaforme serie hanno regole per non esporre i luoghi più delicati;
• diffida di gruppi e app che promettono avvistamenti garantiti o spiegano come «richiamare» gli uccelli.
Un caso a parte sono gli uccelli marcati con anelli visibili a distanza. In Italia queste segnalazioni si raccolgono tramite la mail indicata da ISPRA, recoveries@isprambiente.it: annota il codice o i colori dell'anello, la data e il luogo, e inviali lì. L'anello letto a distanza permette di ricostruire gli spostamenti dell'uccello senza doverlo toccare.
Chi vuole andare oltre l'avvistamento occasionale può guardare ai censimenti coordinati. Nel 2026 l'International Waterbird Census compie 60 anni, e in Italia da oltre trent'anni è coordinato scientificamente da ISPRA. Si svolge con metodo standardizzato: per partecipare conviene informarsi presso ISPRA o le associazioni ornitologiche del proprio territorio.
Osservare senza disturbare: le regole della guida
⚠ ATTENZIONE
Un dato vale il tempo di un'osservazione, mai il disagio di un animale. Nessuna segnalazione giustifica inseguire, attirare o spaventare un uccello.
Sono regole di buon senso, adottate come standard editoriale di questa guida.
• Fermati prima che si accorga di te. Se l'uccello smette di mangiare, alza la testa, si sposta o vola via, sei troppo vicino.
• Zoom, non passi. Binocolo e teleobiettivo al posto dei passi in avanti.
• Non attirarlo. Niente richiami registrati, cibo o esche per far avvicinare un uccello.
• Non inseguire gli stormi. Gli stormi in sosta stanno recuperando energie per il viaggio: non farli alzare in volo per una foto.
• Evita i dormitori e le zone di sosta. Le gru, per esempio, formano dormitori comuni in aree il più possibile indisturbate, spesso sui greti dei fiumi. Tieniti lontano.
• Di notte, nessuna luce. Niente flash e niente luci puntate sugli uccelli: l'inquinamento luminoso è già una delle minacce per i migratori.
• Sui social, attenzione al luogo. Non pubblicare in tempo reale il luogo esatto di specie rare, sensibili o di dormitori e nidi. Lascialo alle piattaforme: eBird, ad esempio, nasconde le coordinate precise delle specie sensibili per proteggerle da disturbo, cattura e bracconaggio.
• Un animale in difficoltà non è un avvistamento. Se trovi un uccello ferito o morto non è un «dato» da raccogliere: segui la nostra guida sugli animali selvatici e chiama il centro di recupero.
Migratore o residente? Dove è facile sbagliare
Una delle domande più frequenti è: «è un migratore o sta qui tutto l'anno?». La risposta, per alcune specie, è «dipende»: presente tutto l'anno non vuol dire residente, perché in autunno arrivano individui dal Nord.
Specie, in Italia
Gru cenerina
Migratrice e svernante regolare. Non nidifica più da molto tempo.
Passaggio autunnale da metà ottobre a dicembre, con picco tra fine ottobre e novembre.
Rondine
Migratrice a lungo raggio, diretta verso Sud oltre il Sahara.
Qualche ritardataria si vede ancora in autunno.
Gruccione
Migratore: lascia l'Italia tra fine estate e inizio autunno.
A ottobre è un avvistamento fuori stagione.
Passera d'Italia
Sedentaria, con spostamenti stagionali di poche decine di km.
È il caso classico di residente.
Pettirosso
Presente tutto l'anno, ma in autunno arriva un afflusso importante dal Nord Europa.
Quello in giardino può essere residente o appena arrivato.
Storno
Presente tutto l'anno, con arrivi numerosi dall'Europa settentrionale e orientale in autunno.
Stessa trappola del pettirosso.
Il punto non è saper rispondere sempre. È annotare quello che vedi, quando e dove, e lasciare che i dati di migliaia di osservatori raccontino il resto.
Le domande frequenti
Devo essere un esperto per segnalare?
No. Segnala solo ciò che sai riconoscere e indica i dubbi. Le piattaforme serie prevedono la verifica dei dati.
Devo aspettare la Giornata Mondiale?
No. ISPRA e Ministero invitano a partecipare per tutto l'anno.
Posso postare la foto sui social?
Sì, ma senza indicare in tempo reale il luogo esatto di nidi, dormitori o specie rare, e senza aver disturbato l'animale per ottenerla.
Ho visto un uccello con un anello: cosa faccio?
Leggilo da lontano, annota codice o colori, data e luogo, e scrivi a recoveries@isprambiente.it. Non cercare di avvicinarti o catturarlo.
L'uccello a terra sembra in difficoltà: è un avvistamento?
No, è un caso da affrontare con le indicazioni dei centri di recupero. Leggi la nostra guida sugli animali selvatici in città.
Fonti e riferimenti
ISPRA, «Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori: Ogni avvistamento conta», ottobre 2026 (isprambiente.gov.it)
World Migratory Bird Day, tema e date 2026 (worldmigratorybirday.org)
Ornitho.it, condizioni generali di utilizzo e guida all'iscrizione (ornitho.it)
eBird, Cornell Lab of Ornithology (ebird.org)
ISPRA, Atlante della migrazione degli uccelli in Italia; Euring, Atlante delle migrazioni degli uccelli europei
Massetti L. (2013), Autumn migration of Common Cranes Grus grus through the Italian Peninsula: new vs. historical flyways and their meteorological correlates, CNR
Waldenström J., Hjort C., Andersson A. (2006), Autumn migration of some passerines on the island of Capri, Ornis Svecica 16: 42-54










