Un piccolo Comune dell'hinterland milanese, e uno sfondo che raramente entra nel dibattito: chi possiede un cane o un gatto in Italia paga già interamente le sue spese, a un'aliquota IVA da bene di lusso, per un animale che la ricerca scientifica associa a un beneficio sociale documentato contro la solitudine. La proposta di una donazione aggiuntiva di 20 euro ha acceso una polemica che dice più sul paese di quanto dica sui cani.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Belletti-Franzo by Excaliburphoto.eu
Il Rapporto Assalco-Zoomark 2026, l'indagine annuale sull'universo pet realizzata da SWG per l'associazione di categoria, fotografa un paese in cui gli animali da compagnia sono ormai presenza stabile in oltre il 54% delle famiglie italiane. Cani e gatti censiti sono rispettivamente 9,1 e 11 milioni. Nello stesso periodo, secondo i dati Istat più recenti, i bambini tra 0 e 10 anni in Italia sono circa 4,7 milioni, meno della metà dei soli cani e gatti sommati insieme. Il 2025 si è chiuso con 369.000 nuovi nati, il dato più basso mai registrato, e i primi mesi del 2026 confermano il calo. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha definito la traiettoria demografica una crisi capace di costare al Paese fino al 18% del PIL entro il 2042.
La proposta che ha acceso il dibattito
Su questo sfondo si inserisce il caso di San Giorgio su Legnano, Comune di 6.800 abitanti in provincia di Milano, dove risultano registrati circa 850 cani, senza contare i gatti, a fronte di soli 280 bambini iscritti alla scuola primaria. Il sindaco Claudio Ruggeri, in un editoriale pubblicato sul bollettino comunale di maggio, ha lanciato quella che lui stesso ha definito una provocazione: una donazione volontaria di almeno 20 euro l'anno per ogni animale domestico posseduto, da destinare al sostegno delle famiglie con figli, in particolare per abbassare il costo del buono mensa scolastico, salito da 6 a 7 euro per coprire i costi del servizio. Nel suo editoriale, il sindaco ha scritto che il proprio cane o gatto “non vi pagherà la pensione”, a differenza dei figli di altre famiglie che, un giorno, contribuiranno al sistema pensionistico di tutti.
Ruggeri ha precisato più volte che non si tratta di una tassa vera e propria, che un Comune non avrebbe comunque titolo a imporre, ma di un appello al senso di comunità dei cittadini. Se tutti i proprietari di cani rispondessero, ha calcolato lui stesso, si arriverebbe a circa 17.000 euro, una cifra sufficiente a coprire buona parte del problema del costo della mensa.
Chi ha un animale paga già, e paga come se possedesse un bene di lusso
Prima di discutere se sia giusto chiedere altri 20 euro ai proprietari di animali, vale la pena guardare quanto già pagano. In Italia il cibo per cani e gatti, i prodotti per l'igiene e le prestazioni veterinarie sono soggetti all'aliquota IVA ordinaria del 22%, la stessa che si applica a champagne, gioielli e beni di lusso. In Germania, sugli stessi prodotti, l'IVA è al 7%. La Spagna l'ha portata dal 21% al 10% già nel 2018. In Italia, nonostante anni di richieste da parte di associazioni di categoria come Assalco, ANMVI e FNOVI, di associazioni animaliste e di più proposte di legge parlamentari, l'aliquota è rimasta invariata: l'ultimo tentativo, con emendamenti alla Legge di Bilancio 2026 che puntavano a portarla al 10% o addirittura al 4% per le diete veterinarie terapeutiche, resta ancora sub iudice al momento in cui scriviamo. Nel frattempo, la detrazione fiscale massima ottenibile sulle spese veterinarie si ferma a circa 80 euro l'anno, indipendentemente da quanti animali vivano in famiglia.
È il punto che è stato rilanciato con forza dopo la proposta di San Giorgio su Legnano: chi ha un cane o un gatto non riceve alcun sostegno pubblico equivalente a quello riconosciuto a chi cresce un figlio, tra assegni, detrazioni e agevolazioni dedicate. Al contrario, paga per intero, di tasca propria, cibo e cure a un'aliquota pensata per i beni non essenziali. Chiedere un contributo aggiuntivo a chi si trova già in questa posizione, per finanziare chi un sostegno pubblico invece lo riceve, è il cuore della critica mossa alla proposta del sindaco lombardo.
Il valore sociale che raramente entra nel conto
C'è poi un aspetto che il dibattito sui 20 euro ha lasciato ai margini: il ruolo che gli animali da compagnia svolgono, in modo documentato, contro la solitudine, in particolare tra gli anziani che vivono soli. Uno studio pubblicato nel 2023 su JAMA Neurology, condotto su un ampio campione di adulti sopra i 50 anni, ha rilevato che possedere un animale domestico compensa quasi completamente l'associazione, ben nota alla letteratura scientifica, tra il vivere da soli e un declino più rapido della memoria verbale, mentre lo stesso effetto protettivo non si osserva in chi vive già con altre persone: il che suggerisce che l'animale funziona proprio come sostituto delle relazioni sociali mancanti, non come loro concorrente. Secondo dati di settore, gli over 65 italiani spendono circa 1,4 miliardi di euro l'anno per i propri animali, un costo interamente privato per un beneficio che ha, invece, una ricaduta sociale e sanitaria pubblica, nella riduzione della depressione, dell'isolamento e, secondo alcuni studi, persino del rischio cardiovascolare legato allo stress cronico.
Anche su questo punto il confronto con le politiche familiari resta scomodo: mentre la genitorialità gode di un impianto, per quanto giudicato insufficiente dagli stessi esperti di demografia, di assegni e agevolazioni pensati apposta per sostenerla, il ruolo sociale documentato degli animali da compagnia non riceve alcun riconoscimento fiscale equivalente, pur generando un beneficio che in parte alleggerisce, non aggrava, la spesa sanitaria e sociale pubblica.
Perché la proposta ha indignato tanti
Su questo sfondo si spiega la durezza delle reazioni, che hanno bollato l'iniziativa come priva di fondamento giuridico, sostenendo che rischia di alimentare un confronto improponibile tra chi ha animali e chi ha figli, e ha aggiunto un punto ulteriore: proposte di questo tipo, alla vigilia della stagione estiva, rischiano di scoraggiare ancora di più chi già fatica economicamente dal continuare a occuparsi del proprio animale, in un paese dove gli abbandoni restano un problema serio. LNDC Animal Protection ha definito “profondamente sbagliato” il messaggio veicolato, a prescindere dall'intenzione provocatoria dichiarata dal sindaco, ricordando che chi non ha figli per scelta, per ragioni economiche, di salute o personali si ritrova comunque a sostenere per intero le spese di cura del proprio animale, senza alcun aiuto pubblico.
Il problema reale che la provocazione mette sul tavolo
Sarebbe un errore, allo stesso tempo, liquidare l'intera vicenda come una semplice gaffe comunicativa. Il tema di fondo, la difficoltà crescente delle famiglie italiane a sostenere i costi di crescita di un figlio, tra rette, mense e soglie ISEE che il sindaco stesso descrive come ormai troppo basse per intercettare chi ne avrebbe davvero bisogno, resta una questione concreta con cui molte amministrazioni locali si confrontano ogni anno con bilanci sempre più tesi. Il nodo che la vicenda di San Giorgio su Legnano ha reso visibile non è se la crisi demografica sia reale, lo è, quanto se abbia senso individuare nella diffusione degli animali da compagnia una causa, anche solo simbolica, di un fenomeno che la ricerca demografica collega piuttosto a fattori economici, abitativi e di instabilità lavorativa di lungo periodo, e se sia equo chiedere un contributo ulteriore proprio a chi, fiscalmente, è già trattato come se possedesse un lusso.
Al momento la proposta resta un appello volontario contenuto in un editoriale comunale, non un provvedimento con forza di legge, e lo stesso sindaco ha dichiarato di essere consapevole che potrebbe costargli il consenso alle prossime elezioni. Ma il caso ha già superato i confini di San Giorgio su Legnano, diventando lo specchio di una domanda più ampia che l'Italia si sta ponendo: cosa significa, oggi, essere una famiglia, chi ha diritto a essere sostenuto come tale, e chi invece continua a pagare, letteralmente, il prezzo pieno.
Fonti e riferimenti
Assalco-Zoomark — Rapporto Assalco-Zoomark 2026, indagine SWG sulla popolazione pet in Italia
Editoriale del sindaco Claudio Ruggeri, Bollettino comunale di San Giorgio su Legnano, maggio 2026
Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) — comunicato stampa, giugno 2026
LNDC Animal Protection — comunicato ufficiale, giugno 2026
LAV — Gli animali non sono beni di lusso: le richieste per una riforma fiscale amica degli animali
Li Y. et al. — Pet ownership and cognitive decline in older adults living alone, JAMA Neurology, 2023










