Ogni ottobre, in alcune città del mondo, centinaia di cani sfilano vestiti da zucca, da Lorax, da Frida Kahlo. Dietro la risata c'è una storia di quartiere, di permessi comunali e di un cambiamento profondo: il nostro modo di guardare gli animali.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock
Domenica 19 ottobre 2025, a New York, un cane di nome Bastian ha sfilato lungo l'Avenue B vestito da Lorax. Bastian non era un cane qualunque: era il vincitore del “World's Cutest Rescue Dog Contest 2025” della rivista People. Intorno a lui, centinaia di altri cani in costume e una folla che, secondo gli organizzatori, trasforma ogni anno quel pomeriggio nel “Met Gala della comunità canina”.
È il Tompkins Square Halloween Dog Parade, e non è soltanto una scena buffa da condividere sui social. È un pezzo di costume americano, con una storia fatta di quartiere, di burocrazia e di ciò che siamo diventati con i nostri animali. Ripercorriamola, insieme alle altre sfilate che hanno fatto di Halloween la festa degli animali.
Per capire il contesto bisogna partire da una parata che di animali non parla, ma che ha creato il terreno. Il Village Halloween Parade di New York nasce a metà degli anni Settanta (le fonti oscillano tra il 1973 e il 1974) da un'idea di Ralph Lee, artista di maschere e marionette che abitava nel complesso Westbeth Artists Housing. Era un piccolo corteo di marionette pensato per i suoi figli e per i loro amici, dal cortile del condominio fino a Washington Square.
Funzionò. L'anno dopo i partecipanti erano circa 1.500, poi la parata diventò un'organizzazione senza scopo di lucro, cambiò percorso più volte e nel 1985, superata quota 250.000, si trasferì sulla Sesta Avenue. Il messaggio che lasciò alla città era semplice: a Halloween chiunque può travestirsi e sfilare in strada, e la strada è di tutti. Non è una sfilata dedicata agli animali; è il modello culturale su cui le parate per cani si sono innestate.
L'East Village ha una particolarità: nel 1990, durante la ristrutturazione del Tompkins Square Park, è stato aperto qui il primo dog run della città, cioè un'area recintata dove i cani possono correre liberi. I proprietari avevano raccolto fondi e reclutato volontari per ottenerlo. La parata nasce in quel clima, all'inizio degli anni Novanta, e viene organizzata per anni da un piccolo gruppo di volontari legati al dog run. Le fonti non indicano un fondatore né un anno preciso: la 35ª edizione del 2025 colloca la prima intorno al 1991.
Negli anni diventa quello che le cronache americane definiscono la più grande parata di Halloween per cani del Paese: nel 2013 si parlava di centinaia di cani in costume e migliaia di spettatori, nel 2017 di oltre 500 animali in maschera. Il concorso di costumi sul palco, con il titolo di “Best in Show”, è il momento clou.
Da sapere: un successo che mette in crisi
2018: la parata viene annullata, poi salvata. Il Dipartimento dei Parchi chiede un’assicurazione stimata tra i 10.000 e i 15.000 dollari, e l’evento si sposta all’anfiteatro dell’East River Park.
2024: la 34ª edizione si svolge sull’Avenue A bloccata al traffico, a causa dei lavori nel parco. Ci sono più di 600 cani, circa 600 braccialetti e molta confusione. Il concorso sul palco viene cancellato. L’organizzatore, Joseph Borduin, annuncia che sarà l’ultimo anno. Un titolo dell’epoca: la parata “cade vittima della sua popolarità”.
2025: la nonprofit New York Dog Parade, fondata dalla scrittrice e columnist canina Fern Watt, prende in mano l’evento. Iscrizione anticipata obbligatoria, concorso a numero limitato, quattro Grand Marshal a sostegno dell'adozione e una festa di strada sulla Sesta Strada.
La parabola è istruttiva: una festa spontanea, nata da un gruppo di vicini, diventa così grande da avere bisogno di assicurazioni, braccialetti, registrazioni e un'organizzazione professionale. Ed è anche una storia di cambio di paradigma: il richiamo all'adozione (i quattro Grand Marshal del 2025 vengono da realtà come ASPCA, Pup Starz e Social Tees) dimostra che la sfilata non è più solo spettacolo, ma anche un messaggio.
Oltre New York: le altre sfilate da ricordare
• Haute Dog Howl'oween Parade (Long Beach, California): nel quartiere Belmont Shore di Long Beach, in California, la sfilata parte dal Livingston Park e raccoglie oltre 600 cani in costume ogni ottobre. È organizzata dall'attivista Justin Rudd e il ricavato va ai cani in difficoltà. Le foto dell'edizione 2017 mostrano un cane vestito da Frida Kahlo e uno da «Paw-casso»: nei costumi c'è l'arte, il cinema, la politica.
• Il Senato americano: nel 2017 il senatore Thom Tillis, della Carolina del Nord, ha organizzato nell'edificio Hart del Senato americano la prima festa di Halloween per i cani. L'evento è proseguito anche nel 2021, con i cani in costume a passeggio tra i corridoi del potere.
• Barkfest all'Eisenhower Park: a East Meadow, nello stato di New York, i cani sfilano in costume nel parco (edizione del 2019, tra gli altri due golden retriever e un meticcio). Una versione più domestica, da fine settimana in famiglia.
• Le Filippine: nel 2024, in un centro commerciale di Valenzuela, vicino a Manila, circa trenta persone hanno portato cani e gatti a una «Furry Scary Pet Halloween Party». Il primo premio è andato a Harry, un barboncino di sette anni vestito da tarantola: il proprietario aveva realizzato il costume in tre settimane con materiali riciclati.
Il filo comune è chiaro: Halloween, nato come festa di fantasmi e zucche, è diventato per molte comunità una grande occasione pubblica in cui gli animali sono protagonisti, in strada, in un centro commerciale o in Senato.
Perché vestiamo i nostri animali: una storia più lunga di quanto pensi
Vestire un cane non è un'invenzione dei social. Già in Egitto, in una tomba datata al 1440 a.C., è stato trovato un collare in pelle decorato con scene di caccia, con inciso il nome del cane preferito del nobile. Nel Rinascimento i collari erano segno di proprietà, a volte con lucchetti che solo il padrone poteva aprire. E nelle fotografie del 1900 compaiono già cani vestiti con abiti umani.
Oggi il fenomeno è innestato in un fiorente mercato, tanto che anche i grandi brand di moda se ne sono accorti e si sono adeguati. La National Retail Federation, l'associazione dei commercianti americani, prevedeva per Halloween 2024 una spesa di circa 700 milioni di dollari in costumi per animali. I più scelti: la zucca (10% di chi compra), l’hot dog (6%), il pipistrello (4%), poi fantasma e ape (3% ciascuno). Un sondaggio di LendingTree su 2.000 consumatori statunitensi indicava che il 13% intendeva comprare un costume per il proprio animale.
Per capire il perché, serve un passaggio sociologico. Il costume per un cane racconta tre cose insieme: il cambiamento del ruolo degli animali, che sono entrati in famiglia a tutti gli effetti; il desiderio di condividere (la sfilata è, prima di tutto, una scusa per incontrarsi); e l'effetto vetrina dei social, in cui un cane vestito da Lorax o da ragno è un contenuto pronto da pubblicare.
Il rovescio della medaglia: chi dice «Ma lui che ne pensa?»
Ogni festa ha il suo lato scomodo. Il cane non sa che è Halloween. E sul tema costumi per gli educatori cinofili la risposta è dipende: da ogni singolo cane e dal rapporto con la sua persona. La fiducia viene prima di tutto: alcuni cani si divertono, e una posa breve per una foto è accettabile. Meglio evitare maschere, cappelli e costumi che coprono testa, orecchie o coda, perché limitano la comunicazione attraverso il linguaggio del corpo. E non è consigliabile tenere il costume a lungo, specie all'aperto.
Bisogna tenere conto anche che molti cani non tollerano nulla sul corpo e che il disagio si trasforma in fretta in stress.
Costume sì, ma con buonsenso
• Prova il costume qualche giorno prima, a casa, per pochi minuti e con premi.
• Evita ciò che copre testa, orecchie, coda o occhi.
• Osserva i segnali: se si blocca, si lecca le labbra, si gratta o cerca di togliersi il costume, toglilo.
• Per una sfilata, preferisci un semplice accessorio (bandana, pettorina a tema) a un travestimento completo.
• Se il tuo animale è timido, rinuncia: la festa si può vivere anche da spettatori.
E in Italia?
In Italia le grandi sfilate di cani in costume non hanno un equivalente di Tompkins Square: ci sono eventi locali, spesso legati a negozi e associazioni, e dog show a tema. Halloween nel suo complesso è una festa ormai radicata: secondo una stima di Confesercenti su un sondaggio Ipsos, nel 2024 ha mosso circa 300 milioni di euro e il 64% delle famiglie ha dichiarato di festeggiarla, in crescita rispetto al 60% dell'anno precedente. Il 59% lo fa in casa, propria o di amici. Quei dati non riguardano gli animali, e non esistono numeri italiani affidabili sui costumi per cani e gatti.
C'è poi il lato opposto della festa: ogni anno, intorno al 31 ottobre, tornano gli allarmi sui gatti neri. Le associazioni di tutela degli animali hanno organizzato negli anni passati delle ronde notturne, segnalando alle forze dell'ordine eventuali situazioni sospette. Nel dubbio, un consiglio concreto: a Halloween i gatti, soprattutto neri, è meglio tenerli in casa.
Una festa che dice chi siamo
Le sfilate di Halloween con gli animali raccontano una trasformazione che non riguarda solo il costume. Nel 1990 un gruppo di proprietari si è battuto per ottenere un recinto per i cani. Trentacinque anni dopo, quegli stessi cani sfilano per strada con un messaggio a favore dell'adozione. Dietro una zucca di stoffa e un paio di orecchie finte c'è il modo in cui, come società, abbiamo cambiato posto agli animali: dalla porta di casa, al centro della festa.
E tu? Il tuo cane o il tuo gatto ha mai indossato un costume? Raccontacelo nei commenti, con una foto, e ricorda: se lui è d'accordo, è una festa; se no, il miglior costume è il suo pelo.










