Parassiti dopo l'estate

10 settembre 2026
Scritto da Marzia Novelli
Parassiti dopo l'estate

Pulci e zecche si vedono, o almeno si sentono al tatto passando le mani nel pelo. Ma le punture più pericolose ricevute questa estate, quelle di zanzare e pappataci, non lasciano alcun segno visibile, e la malattia che possono aver trasmesso si manifesta solo settimane o mesi dopo. Settembre è il momento giusto per un check up.

di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock

Filariosi cardiopolmonare: perché settembre è un momento critico
La filariosi cardiopolmonare, causata dal parassita Dirofilaria immitis, si trasmette attraverso la puntura di zanzara e in Italia è considerata dall'ESCCAP, il consiglio scientifico europeo sui parassiti degli animali da compagnia, una malattia endemica su tutto il territorio nazionale, con la Pianura Padana come area storicamente più colpita. Il parassita adulto, un verme filiforme che può raggiungere i 25 centimetri, si stabilisce nelle arterie polmonari e nel cuore, e i sintomi iniziali, intolleranza allo sforzo, tosse, restano spesso silenti fino a uno stadio già avanzato. Il periodo di trasmissione può durare tutto l'anno nelle aree urbane più calde, ma tarda primavera, estate e soprattutto l'inizio dell'autunno restano le fasi di rischio più alto, proprio il momento in cui ci troviamo adesso. La diffusione della zanzara tigre, capace di adattarsi molto bene agli ambienti urbani, di pungere durante il giorno e di alimentarsi su più soggetti in sequenza, ha esteso il rischio anche ai cani di città che un tempo erano considerati relativamente al riparo. Le linee guida internazionali raccomandano una profilassi continuativa per tutti i dodici mesi dell'anno, ma anche chi la segue con regolarità dovrebbe sottoporre il proprio cane a un test ematico annuale, un semplice prelievo con risposta in pochi minuti, soprattutto se in estate si sono verificate interruzioni o dimenticanze nella somministrazione del prodotto preventivo.

Leishmaniosi: non è più solo un rischio “del sud”
La leishmaniosi, causata dal protozoo Leishmania infantum, si trasmette attraverso la puntura dei pappataci, insetti simili a piccole zanzare, silenziosi e attivi soprattutto al crepuscolo e di notte. Fino a pochi anni fa veniva considerata una malattia quasi esclusiva del centro-sud Italia e delle regioni costiere, le mete tipiche delle vacanze estive. Negli ultimi anni, però, si è registrato un aumento dei casi anche in cani stanziali del nord Italia che non hanno mai viaggiato, con un incremento documentato in particolare in Lombardia, soprattutto nelle aree vicine a laghi e corsi d'acqua dove i pappataci trovano l'ambiente ideale per riprodursi. Questo significa che il controllo post-estivo non riguarda più solo chi è stato in vacanza in una zona endemica, ma sempre più spesso anche chi non si è mai allontanato da casa. Per i cani sieronegativi esiste un vaccino, che può essere somministrato dai sei mesi di età dopo aver verificato con un test ematico che l'animale non sia già stato esposto al parassita: un controllo di routine a fine estate è quindi anche l'occasione giusta per valutare, insieme al veterinario, se vaccinare il proprio cane in vista delle prossime stagioni a rischio.

Perché un unico test spesso basta
Nella pratica clinica, filariosi cardiopolmonare e malattie trasmesse da zecche vengono spesso controllate insieme, perché un cane debilitato da un'infezione risulta più vulnerabile anche alle altre, e perché è buona norma escludere sempre la compresenza di più patologie parassitarie prima di impostare una terapia. Il test rapido su sangue di tipo SNAP, disponibile in molti ambulatori con risultato in meno di dieci minuti, permette di verificare in un'unica seduta sia la filariosi sia alcune delle principali malattie trasmesse da zecche, rendendo il controllo di fine estate un accertamento rapido e non invasivo, non un percorso lungo e complicato come talvolta si teme.

La bussola pratica
Un controllo di inizio autunno dovrebbe includere, oltre alla verifica visiva del mantello per pulci e zecche di cui abbiamo già parlato, un test ematico per la filariosi cardiopolmonare, soprattutto per i cani residenti in Pianura Padana o che hanno avuto interruzioni nella profilassi estiva, e una valutazione del rischio leishmaniosi, non più limitata a chi ha viaggiato al sud ma estesa anche ai cani stanziali nelle aree del nord vicine a laghi e corsi d'acqua. Sono controlli rapidi, spesso risolvibili in un'unica visita, e restano lo strumento più efficace per intercettare malattie che, a differenza di pulci e zecche, non si vedono a occhio nudo.

Fonti e riferimenti
ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites) — linee guida sulla filariosi cardiopolmonare in Italia
Venco L. — Filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto: cosa c'è di nuovo, Il Fatto Veterinario
AniCura — Leishmaniosi nel cane: diffusione, vaccinazione e aree a rischio in Italia

Marzia Novelli
Marzia Novelli

Figura centrale nel mondo del pet care e dell’ambiente, Marzia Novelli è direttrice responsabile e fondatrice della testata giornalistica on line Youpet TV.
Giornalista e autrice di programmi dedicati agli animali, coordina tutte le produzioni video di Youpet e conduce “Bestia...che giovedì!”. Con una community affezionata e migliaia di follower, condivide storie, reel e consigli che amplificano il messaggio di sostenibilità e amore per gli animali e i messaggi degli sponsor. I contenuti di Marzia Novelli e del programma garantiscono una visibilità autentica, continuativa e capillare.

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