L'artrosi è la forma di dolore cronico più comune nel cane, ma spesso la scambiamo per vecchiaia. Come riconoscerla, perché d'inverno la notiamo di più e cosa sappiamo davvero sulle terapie integrate.
di Manuele Cascioli, medicina veterinaria integrata, 4Evolution Vet - Foto: Shutterstock
Il cane si alza dalla cuccia più lentamente di qualche mese fa. Fa due passi rigidi, poi si scioglie. Sulle scale si ferma a guardare il primo gradino, come se ci pensasse. Alla passeggiata parte con entusiasmo, ma dopo dieci minuti è lui a voler tornare indietro. Molti proprietari, davanti a queste scene, pensano la stessa cosa: sta invecchiando.
A volte è così. Ma molto spesso dietro quei piccoli cambiamenti c'è un dolore articolare che il cane non mostra nel modo che ci aspettiamo. E con l'arrivo dell'inverno, tra mattine fredde, pavimenti umidi e passeggiate più corte, quei segnali diventano più evidenti.
1. Artrosi nel cane: un dolore comune e sottovalutato
Le linee guida sul dolore dell'American Animal Hospital Association (AAHA), pubblicate nel 2022, ci dicono che il dolore muscoloscheletrico, e in particolare l'artrosi, è la forma più comune di dolore cronico nel cane. Le stesse linee guida riportano una prevalenza vicina al 40% nella popolazione canina.
Eppure, quando si guarda a quante diagnosi arrivano davvero, i numeri sono molto più bassi. Uno studio del Royal Veterinary College di Londra, basato sulle cartelle cliniche di oltre 455.000 cani seguiti dai veterinari nel Regno Unito (Anderson e colleghi, Scientific Reports, 2018), ha trovato una diagnosi di artrosi registrata in circa il 2,5% dei cani in un anno. La distanza tra questi due numeri non significa che uno dei due sia sbagliato: misurano cose diverse. Ma suggerisce che molti cani con artrosi non arrivano mai a una diagnosi.
Lo stesso studio dà altre indicazioni utili:
• l'età media alla prima diagnosi era di 10 anni e mezzo: l'artrosi è una malattia legata all'invecchiamento;
• i cani sopra il peso medio hanno una probabilità 2,3 volte più alta di ricevere la diagnosi;
• alcune razze, come rottweiler, dogue de Bordeaux, border collie, pastore tedesco, golden e labrador retriever, risultavano più predisposte rispetto ai meticci.
Un dato che fa riflettere Nelle linee guida AAHA si legge che i proprietari tendono a "contestualizzare" i segnali di dolore cronico e a rimandare per mesi prima di parlarne con il veterinario. Il motivo è comprensibile: il dolore dell'artrosi arriva piano, e ci si abitua a vederlo.
2. Il freddo peggiora l'artrosi del cane?
È una delle convinzioni più diffuse, tra chi ha l'artrosi e tra chi vive con un cane anziano: d'inverno va peggio. Cosa dice la ricerca?
Nel cane non esistono, a oggi, studi solidi che misurino l'effetto del meteo sul dolore articolare. I dati più interessanti vengono dalle persone. Nel 2019 l'Università di Manchester ha pubblicato lo studio "Cloudy with a chance of pain" (npj Digital Medicine): 2.658 persone con dolore cronico, soprattutto artrosi, hanno registrato i sintomi ogni giorno sullo smartphone per circa sei mesi, e i ricercatori li hanno incrociati con i dati meteo.
Il risultato è più sfumato di quanto si pensi. La temperatura, da sola, non risultava associata al dolore. Lo erano invece l'umidità relativa, la bassa pressione e il vento: nei giorni umidi, ventosi e con pressione bassa, la probabilità di una giornata dolorosa era di circa il 20% più alta rispetto a una giornata media. Gli autori stessi lo traducono così: da 5 a 6 giorni dolorosi su 100. Un'associazione, non una prova di causa.
Per il cane possiamo dire questo, senza forzare i dati. L'inverno cambia molte cose che pesano sulle articolazioni: le passeggiate si accorciano, il cane si muove meno e resta più tempo sdraiato, i pavimenti bagnati diventano scivolosi. Che il freddo in sé aumenti il dolore non è dimostrato. Che d'inverno i segnali dell'artrosi si notino di più, invece, è un'esperienza comune che vale la pena prendere sul serio.
3. I segnali dell'artrosi nel cane anziano
«Il mio cane non zoppica, quindi non ha dolore.» È l'equivoco più frequente. Canine Arthritis Management (CAM), un'organizzazione britannica fondata dalla veterinaria Hannah Capon,afferma che la zoppia non è l'unico modo in cui un cane esprime dolore.
I segnali sono spesso sottili. Eccone alcuni da osservare, soprattutto nei mesi freddi.
Nel movimento:
• fatica ad alzarsi o a sdraiarsi, soprattutto dopo il riposo;
• esitazione davanti alle scale, al salto in auto o sul divano;
• unghie o polpastrelli che "strisciano" a terra camminando;
• schiena leggermente inarcata;
• difficoltà a mantenere la posizione accovacciata per fare i bisogni, tanto che il cane cammina mentre li fa.
Nel comportamento:
• entusiasmo che si spegne presto durante la passeggiata;
• meno voglia di giocare o di stare con la famiglia;
• irritabilità quando viene toccato o quando un altro animale gli si avvicina;
• cambiamenti dell'umore: CAM ricorda che il dolore cronico è una delle principali cause di problemi comportamentali.
Anche le linee guida AAHA invitano i proprietari a osservare i cambiamenti di postura, andatura e atteggiamento, e la capacità di fare le cose di tutti i giorni. Il confronto più utile è con il cane di qualche mese prima.
AAA Un consiglio pratico
Gira un breve video con il telefono quando il cane si alza dopo il riposo, sale una rampa di scale o fa i primi passi della passeggiata. Dal veterinario, in ambulatorio, il cane potrebbe muoversi in modo diverso per l'emozione: il video mostra com'è a casa.
4. Artrosi del cane: cosa dice la medicina convenzionale
Per gestire il dolore cronico le linee guida propongono un approccio multimodale, cioè più strumenti combinati, ordinati in tre livelli.
Primo livello: le prove più solide. Qui troviamo i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e, tra le opzioni non farmacologiche, la gestione del peso, l'adattamento dell'attività fisica, le modifiche dell'ambiente domestico e gli acidi grassi omega-3. Nel 2022 le linee guida citavano come "in arrivo" anche gli anticorpi monoclonali anti-NGF, una classe di farmaci che agisce su una molecola chiave del dolore. In Europa questa classe è già disponibile per il cane.
Il peso conta più di quanto si creda. È uno dei pochi fattori su cui il proprietario può agire direttamente. CAM ricorda che il peso in eccesso peggiora l'artrosi e il dolore, e indica come obiettivo una condizione corporea di 4-5 su una scala di 9. Il veterinario può aiutarti a valutarla.
Secondo livello: gli aiuti. Farmaci adiuvanti, esercizio terapeutico e terapie fisiche, da affiancare al primo livello.
Terzo livello: prove più deboli. Qui le linee guida collocano, tra gli altri, il tramadolo, che nel cane ha mostrato scarsa efficacia, e gli integratori diversi dagli omega-3.
AAA: mai farmaci “di casa”. Non dare mai al cane antidolorifici per uso umano senza alcuni sono tossici anche a dosi piccole. Ogni terapia, anche la più semplice, va decisa con il veterinario.
5. Medicina integrata veterinaria: cosa può fare e cosa dicono le prove
La medicina integrata non è un'alternativa alla medicina convenzionale: la affianca. L'idea è costruire attorno al singolo cane un piano che combini farmaci, movimento, ambiente, alimentazione e, quando ha senso, altre terapie. Proprio per questo è importante sapere quanto è solida ciascuna.
Fisioterapia ed esercizio terapeutico. Rientrano nel secondo livello AAHA e sono tra gli strumenti integrati più usati nel cane anziano. Esercizi mirati, svolti con un professionista, aiutano a mantenere massa muscolare e mobilità. Il principio è semplice: un muscolo che lavora sostiene meglio un'articolazione che fa male.
Agopuntura. Le linee guida AAHA la elencano tra le opzioni non farmacologiche, ma riportano anche che, negli studi esaminati, non è risultata efficace sul dolore da artrosi nel cane. È un dato da conoscere: chi la propone dovrebbe dirlo con chiarezza e inserirla, eventualmente, in un piano più ampio.
Terapie rigenerative. Il plasma ricco di piastrine (PRP) e le cellule staminali, iniettati direttamente nell'articolazione, sono tra le frontiere più studiate. Le linee guida AAHA le collocano nel terzo livello: le prove ci sono ma sono ancora limitate, e servono studi più ampi per capire per quali cani e quali articolazioni funzionano meglio.
AAA: diffida delle promesse Nessuna terapia, convenzionale o integrata, "guarisce" l'artrosi. L'obiettivo è ridurre il dolore e mantenere la qualità di vita. Se qualcuno promette risultati miracolosi, è un buon motivo per chiedere un secondo parere.
Cane anziano in inverno: come adattare la casa
Molto di quello che aiuta un cane con artrosi succede tra le mura di casa. Il libretto di CAM suggerisce alcuni accorgimenti semplici, che d'inverno diventano ancora più utili.
Pavimenti meno scivolosi. Fai un giro della casa cercando i punti in cui il cane rischia di scivolare o inciampare, e mettici rimedio. Tieni corti il pelo tra i polpastrelli e le unghie: aiutano la presa.
Una cuccia comoda e facile da raggiungere. Il cane deve potersi sdraiare e rialzare senza fatica, e dormire bene. Meglio lontano da spifferi e da superfici fredde.
Rampe e piccoli aiuti. Per l'auto, se il cane non riesce più a saltare, valuta una rampa o un gradino. Anche la ciotola può essere sollevata, se abbassarsi è faticoso.
Una pettorina di sostegno. CAM suggerisce di valutare se una pettorina più contenitiva sia più utile del collare.
Passeggiate adattate. Non serve rinunciare a uscire: serve adattare durata, ritmo e percorso. Evita i terreni difficili e osserva quando il cane comincia a rallentare.
Un cane anziano che si muove più lentamente non è per forza un cane "solo vecchio". L'artrosi è comune, cresce con l'età e spesso resta nascosta dietro piccoli cambiamenti che impariamo a non vedere. L'inverno, con le sue mattine rigide e le passeggiate più brevi, può essere il momento giusto per guardare meglio. E per parlarne con il veterinario, costruendo un piano che metta insieme le terapie con le prove più solide e gli strumenti integrati che possono dare una mano in più.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico veterinario
Fonti
• AAHA, 2022 Pain Management Guidelines for Dogs and Cats, JAAHA
• AAHA Trends, sintesi delle linee guida 2022
• Royal Veterinary College, VetCompass: osteoarthritis in dogs (Anderson et al., Scientific Reports 2018)
• University of Manchester, Cloudy with a chance of pain, 2019
• Canine Arthritis Management, The Osteoarthritis Booklet, 2023










