L'alimentazione del gatto sterilizzato

26 giugno 2026
Scritto da Marzia Novelli
L'alimentazione del gatto sterilizzato

La sterilizzazione non è solo un intervento chirurgico: è un cambio metabolico permanente. Ignorarlo nella gestione alimentare delle settimane e dei mesi successivi è uno degli errori più comuni e quello con le conseguenze cliniche più durature.

di Marzia Novelli  |  Redazione YouPet.it |  Foto: Shutterstock

Ogni giorno in Italia migliaia di gatti vengono portati a casa dopo la sterilizzazione con in mano un foglio di dimissioni che parla di punti di sutura, antibiotici e collare elisabettiano. Quello che quasi nessun foglio di dimissioni spiega con sufficiente chiarezza è quello che succede al metabolismo del gatto nelle settimane successive e come questo cambia in modo permanente le sue necessità nutrizionali. La sterilizzazione è l'intervento più praticato nella medicina veterinaria dei piccoli animali, ed è anche uno di quelli in cui la gestione post-operatoria a lungo termine è più spesso lasciata all'improvvisazione dei proprietari.
Il punto di partenza è fisiologico. Le gonadi, ovaie nelle femmine, testicoli nei maschi, non sono solo organi riproduttivi: producono ormoni sessuali che influenzano attivamente il metabolismo energetico, la regolazione dell'appetito e la distribuzione del tessuto adiposo. La loro rimozione provoca una serie di adattamenti ormonali che, nella pratica, si traducono in una riduzione del fabbisogno calorico giornaliero stimata tra il 20 e il 30%, a seconda del soggetto, e in un aumento del senso di fame o meglio, in una riduzione del senso di sazietà. Il gatto mangia di più perché' si sente meno sazio, brucia meno calorie perché' il suo metabolismo basale è rallentato. Se l'alimentazione non viene adeguata, il risultato è quasi matematico: aumento di peso.
 
Quando inizia il cambiamento e quanto è rapido
Le modifiche metaboliche conseguenti alla sterilizzazione si manifestano entro poche settimane dall'intervento, non mesi. Uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition da Backus e collaboratori ha documentato aumenti significativi del peso corporeo e della massa grassa già nelle prime otto settimane post-intervento nei gatti non sottoposti a restrizione calorica. Questo significa che l'adeguamento nutrizionale non va pianificato per il futuro: va iniziato subito, idealmente già nella settimana successiva all'operazione, non appena il gatto ha ripreso ad alimentarsi normalmente.
La riduzione calorica raccomandata dalla maggior parte delle linee guida nutrizionali veterinarie, WSAVA, AAFP, FEDIAF, si attesta intorno al 20-25% rispetto al fabbisogno pre-sterilizzazione. Non è una riduzione drastica, ma è sufficiente a compensare il rallentamento metabolico e a prevenire l'accumulo progressivo di tessuto adiposo che, se non contrastato nelle prime settimane, diventa molto più difficile da correggere in seguito.
 
Umido o secco? La risposta della scienza
È una delle domande più frequenti e quella su cui il marketing del pet food ha costruito più confusione. La risposta della nutrizione veterinaria è chiara: nel gatto sterilizzato, l'alimento umido presenta vantaggi strutturali rispetto al secco che vanno al di là della preferenza palatabile.
Il primo vantaggio è l'apporto idrico. Il gatto è un animale con una scarsa percezione della sete evolutivamente determinata: in natura ricava la maggior parte della sua quota di liquidi dalla preda, che contiene tra il 70 e il 75% di acqua. Il cibo secco contiene tra il 6 e il 10% di acqua, quello umido tra il 70 e l'85%. Un gatto sterilizzato alimentato prevalentemente con secco beve raramente abbastanza da compensare questa differenza, e il deficit idrico cronico e' uno dei principali fattori di rischio per la formazione di cristalli urinari e per la sindrome delle basse vie urinarie felina, nota come FLUTD.
La FLUTD — Feline Lower Urinary Tract Disease — è una delle patologie più comuni nel gatto domestico adulto, con un'incidenza significativamente più alta nei maschi sterilizzati. La diluizione dell'urina attraverso una corretta idratazione è la misura preventiva con il supporto scientifico più solido. Non e' un'opzione accessoria: è la prima linea di prevenzione.
Il secondo vantaggio dell'umido è la densità calorica più bassa a parità di volume. Un gatto che mangia umido si sente sazio con meno calorie, il che semplifica enormemente la gestione del peso in un soggetto con ridotto senso di sazietà post-sterilizzazione. Questo non significa che il secco vada eliminato del tutto: una combinazione dei due, calibrata dal veterinario in base al peso ideale del soggetto, è spesso la soluzione pratica più efficace.
 
Come leggere l'etichetta dei cibi per sterilizzati
Il mercato offre un'ampia gamma di alimenti formulati specificamente per gatti sterilizzati. Non tutti sono equivalenti, e saper leggere l'etichetta è la prima difesa contro le scelte guidate dal marketing invece che dalla nutrizione.
Gli elementi da verificare sono: il contenuto proteico che nei gatti sterilizzati non deve essere ridotto nonostante la riduzione calorica, perché' la massa muscolare va preservata, la densità energetica dichiarata per 100 grammi di prodotto, la presenza o assenza di agenti acidificanti urinari come la DL-metionina, utili nella prevenzione dei calcoli di struvite, e la posizione dell'acqua nella lista degli ingredienti dell'umido, che deve comparire entro i primissimi posti. 
Un alimento che dichiara di essere per sterilizzati ma ha una densità calorica simile a quella di un alimento standard, o che ha un contenuto proteico ridotto a favore di carboidrati, non sta rispondendo alle esigenze metaboliche del gatto sterilizzato: sta usando la categoria come leva di marketing. Il confronto tra la densità energetica su etichetta e il fabbisogno giornaliero calcolato sul peso ideale del gatto non su quello attuale, se è già in sovrappeso,  è il modo più concreto per valutare se la razione raccomandata ha senso.

 
Un dato che fa riflettere
Uno studio su larga scala pubblicato su Journal of Small Animal Practice da Cave e collaboratori ha analizzato il peso corporeo di oltre tremila gatti visitati in cliniche veterinarie britanniche: i gatti sterilizzati avevano una probabilità significativamente più alta di essere in sovrappeso o obesi rispetto ai non sterilizzati della stessa età. Ma il dato più interessante era un altro: i gatti sterilizzati seguiti con un piano nutrizionale specifico dal veterinario mostravano tassi di obesità simili a quelli dei gatti interi. La sterilizzazione non condanna il gatto all’obesità. La gestisce o non la gestisce  il proprietario, con o senza supporto professionale.
 
Monitoraggio del peso: lo strumento più sottovalutato
Nessun piano nutrizionale funziona senza un monitoraggio regolare del peso corporeo. I gatti tendono ad aumentare di peso in modo graduale e progressivo, in misura che spesso sfugge all'occhio del proprietario che lo vede ogni giorno. La pesatura mensile nelle prime settimane post-sterilizzazione, facilmente eseguibile a casa con una bilancia e il gatto in braccio, permette di intercettare le variazioni prima che diventino clinicamente rilevanti. Il parametro di riferimento non è solo il peso assoluto, ma la body condition score (BCS), una scala da 1 a 9 che valuta la distribuzione del tessuto adiposo attraverso la palpazione delle costole, dell'addome e della vita. Un gatto con BCS superiore a 5 su 9 è già in sovrappeso e richiede un aggiustamento della razione.
Se il gatto ha già sviluppato un sovrappeso significativo, la riduzione calorica va gestita con cautela: una restrizione alimentare troppo rapida nel gatto può innescare la lipidosi epatica, una patologia grave in cui il fegato accumula grasso in modo patologico come risposta al deficit energetico. La perdita di peso del gatto obeso deve essere lenta, non più dello 0,5-1% del peso corporeo a settimana e sempre supervisionata dal veterinario.
La sterilizzazione allunga la vita del gatto, riduce i rischi oncologici e comportamentali e semplifica la convivenza in casa. Gestire correttamente quello che consegue sul piano metabolico non è una complicazione: è la condizione perché' quella vita più lunga sia anche una vita in salute.
 
Fonti e riferimenti
Backus R.C. et al. — Gonadectomy and high dietary fat but not high dietary carbohydrate induce gains in body weight and fat of domestic cats, British Journal of Nutrition, 2007
Cave N.J. et al. — A cross-sectional study to compare changes in the relative weight and body condition score of cats with time following neutering, Journal of Small Animal Practice, 2017
Lund E.M. et al. — Prevalence and risk factors for obesity in adult cats from private US veterinary practices, International Journal of Applied Research in Veterinary Medicine, 2005
WSAVA Global Nutrition Committee — Nutritional Assessment Guidelines, Journal of Small Animal Practice, 2011
AAFP — Feline Life Stage Guidelines, Journal of Feline Medicine and Surgery, 2021
Freiche V., Houston D. — Unravelling the complexities of feline lower urinary tract disease: a case-based approach, Journal of Feline Medicine and Surgery, 2019
FEDIAF — Nutritional Guidelines for Complete and Complementary Pet Food for Cats and Dogs, edizione 2023 — fediaf.org

Marzia Novelli
Marzia Novelli

Figura centrale nel mondo del pet care e dell’ambiente, Marzia Novelli è direttrice responsabile e fondatrice della testata giornalistica on line Youpet TV.
Giornalista e autrice di programmi dedicati agli animali, coordina tutte le produzioni video di Youpet e conduce “Bestia...che giovedì!”. Con una community affezionata e migliaia di follower, condivide storie, reel e consigli che amplificano il messaggio di sostenibilità e amore per gli animali e i messaggi degli sponsor. I contenuti di Marzia Novelli e del programma garantiscono una visibilità autentica, continuativa e capillare.

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