Cat walking, sì o no?

11 giugno 2026
Scritto da YouPet TV
Cat walking, sì o no?

L’origine della domanda sta nella constatazione che negli ultimi anni TikTok e Instagram sono sempre più occupati dai video di gatti in viaggio: sulle spalle dei loro umani, in canoa, in montagna, al mare e persino in gita in affollate metropoli come New York o Londra.

A cura della redazione Youpet.it - Foto Shutterstock

Secondo gli amanti di queste attività, in gran parte giovani, il tempo che i mici passano all’aperto è utile per ampliare la loro percezione del mondo senza che corrano il rischio di finire male, come spesso accade ai cosiddetti “randagi”. La professoressa Emily Blackwell, invece, pur non condannando la pratica, di certo non la raccomanda. Ha inoltre spiegato che l’utilità di questa attività dipende in egual misura dal gatto e dal proprietario. L’associazione Cats Protection, d'altra parte, ha esortato i proprietari a scegliere un gatto che possa trovarsi a suo agio nell’ambiente e con lo stile di vita che gli vogliamo offrire, piuttosto che cercare di forzarlo ad adattarsi.
L’amministratore della pagina Facebook UK Cat Walkers e (ovviamente) i suoi follower hanno un approccio entusiastico all’argomento. La pagina, aperta da Chantal Bachelier-Moore nell’agosto del 2021, oggi conta 4.660 membri ed è luogo di scambi e condivisione di foto di gatti che praticano ogni tipo di sport, di consigli ed esperienze e non mancano nemmeno recensioni di luoghi cat friendly e di accessori utili per le passeggiate: passeggini, trasportini o pettorine. Che il cat walking sia un mercato in espansione lo certifica il fatto che su Amazon esista un negozio (cat-walker) specializzato proprio nella vendita di pettorine con un gran numero di modelli molto fashion e decisamente social oriented. I praticanti del cat walking sono molti e sono entusiasti di raccontarsi: Lucy Francom, per esempio, aveva solo 22 anni quando ha adottato il suo primo micio; ora, dopo quattro anni, Bongo e Fifi (l’altra micia adottata) la seguono ovunque. Sia che si tratti di salire su una stand up paddle (una sorta di tavola da surf), un Kayak, una canoa o di percorrere un sentiero di montagna. Per loro l’importante è stare con Lucy. Cresciuta a Llandudno, una cittadina del Galles affacciata sul mare d’Irlanda, Lucy non crede che i gatti debbano essere lasciati uscire da soli, indipendentemente da dove vivano, ma non vuole nemmeno che rimangano in casa tutto il giorno. Candice Stapleton, addestratrice, sottolinea invece che l’addestramento dei gatti è abbastanza simile a quello dei cani ma ritiene che non tutti i gatti siano adatti a indossare la pettorina, specie se hanno problemi alle anche dovuti all’età. «Per il mio micio», dice Candice, «trotterellare in campagna è un vero toccasana per l’umore. E la sua coda mi mostra che si sta divertendo». La professoressa Blackwell, della facoltà di Veterinaria dell’Università di Bristol, è cauta nel raccomandare questo metodo per fornire a un gatto stimoli extra: «La maggior parte dei gatti troverebbe molto stressante allontanarsi dal proprio territorio per poi essere trattenuti. Inoltre, se si vuole praticare questo genere di turismo occorre addestrare il gatto fin da cucciolo al trasportino, alle passeggiate in spalla o al guinzaglio e a tenere conto dei segnali che ci manda: se esita e si guarda intorno di continuo ed è iper vigile; se rimane indietro, deve essere tirato, tiene le orecchie basse e tende a rannicchiarsi è meglio riportarlo a casa e buttare la pettorina».
Ecco allora una prima risposta alla nostra domanda iniziale: gita fuori porta insieme al gatto, sì o no? Sì, ma solo se siamo certi che si sta divertendo. No, se vediamo che è uno sforzo o, peggio, una sofferenza. Comunque l’ultima parola l’avrà sempre lui: avete mai visto un gatto fare qualcosa se non ne ha voglia?

YouPet TV

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