L'anticiclone Caronte ha portato in Europa e in Italia temperature da record: ecco cosa succede al corpo di un cane o di un gatto sopra i 35°C, quali sono i segnali del colpo di calore e cosa fare, subito, per evitare il peggio.
Di Marzia Novelli - Foto: Shutterstock
Le temperature di questi giorni non sono una semplice ondata di calore stagionale. L'anticiclone africano Caronte ha spinto i termometri sopra i 40 °C in diverse città del Centro-Nord, con notti che non scendono più sotto i 20-25°C anche nelle aree urbane. Per noi significa ventilatori puntati sul letto e bottiglie d'acqua sempre a portata di mano. Per un cane o un gatto, che non sudano come noi e dissipano il calore in modo molto meno efficiente, significa qualcosa di più serio: il rischio reale di un colpo di calore, un'emergenza medica che può diventare letale nel giro di pochi minuti se non viene riconosciuta in tempo.
Non è allarmismo: è fisiologia. Ed è esattamente per questo che vale la pena capire bene cosa succede, chi rischia di più e cosa fare, perché la differenza tra un'estate gestita bene e una tragedia evitabile sta spesso in pochi dettagli pratici.
Perché cani e gatti soffrono il caldo più di noi
Il corpo umano si raffredda soprattutto attraverso il sudore, distribuito su tutta la superficie cutanea. Cani e gatti non hanno questo meccanismo: il sudore è limitato ai polpastrelli, una superficie minima rispetto al corpo. Il principale sistema di termoregolazione del cane è la respirazione affannosa, l'ansimare, che fa evaporare l'umidità dalle vie respiratorie e dalla lingua. Il gatto, oltre a questo, si raffredda anche leccandosi il pelo, sfruttando l'evaporazione della saliva sulla cute.
Il problema è che questi meccanismi funzionano bene fino a un certo punto, ma diventano rapidamente insufficienti quando la temperatura ambientale sale molto e, soprattutto, quando l'umidità è alta: più l'aria è già satura di vapore, meno efficace è l'evaporazione, e quindi meno il corpo riesce a smaltire calore. È lo stesso motivo per cui, nelle giornate di caldo umido come quelle di queste settimane, il disagio reale è molto più alto di quanto suggerisca il solo numero sul termometro.
I segnali del colpo di calore da non ignorare
Il colpo di calore (ipertermia) si sviluppa quando la temperatura corporea sale oltre i livelli che il corpo riesce a gestire, in genere sopra i 39,5-40°C nel cane e nel gatto, contro una temperatura normale di circa 38-39 °C. Riconoscere i primi segnali è la differenza tra intervenire in tempo o arrivare troppo tardi.
• Respirazione affannosa e rumorosa, molto più intensa del normale ansimare
• Gengive e lingua che diventano rosso acceso o, nei casi più gravi, blu-violacee
• Saliva eccessiva e densa, vomito o diarrea improvvisi
• Debolezza, incoordinazione nei movimenti, difficoltà a stare in piedi
• Letargia marcata, disorientamento o, all'estremo opposto, agitazione incontrollata
• Nei casi più severi: collasso, convulsioni, perdita di coscienza
Se compaiono questi segnali, ogni minuto conta. Il colpo di calore non si risolve aspettando che “passi da solo”: è una condizione che può portare a danni d'organo (rene, fegato, cervello) e, se non trattata rapidamente, alla morte. La prima cosa da fare è allontanare l'animale dal calore, raffreddarlo gradualmente con acqua a temperatura ambiente (non gelata, perché uno shock termico troppo brusco può essere controproducente) e contattare immediatamente un veterinario, anche solo per un consulto telefonico mentre si è già in viaggio verso la clinica.
Chi rischia di più: le categorie più vulnerabili
Non tutti i cani e i gatti affrontano il caldo allo stesso modo. Alcune caratteristiche aumentano significativamente il rischio, e conoscerle aiuta a calibrare le precauzioni in modo proporzionato, senza ansie inutili ma senza sottovalutare chi ha davvero bisogno di attenzioni in più.
Le razze brachicefale
Bulldog francese e inglese, Carlino, Boxer, ma anche gatti Persiani ed Exotic Shorthair hanno vie respiratorie più corte e ristrette. Respirano peggio in condizioni normali, figuriamoci quando devono ansimare intensamente per disperdere calore: per loro anche una giornata “normale” di piena estate può rappresentare uno stress significativo.
Cuccioli, soggetti anziani e con patologie croniche
I cuccioli hanno un sistema di termoregolazione ancora immaturo. I soggetti anziani, così come quelli con patologie cardiache, respiratorie, renali o sovrappeso, hanno una capacità di compensazione molto più limitata: il loro organismo fatica già in condizioni normali e il caldo estremo riduce ulteriormente il margine di sicurezza.
Pelo scuro e folto, taglie grandi
Il pelo nero e i mantelli molto folti assorbono più calore dai raggi solari. Le razze di taglia grande e gigante, inoltre, faticano maggiormente a dissipare calore in proporzione alla loro massa corporea.
Gli errori più comuni (e più pericolosi) dei proprietari
Buona parte dei casi di colpo di calore che si registrano ogni estate nasce da abitudini quotidiane che sembrano innocue e che invece vanno corrette con urgenza.
• Lasciare il cane in auto, anche per pochi minuti e anche con i finestrini abbassati: l'interno di un'automobile sotto il sole può superare i 50°C in pochissimo tempo, anche con temperature esterne moderate
• Passeggiate nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 18, soprattutto su asfalto, che può raggiungere temperature superficiali capaci di ustionare i polpastrelli. Non bisogna dimenticare che il loro corpo è molto più vicino all’asfalto e quindi al calore che emana
• Esercizio fisico intenso (corsa, gioco con la pallina, jogging) durante i picchi di calore
• Mancanza di accesso costante ad acqua fresca e ombra vera, non solo un angolo di terrazzo parzialmente coperto
• Sottovalutare il rischio per gatti che vivono su balconi o terrazzi esposti, convinti che “un gatto sa badare a se stesso”
• Tosare completamente il pelo pensando di rinfrescare l'animale: il mantello, se sano e ben spazzolato, ha anche una funzione di isolamento e protezione dai raggi UV; una tosatura scorretta può esporre la pelle a scottature
Come proteggere cani e gatti durante l'ondata di calore
La prevenzione, in questi giorni di caldo estremo, è più efficace di qualsiasi intervento d'emergenza. Alcune accortezze semplici riducono drasticamente il rischio.
• Spostare le uscite alle prime ore del mattino (prima delle 9) e alla sera tardi, dopo il tramonto, quando asfalto e temperatura ambientale si sono raffreddati
• Garantire sempre acqua fresca abbondante, cambiata più volte al giorno, e più ciotole distribuite in casa
• Creare zone d'ombra reale in casa e, se possibile, un ambiente climatizzato o ventilato dove l'animale possa rifugiarsi liberamente
• Usare il test del dorso della mano sull'asfalto prima di ogni uscita: se non si riesce a tenerla appoggiata per 5 secondi, è troppo caldo anche per le zampe del cane
• Mai lasciare l'animale in auto, in balcone senza ombra o in ambienti chiusi senza ventilazione, nemmeno per pochi minuti
• Offrire fonti di refrigerio attivo: tappetini rinfrescanti, asciugamani bagnati, piccole vaschette per i cani che amano l'acqua
• Per i gatti, assicurarsi che abbiano sempre accesso a stanze fresche della casa e non restino chiusi su balconi assolati
• Monitorare con attenzione i soggetti a rischio (brachicefali, anziani, cuccioli, cardiopatici) anche durante il riposo, non solo durante l'attività fisica
Cosa fare se sospetti un colpo di calore
Se un cane o un gatto mostra i segnali descritti sopra, la sequenza corretta è questa: portarlo immediatamente in un luogo fresco e ombreggiato, bagnarlo con acqua a temperatura ambiente (zampe, addome, inguine, collo, evitando l'acqua gelata), favorire la ventilazione con un ventilatore o aria corrente, offrire piccole quantità d'acqua se l'animale è vigile e in grado di bere autonomamente, e contattare subito un veterinario o la struttura di emergenza più vicina, descrivendo i sintomi osservati. Anche se l'animale sembra riprendersi dopo il primo raffreddamento, una visita veterinaria resta indispensabile: il colpo di calore può causare danni interni che si manifestano solo nelle ore successive.
Il caldo estremo di queste settimane non è un dettaglio meteo da ignorare: è un fattore di rischio concreto per la salute di cani e gatti, soprattutto per i soggetti più fragili. Le buone notizie sono due: il colpo di calore è in larga parte prevenibile, e i segnali d'allarme, se conosciuti, si riconoscono in tempo. Bastano attenzione, qualche abitudine corretta e la prontezza di agire subito in caso di sospetto.










