Cani e gatti e vacanza sono una voce economica non trascurabile. Capire quanto è costato il viaggio e la vacanza, dove si è concentrata la spesa, e quali servizi, fino a pochi anni fa marginali, sono diventati normalità nel giro di una sola stagione, ci aiuteranno comprendere dove il fturo del turismo pet friendly si orienterà.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock
I due studi di riferimento sul pet tourism italiano, la ricerca Jfc “Dalla carrozzina al guinzaglio” e l'Osservatorio Quattrozampeinfiera Estate 2026, convergono su un numero simile pur partendo da metodologie diverse: una spesa aggiuntiva media, per chi viaggia con un animale, che si aggira tra i 250 e i 270 euro a famiglia nell'arco della vacanza, calcolata da Jfc come 22,20 euro al giorno su una permanenza media di 12 notti. Su scala nazionale, considerando i quasi 4 milioni di nuclei familiari che hanno viaggiato con un cane o un gatto, il valore complessivo del comparto ha raggiunto 9,56 miliardi di euro, con Jfc che stima un potenziale fino a 15,8 miliardi se l'offerta ricettiva rispondesse pienamente alla domanda già esistente.
Scomponendo il conto, le voci principali restano quelle più prevedibili ma non per questo meno costose. Chi lascia l'animale a casa affidandolo a una pensione o a un pet sitter deve mettere in conto tra 15 e 40 euro al giorno per un cane e tra 10 e 25 euro al giorno per un gatto, una cifra che per due settimane di assenza può facilmente superare i 300-500 euro complessivi. Chi invece porta l'animale con sé affronta costi aggiuntivi che Facile.it e Consumerismo stimano tra 100 e 400 euro a settimana, sommando trasporto, eventuali supplementi in struttura e servizi dedicati. Le strutture ricettive pet-friendly applicano infatti un sovrapprezzo che va tipicamente dal 10% al 20% sul costo del pernottamento, con punte più alte nelle località più richieste: quest'estate gli hotel pet-friendly hanno registrato tra i rincari più marcati dell'intera offerta turistica, con aumenti fino al 20% rispetto allo scorso anno secondo l'analisi sui prezzi delle vacanze 2026. A completare il quadro, le voci più frequenti citate dai proprietari restano spiagge attrezzate, accessori contro il caldo, toelettatura, antiparassitari e visite veterinarie non programmate.
Il dato che continua a colpire di più, è che quasi nessuno pianifica questa spesa in anticipo. Secondo l'Osservatorio Quattrozampeinfiera, l'89,3% dei proprietari non ha previsto un budget specifico prima di partire, eppure il 19,7% ammette di aver speso di più per il proprio animale in estate rispetto al resto dell'anno. “Il dato non va letto come una mancanza di attenzione verso cane o gatto”, ha spiegato la responsabile comunicazione dell'osservatorio Alessandra Aspesi, “racconta piuttosto quanto l'animale sia ormai percepito come parte della famiglia, con un costo che si distribuisce in tante piccole voci fino al conto finale delle ferie”.
I trend emergenti
Alcuni segnali di quest'estate raccontano più di un semplice aumento di spesa: raccontano un mercato che si sta specializzando. Il primo riguarda le assicurazioni, ancora un fenomeno di nicchia ma in crescita: nel 2026 il 16,3% dei proprietari italiani dichiara di avere sottoscritto una polizza sanitaria per il proprio animale, e il 19,9% una copertura per la responsabilità civile, percentuali che restano minoritarie ma che segnano un cambio culturale rispetto a pochi anni fa, quando questi prodotti erano quasi sconosciuti al proprietario medio. Il secondo è l'ingresso di servizi che fino alla scorsa stagione non esistevano affatto nel mercato italiano: il servizio Large Dog On Board di Ita Airways, che dall'estate 2026 permette ai cani fino a 30 chili di volare in cabina senza trasportino, o il fenomeno crescente dei “Dog Menù” nei ristoranti, segnalano un settore che compete ormai anche sulla qualità dell'esperienza offerta all'animale, non solo sulla sua semplice ammissibilità. Il terzo trend, è la crescita del pet wellness, massaggi, idroterapia, trattamenti dedicati, un segmento che aggiunge una voce di spesa completamente nuova al bilancio della vacanza tipo.
Chi resta a casa, e perché
Vale la pena chiudere il bilancio con chi, quest'estate, ha scelto diversamente. Il 21,2% degli italiani con un animale ha deciso di non portarlo in vacanza, una minoranza ma non trascurabile, motivata principalmente da preoccupazioni legate al caldo estremo, allo stress percepibile del viaggio o, per i gatti, alla difficoltà di gestirli fuori dal proprio ambiente domestico abituale. È la controprova di un mercato maturo: la crescita della pet economy non significa che viaggiare con l'animale sia ormai la scelta obbligata per tutti, significa che è diventata una scelta consapevole, con un costo reale che sempre più proprietari accettano di sostenere, e altri, altrettanto consapevolmente, preferiscono evitare.
Fonti e riferimenti
Jfc — “Dalla carrozzina al guinzaglio”, ricerca sul pet tourism in Italia, 2026
Osservatorio Quattrozampeinfiera Estate 2026
Facile.it / Consumerismo No Profit — analisi sui costi delle vacanze estive 2026
Eurispes — Rapporto Italia 2026










