Passeggiare con il cane in primavera: percorsi e precauzioni

29 aprile 2026
Scritto da Marzia Novelli
Passeggiare con il cane in primavera: percorsi e precauzioni

La primavera è la stagione più bella per uscire con il cane ma è anche quella in cui si concentrano più rischi. Saperli riconoscere trasforma ogni uscita in un'esperienza sicura.

di Marzia Novelli  |  Redazione YouPet.it | Fotografie: Belletti-Franzo by Excaliburphoto.eu

C'è qualcosa di quasi irresistibile nell'idea di portare il cane in un prato in fiore a fine aprile. Le giornate si allungano, le temperature invitano a stare fuori, il cane sente nell'aria qualcosa di diverso e lo comunica con tutto il corpo: le orecchie dritte, il naso che lavora in modalità straordinaria, l'energia che quasi non si contiene. La primavera è, per molti proprietari e per molti cani, la stagione delle uscite migliori dell'anno.
È però anche la stagione in cui si concentra il maggior numero di rischi ambientali per il cane: parassiti attivi, piante tossiche in fioritura, erbe alte che nascondono insidie, superfici ancora instabili dopo le piogge invernali. Non si tratta di rinunciare alle uscite, sarebbe un errore tanto quanto ignorare i rischi,  ma di uscire con consapevolezza. Conoscere i pericoli specifici di questa stagione permette di gestirli in anticipo, senza trasformare ogni passeggiata in un'ansia permanente.
La primavera è la stagione di risveglio dei principali ectoparassiti che colpiscono il cane. Le zecche diventano attive già a partire da temperature superiori ai quattro gradi centigradi, il che significa che in molte aree italiane il rischio inizia già a febbraio-marzo. Le zecche si posizionano sulla vegetazione bassa, steli d'erba, arbusti fino a circa un metro di altezza e si aggrappano al cane di passaggio. Non saltano e non volano: attendono il contatto diretto.
Il flebotomo, vettore della leishmaniosi, entra in attività più tardi, da aprile in poi, con il picco tra maggio e ottobre ma la sua progressiva diffusione verso nord rende oggi il rischio rilevante anche in regioni dove fino a pochi anni fa era considerato trascurabile. A questi si aggiungono le pulci, che trovano nelle temperature miti di primavera le condizioni ideali per moltiplicarsi sia sull'animale sia nell'ambiente circostante. La passeggiata in un'area frequentata da altri cani come parchi, aree cani, sentieri è sempre un potenziale momento di contatto con larve o adulti depositati sul terreno.
Dopo ogni passeggiata in aree verdi è importante dedicare cinque minuti a ispezionare il pelo del cane è un'abitudine che vale la pena costruire fin dall'inizio della primavera. Le zone preferite dalle zecche sono le aree con pelle più sottile e meno pelo: inguine, ascelle, tra le dita delle zampe, intorno alle orecchie e sul muso. Individuarle subito, prima che si attacchino o nelle prime ore dall'attacco, riduce significativamente il rischio di trasmissione di patogeni.
La primavera porta con sé fioriture abbondanti e con essa la presenza nell'ambiente di numerose specie vegetali tossiche per il cane. Il problema non è solo dei boschi o delle campagne: molte piante pericolose crescono nei giardini pubblici, nei parchi urbani, ai bordi dei marciapiedi o nei vasi dei nostri balconi. Il cane che annusa, rosicchia o ingerisce parti di piante durante la passeggiata è un comportamento comune, difficile da eliminare completamente e che richiede attenzione da parte del proprietario.
Tra le piante più diffuse e pericolose in Italia in questo periodo figurano il ranuncolo comunissimo nei prati primaverili, causa irritazione del cavo orale e disturbi gastrointestinali  la tossicità è dose-dipendente e di solito lieve, ma in grandi quantità può essere più seria. Il narciso e il giacinto, frequentissimi nei giardini e nei parchi come piante ornamentali, hanno bulbi particolarmente tossici che possono causare vomito, diarrea, tremori e tachicardia. L'oleandro, molto diffuso nelle aree mediterranee e nei giardini pubblici delle città del Centro-Sud, è una delle piante più tossiche in assoluto per il cane: anche piccole quantità possono causare aritmie cardiache gravi.

Un dato che fa riflettere
Secondo i dati del Centro Antiveleni di Milano,  uno dei principali centri di riferimento per le intossicazioni negli animali da compagnia in Italia,  le chiamate per sospetta intossicazione da piante nei cani aumentano del 40% nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto alla media annuale. Le piante ornamentali di giardini pubblici e privati rappresentano la causa più frequente, seguite dalle erbe spontanee ingerite durante le passeggiate in aree naturali.

I forasacchi: il rischio invisibile più comune della stagione
Meritano un paragrafo a parte perché sono probabilmente il rischio più sottovalutato della primavera, pur essendo uno dei più frequenti motivi di visita veterinaria d'urgenza tra aprile e luglio. I forasacchi ossia le glumette appuntite di alcune graminacee selvatiche, hanno una struttura anatomica che consente loro di penetrare nella cute e di migrare progressivamente nei tessuti, incapaci di tornare indietro per la conformazione delle loro reste.
Un forasacco inalato attraverso le narici può risalire fino ai polmoni. Ingerito, può perforare la parete intestinale. Penetrato tra le dita delle zampe, può scavare un tragitto sottocutaneo di diversi centimetri prima di essere individuato. I sintomi variano a seconda dell'area colpita: starnuti violenti e incessanti, scuotimento della testa, zoppia improvvisa, gonfiore localizzato, ascesso. Qualsiasi di questi segnali dopo una passeggiata in un'area con erba alta deve portare dal veterinario senza ritardo, perché il forasacco non fuoriesce da solo e l'attesa peggiora sempre la situazione.
Per ridurre il rischio da forasacchi, la prevenzione più efficace è quella meccanica: evitare di far correre il cane in campi con erba alta e secca, tipica delle aree incolte da fine aprile in poi e ispezionare sistematicamente le zampe, le orecchie e il pelo attorno al muso dopo ogni passeggiata in queste aree. Per i cani a pelo lungo, il taglio del pelo attorno alle orecchie e tra le dita nelle settimane primaverili riduce notevolmente la probabilità di attecchimento.
La primavera non è una stagione uniforme: un prato rasato in un parco cittadino pone rischi molto diversi da un sentiero boschivo con vegetazione alta e terreno umido. La scelta consapevole del percorso è già una forma di prevenzione. I parchi urbani ben manutenuti con erba bassa e senza vegetazione spontanea sono generalmente sicuri rispetto a forasacchi e zecche, ma presentano un rischio maggiore di contatto con altri cani e con i parassiti che portano. I sentieri collinari e boschivi offrono stimoli straordinari per il cane ma richiedono un piano antiparassitario attivo e un'ispezione accurata post-uscita.
Vale anche la pena considerare i corsi d'acqua. Le pozze, i ruscelli e le rive di fiumi e laghi sono aree ad alto fascino per il cane e ad alto rischio di leptospirosi, una malattia batterica trasmessa attraverso l'acqua contaminata da urine di animali selvatici, particolarmente attiva in primavera con le piogge che rimescolano il terreno. La vaccinazione contro la leptospirosi fa parte del calendario vaccinale standard per il cane, ma va verificata e mantenuta aggiornata: la copertura dura un anno e va rinnovata con richiamo annuale.

Cosa portare con sé: il kit minimo per uscire sicuri
Una passeggiata ben preparata richiede poco ma non nulla. L'antiparassitario deve essere attivo spot-on o collare applicato nei tempi corretti, non il giorno prima dell'uscita ma secondo il calendario indicato dal veterinario. Un pettine o uno spazzolino a denti fitti permette l'ispezione post-passeggiata anche su pelo lungo. Una pinzetta o un uncino per zecche da tenere a portata di mano ssono strumenti da pochi euro reperibili in qualsiasi farmacia o pet shop che risolvono in trenta secondi un problema che, se gestito male, può trasformarsi in un rischio infettivo. Acqua fresca per il cane, specialmente nelle giornate più calde di fine aprile e maggio quando le temperature possono salire velocemente: il rischio di colpo di calore è ancora sottovalutato in primavera, quando il cane non è abituato al caldo e i proprietari non si aspettano ancora temperature alte.
Infine, il numero del veterinario di fiducia e di un pronto soccorso veterinario nella zona di destinazione, se si va lontano da casa. Non per alimentare l'ansia, ma per avere la risposta pronta nel momento in cui dovesse servire davvero.
 
Fonti e riferimenti
Centro Antiveleni di Milano — Dati sulle intossicazioni da piante negli animali da compagnia, report primavera 2025 — cav.unimi.it
ESCCAP — Guideline 03: Control of Ectoparasites in Dogs and Cats, aggiornamento 2024 — esccap.org
Knyazev S. et al. — Grass awn migration in dogs and cats: a systematic review, Veterinary Record, 2023
Adamus C. et al. — Leptospirosis in dogs: epidemiology, clinical signs and vaccination, Journal of Small Animal Practice, 2024
ENPA / WWF Italia — Guida alle piante tossiche per animali domestici negli ambienti urbani e periurbani, 2025
 

Marzia Novelli
Marzia Novelli

Figura centrale nel mondo del pet care e dell’ambiente, Marzia Novelli è direttrice responsabile e fondatrice della testata giornalistica on line Youpet TV.
Giornalista e autrice di programmi dedicati agli animali, coordina tutte le produzioni video di Youpet e conduce “Bestia...che giovedì!”. Con una community affezionata e migliaia di follower, condivide storie, reel e consigli che amplificano il messaggio di sostenibilità e amore per gli animali e i messaggi degli sponsor. I contenuti di Marzia Novelli e del programma garantiscono una visibilità autentica, continuativa e capillare.

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