Massaggi anti-stress, idromassaggio, maschere per il pelo, persino sessioni di yoga con il proprio cane. Il pet wellness è arrivato in Italia sulla scia di un fenomeno già consolidato negli Stati Uniti, e sta crescendo rapidamente anche nelle città italiane. La domanda da farsi non è se il trend esista, ma quanto di quello che promette regge davvero, e quanto invece è marketing applicato a un animale che non ha chiesto nulla di tutto questo.
di Marzia Novelli | Redazione YouPet.it | Foto: Shutterstock
Dalle grandi città ai centri più piccoli, in Italia sono comparsi negli ultimi anni veri e propri centri benessere dedicati agli animali, con programmi che vanno oltre la toelettatura tradizionale: check-up iniziale, piano alimentare personalizzato, massaggi tonificanti, idromassaggio, maschere per il pelo, fino a proposte come lo yoga da fare insieme al proprio cane. È un fenomeno nato negli Stati Uniti, dove il mercato delle pet spa è ormai maturo, e che in Italia si sta diffondendo prima nelle grandi città e ora anche nei centri minori, spinto dalla stessa logica che guida il resto della pet economy: il proprietario chiede per il proprio animale standard di cura sempre più vicini a quelli che sceglierebbe per sé.
Cosa regge davvero: massaggio e idroterapia
Il massaggio è probabilmente il trattamento con le basi più solide. Un'indagine condotta nel 2021 su note cliniche di 65 professionisti relative a 527 cani con dolore cronico legato a problemi muscoloscheletrici, come l'artrosi, ha registrato una riduzione significativa del dolore percepito dai proprietari dopo cicli di massaggio regolare. Va detto con onestà che si tratta di dati osservazionali, raccolti dai professionisti e riportati dai proprietari, non di uno studio randomizzato controllato in doppio cieco, un limite che vale la pena tenere presente. Il meccanismo fisiologico alla base, però, è solido e trasversale ai mammiferi: la pressione applicata sui tessuti aumenta la circolazione sanguigna, riduce la tensione muscolare e può favorire il rilascio di endorfine, lo stesso principio su cui si basa il massaggio terapeutico umano.
L'idroterapia, per un cane con problemi articolari, resta probabilmente il trattamento più solido dell'intera offerta wellness: l'acqua sostiene il peso corporeo e permette di mobilizzare le articolazioni senza il carico che avrebbero su terreno solido, un principio ormai consolidato nella riabilitazione veterinaria per cani con artrosi, displasia o in recupero post-chirurgico.
Dove il marketing supera la scienza: l'aromaterapia
Qui la faccenda si complica, ed è la parte che meno viene raccontata dal marketing del settore. Diversi centri pet wellness propongono impacchi e trattamenti a base di oli essenziali, presentati come naturali e quindi implicitamente sicuri. Ma, molti oli essenziali, tea tree, eucalipto, pino in testa, contengono fenoli che il fegato del gatto non riesce a smaltire in modo efficace, e che possono causare problemi anche nel cane se leccati o inalati in dosi concentrate. Un trattamento pensato per rilassare, se applicato senza conoscere questi limiti specie-specifici, può trasformarsi in un rischio tossicologico reale, non in un dettaglio da manuale di aromaterapia umana trasposto senza adattamenti.
Il paradosso del relax forzato
C'è un secondo punto che il concetto stesso di “spa per animali” tende a nascondere: non è affatto scontato che un cane, e ancora meno un gatto, viva una sessione di bagno prolungato, manipolazione e ambiente nuovo come un momento di relax. I segnali di stress come sbadigli fuori contesto, leccarsi le labbra, cercare di allontanarsi, sono quelli da osservare durante una seduta di grooming o massaggio: un animale che li mostra non si sta rilassando, sta tollerando. La differenza tra i due stati non è visibile in una foto da pubblicare sui social, ma lo è per chi osserva con attenzione, ed è quella che dovrebbe guidare la scelta di continuare o interrompere un trattamento, non il pacchetto acquistato in anticipo.
Fin dove arriva, quindi
Il pet wellness regge quando si appoggia su basi reali: massaggio e idroterapia hanno un razionale fisiologico solido, soprattutto per cani anziani, in recupero o con problemi articolari, e possono avere un ruolo legittimo accanto, non al posto, della medicina veterinaria. Diventa marketing quando applica al corpo e alla mente di un animale concetti di benessere pensati per le persone, senza verificare che quell'animale specifico li viva davvero come tali, o quando propone trattamenti, come certe aromaterapie non regolamentate, il cui rischio supera il beneficio dimostrato. La domanda giusta da farsi prima di prenotare non è se al proprio cane “farà bene”, ma se in quel momento, con quel trattamento specifico, si potrà davvero rilassare, o se sta solo imparando a sopportare in silenzio, l’ennesima stranezza umana.
Fonti e riferimenti
Indagine su 527 cani con dolore muscoloscheletrico cronico trattati con massaggio, note cliniche di 65 professionisti, 2021
Marsolais G.S. et al. — Kinematic analysis of the hind limb during swimming and walking in healthy dogs and dogs with surgically corrected cranial cruciate ligament rupture, Journal of the American Veterinary Medical Association, 2003










