Cosa prevede il nuovo DDL 1987

28 settembre 2026
Scritto da Marzia Novelli
Cosa prevede il nuovo DDL 1987


Nessuna razza pericolosa per definizione, ma un percorso di formazione obbligatorio per chiunque scelga di vivere con un cane, a prescindere dalla taglia o dalla razza. È il cuore del Disegno di Legge n. 1987, presentato in Senato dal senatore Antonio De Poli, che introduce anche il divieto esplicito di strumenti coercitivi e metodi avversivi nell'educazione del cane.

di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Belletti-Franzo/Excaliburphoto.eu

Negli ultimi mesi, in Parlamento sono arrivate diverse proposte sul cosiddetto “patentino” per i proprietari di cani, tra cui quelle dei consiglieri Marconi e Spagnolo e un disegno di legge già assegnato in Senato, il numero 1527. Il DDL 1987, depositato a settembre 2026 dal senatore Antonio De Poli, si aggiunge a questo elenco, ma con una differenza sostanziale rispetto a molte proposte precedenti sul tema della “proprietà responsabile”: non individua alcuna razza come intrinsecamente pericolosa, e punta l'attenzione interamente sulla preparazione di chi vive con l'animale, qualunque cane si tratti.
Nella relazione introduttiva del testo si legge che “le evidenze scientifiche più recenti dimostrano l'inefficacia delle normative basate sulla razza del cane (Breed Specific Legislation), evidenziando come il rischio di aggressione sia determinato prevalentemente da fattori legati alla gestione dell'animale, al contesto ambientale e alla qualità della relazione con il proprietario”. È un principio che la comunità scientifica comportamentale sostiene da anni, e che il DDL 1987 traduce per la prima volta in un impianto normativo organico su scala nazionale, definito dallo stesso testo un “approccio preventivo, educativo e multifattoriale”.
Cosa prevede il percorso formativo
Il disegno di legge istituisce un percorso formativo nazionale strutturato su due livelli: un corso base, pensato per la generalità dei proprietari, e un'ipotesi “rafforzata”, riservata alle situazioni valutate a maggior rischio sulla base di criteri scientifici e non discriminatori, quindi non legati alla razza del cane in sé. Il corso, fruibile anche online, dovrebbe essere tenuto da educatori e istruttori cinofili, psicologi, personale delle Asl e veterinari esperti in comportamento animale, e dovrebbe coprire l'etologia del cane, la comunicazione tra essere umano e animale, la gestione quotidiana e i bisogni specifici della specie, la prevenzione dell'aggressività, la sicurezza nelle interazioni, oltre alla normativa vigente e alle responsabilità legali connesse al possesso di un cane.
Un elemento che distingue nettamente questa proposta da altre simili è che la formazione obbligatoria non riguarderebbe solo chi acquisisce un cane dopo l'entrata in vigore della legge, ma tutti, compresi i proprietari che già oggi vivono con un cane, chiamati a completare il percorso entro 48 mesi dall'eventuale entrata in vigore della norma. Il testo prevede inoltre una disposizione specifica per le persone che hanno compiuto 75 anni: in questi casi è previsto un garante, una figura con responsabilità giuridica e gestionale sull'animale, da individuare nei casi in cui il proprietario principale non sia più in grado di occuparsene autonomamente per ragioni di salute.
Se il percorso formativo obbligatorio rappresenta l'ossatura del provvedimento, l'elemento più innovativo del testo, dal punto di vista del benessere animale, è probabilmente un'altra disposizione: il DDL 1987 stabilisce esplicitamente che “è vietato il ricorso a metodi coercitivi e a strumenti avversivi” nella gestione e nell'educazione del cane. Si tratta di una novità significativa per il legislatore italiano, che tuttavia non farebbe che allineare l'Italia a quanto già stabilito a livello europeo dal nuovo regolamento sul benessere degli animali, che vieta strumenti come il collare a strozzo, e che prima o poi avrebbe comunque dovuto trovare un recepimento organico nel nostro ordinamento. Il testo demanda a un successivo decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Interno, la definizione precisa dei criteri per individuare quali metodi e strumenti debbano considerarsi coercitivi o avversivi ai fini dell'applicazione della norma.
Il disegno di legge prevede un sistema sanzionatorio graduale per chi non rispetta l'obbligo formativo: una sanzione amministrativa pecuniaria in prima battuta, e, in caso di inadempienza reiterata nel tempo, misure progressive di limitazione della detenzione dell'animale, la cui gravità specifica il testo non dettaglia ulteriormente, rimandandola a provvedimenti attuativi successivi. È prevista inoltre una destinazione vincolata dei proventi raccolti dalle sanzioni: il finanziamento di interventi per la tutela del benessere animale e per la prevenzione degli episodi di aggressione, un meccanismo che in teoria dovrebbe rendere il sistema sanzionatorio autosufficiente sul piano del finanziamento delle politiche di prevenzione.
Come spesso accade con le leggi quadro nazionali, il DDL 1987 rimanda alle Regioni e ai Comuni gli adempimenti operativi, “con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”, una formulazione che nella pratica amministrativa italiana ha spesso rappresentato il punto debole di riforme altrimenti ben impostate, perché non prevede nuove risorse dedicate ma si appoggia a quelle già esistenti. I dettagli più operativi, dalla durata dei percorsi formativi ai criteri di valutazione del rischio, fino alla già citata definizione degli strumenti coercitivi, sono demandati a decreti ministeriali successivi, il che significa che, anche in caso di approvazione del testo base, l'effettiva applicazione della norma richiederebbe ulteriori passaggi normativi prima di diventare operativa su tutto il territorio nazionale.
Il tema non è affatto marginale su scala nazionale. Secondo l'ultimo rapporto Assalco-Zoomark, in Italia vivono 9,1 milioni di cani nelle famiglie, all'interno di un patrimonio complessivo di oltre 53 milioni di animali domestici. Il 54,5% delle famiglie italiane convive con almeno un animale domestico, con una media di 1,2 cani per nucleo tra chi possiede almeno un cane. Sono numeri che spiegano perché la responsabilizzazione di chi sceglie di vivere con un cane, più che l'ennesima classificazione delle razze in base alla pericolosità presunta, venga considerata dagli osservatori del settore la strada più concreta per ridurre davvero gli episodi di aggressione e migliorare il benessere degli animali coinvolti.
Il DDL 1987 è, a tutti gli effetti, un disegno di legge appena presentato, non un testo già approvato né tantomeno in vigore. Il percorso parlamentare di un provvedimento di questo tipo, in Italia, richiede tipicamente il passaggio in commissione, l'eventuale discussione in aula, e spesso anni prima di un'approvazione definitiva, se e quando arriva. Diverse proposte simili presentate negli scorsi anni, sono rimaste ferme a lungo in Parlamento senza arrivare a una votazione. Resta comunque un segnale importante il fatto che, tra le proposte finora depositate sul tema della proprietà responsabile, questa sia tra le prime a costruire un impianto realmente centrato sulla formazione delle persone invece che sulla classificazione delle razze, un impianto che troverebbe peraltro riscontro in modelli già operativi in altri paesi europei, dalla Germania alla Spagna, dove vivere con un cane di qualunque tipo prevede da tempo un percorso formativo per legge.

Chi desiderasse consultare il testo integrale del disegno di legge può farlo direttamente sul sito del Senato della Repubblica, al seguente indirizzo: https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=DDLPRES&id=1521121&idoggetto=0&part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1

Fonti e riferimenti
Disegno di Legge n. 1987, XIX Legislatura, primo firmatario sen. Antonio De Poli — testo integrale sul sito del Senato della Repubblica: https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=DDLPRES&id=1521121&idoggetto=0&part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1
Letizia D. — “Percorso obbligatorio per vivere con un cane di qualsiasi razza sia e stop a strumenti coercitivi: un nuovo Ddl in Senato”, Kodami/Fanpage.it, 23 settembre 2026
Assalco-Zoomark — Rapporto Assalco-Zoomark 2026 sulla popolazione di animali domestici in Italia

Marzia Novelli
Marzia Novelli

Figura centrale nel mondo del pet care e dell’ambiente, Marzia Novelli è direttrice responsabile e fondatrice della testata giornalistica on line Youpet TV.
Giornalista e autrice di programmi dedicati agli animali, coordina tutte le produzioni video di Youpet e conduce “Bestia...che giovedì!”. Con una community affezionata e migliaia di follower, condivide storie, reel e consigli che amplificano il messaggio di sostenibilità e amore per gli animali e i messaggi degli sponsor. I contenuti di Marzia Novelli e del programma garantiscono una visibilità autentica, continuativa e capillare.

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