Portare il gatto al guinzaglio: nuova moda o vera opportunità?

31 luglio 2026
Scritto da Riccardo Mazzoni
Portare il gatto al guinzaglio: nuova moda o vera opportunità?

Le foto di gatti a spasso in pettorina riempiono i social da qualche stagione, e la domanda che arriva più spesso in redazione è sempre la stessa: si può fare, o è solo una moda che il gatto subisce in silenzio? La risposta, come spesso succede con i gatti, dipende meno dalla moda e più dal singolo animale che si ha davanti.

di Riccardo Mazzoni | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock

Il gatto non è un cane piccolo, e la differenza si vede tutta nel modo in cui reagisce a un guinzaglio. Un cane è stato selezionato per generazioni anche per camminare al fianco di una persona, seguendo un percorso deciso da altri. Il gatto, di fronte a una minaccia percepita, reale o presunta, affronta il mondo con una strategia diversa: fuggire o nascondersi. Il guinzaglio, per definizione, toglie proprio quella opzione, ed è questo il punto da cui partire prima di parlare di moda o di opportunità.

Cosa dicono le linee guida internazionali
Non è un tema lasciato al solo buon senso dei singoli proprietari. Le linee guida sui bisogni ambientali del gatto pubblicate nel 2013 dall'American Association of Feline Practitioners e dall'International Society of Feline Medicine, tra i riferimenti più autorevoli in medicina felina, includono il passeggio al guinzaglio tra le opzioni sicure per garantire l'accesso all'esterno a un gatto domestico, a due condizioni precise: che il gatto sia stato addestrato con metodi positivi all'uso della pettorina e del guinzaglio, e che la camminata sia “libera”, cioè lasci al gatto la scelta di dove andare, senza imporre un percorso o un ritmo come si farebbe con un cane. Non è quindi, di per sé, una pratica sconsigliata dalla comunità scientifica: è una pratica che funziona solo se rispetta la natura del gatto, non quella del proprietario che vorrebbe una passeggiata come con il cane di casa.

I rischi reali, non teorici
Organizzazioni internazionali per il benessere animale come Four Paws sottolineano un punto che vale la pena prendere sul serio: un gatto al guinzaglio che si spaventa, per un cane che si avvicina, un rumore improvviso o il traffico, non può mettere in atto la fuga che il suo istinto gli chiede, e questo può tradursi in un tentativo di divincolarsi con il rischio concreto di farsi male. Per questo il collare va sempre escluso a favore di una pettorina, che distribuisce la trazione senza rischio di soffocamento e riduce, ma non azzera, la possibilità che il gatto sfili la testa e scappi in un ambiente sconosciuto.
Esistono poi controindicazioni cliniche da considerare prima di iniziare: gatti con asma felina o altre patologie respiratorie possono avere difficoltà a tollerare la pettorina sul torace, i gatti cardiopatici vanno valutati dal veterinario prima di qualunque attività che aumenti lo stress fisico, e i gatti immunodepressi dovrebbero limitare l'esposizione a un ambiente esterno che comporta anche un rischio infettivo e parassitario diverso da quello di casa, motivo per cui la copertura vaccinale va sempre verificata prima di uscire.
Un gatto che respira in modo affannoso, sbava, si blocca o cerca ripetutamente di divincolarsi durante una passeggiata al guinzaglio non sta abituandosi. Sta chiedendo, nel solo modo che ha, di tornare dentro.

Quando può essere una vera opportunità
Detto questo, per un gatto che vive esclusivamente in appartamento e mostra segnali di stress da confinamento, come comportamenti compulsivi, marcatura eccessiva o irrequietezza cronica, un'uscita controllata al guinzaglio può offrire uno stimolo ambientale che nessun gioco in casa replica davvero: odori nuovi, superfici diverse, l'aria aperta. È un'opportunità reale di arricchimento, non un capriccio estetico, quando il gatto la accetta.
L'addestramento corretto parte sempre da casa, non dal parco: la pettorina va introdotta gradualmente, con sessioni brevi e ricompense, prima ancora di collegare il guinzaglio, e il guinzaglio stesso va prima trascinato senza tensione perché il gatto si abitui al peso e al movimento prima che qualcuno lo tenga in mano. Le prime uscite vanno tenute brevi, in un luogo tranquillo e poco frequentato, ed è bene sapere che anche un gatto ormai abituato raramente gradisce passeggiate oltre i trenta o quarantacinque minuti.

La domanda giusta non è se è una moda
Il guinzaglio per gatti non è né una moda da seguire acriticamente né un'idea da scartare a priori: è uno strumento che, per le linee guida internazionali di medicina felina, può avere un ruolo legittimo nel benessere di un gatto indoor, a patto di essere costruito sul gatto che si ha, non sull'immagine che si vuole ottenere. Un gatto che non lo accetta dopo tentativi pazienti e ripetuti non sta fallendo un addestramento: sta comunicando una preferenza che merita lo stesso rispetto di qualunque altra.


Fonti e riferimenti
Ellis S.L.H., Rodan I., Carney H.C. et al. — AAFP and ISFM Feline Environmental Needs Guidelines, Journal of Feline Medicine and Surgery, 2013
Four Paws International — Cats on a Lead, guida al benessere animale

Riccardo Mazzoni
Riccardo Mazzoni

Sornione come un gatto rosso, Riccardo Mazzoni -fotografo, giornalista e autore televisivo di programmi per ragazzi di Raiuno- con Marzia Novelli è curatore di YoupetTv e dei format proposti negli anni. È, inoltre, coordinatore di Gatto Magazine per Sprea editore, vicedirettore di WOW museo del fumetto di Milano nonché curatore delle collane ilCerchioGiallo e RaccontaMI della casa editrice Excalibur.

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